1 libro d’arte al mese: il nostro calendario letterario

Noi non siamo mai state team calendario dell’avvento e così abbiamo deciso di dedicarci ad un calendario letterario. Quest’idea non nasce in modo casuale e ora ti raccontiamo perché abbiamo scelto di creare quest’articolo che ti propone un 1 libro d’arte al mese per tutto il 2025.

Da marzo 2024 abbiamo creato il nostro book club con base a Reggio Emilia che si chiama Miscele Letterarie. Ci incontriamo di persona una sera al mese e, davanti ad un calice di vino e qualche popcorn, affrontiamo un tema attraverso una selezione di 6 libri. Abbiamo deciso di non costringere le persone a leggere lo stesso libro perché i gusti sono diversi e così ci sono 6 titoli tra cui scegliere, accomunati da uno stesso argomento.

Abbiamo affrontato il femminismo intersezionale, il cambiamento climatico, le biografie di donne nella cultura, la narrativa giapponese contemporanea e così è nata l’idea di creare un piccolo spin off di Miscele Letterarie dedicato a 12 libri d’arte che non possono mancare nella tua libreria.

Te li presentiamo qui!

“Volevo un regno più grande” di Lorenza Pieri 

Questo libro fa parte della collana OILÀ, curata da Chiara Alessi, che presenta le storie di protagoniste del Novecento che si sono distinte nel panorama creativo italiano e internazionale. Si tratta di libri pensati per essere letti ad alta voce dall’inizio alla fine in 45 minuti, quindi adatti anche a chi non ha familiarità con i testi infiniti.

Nello specifico questo è un viaggio breve, attraverso una lente speciale, tra la biografia, i lavori, i fatti privati della vita di un’artista che amiamo tantissimo, Niki de Saint Phalle.

Un aneddoto interessante è che Pieri è originaria di Capalbio e ha sempre vissuto sperando di incontrare la Signora del Giardino dei Tarocchi; questo incontro nella realtà non è mai avvenuto, ma possiamo immaginarlo attraverso questo testo che è un gioiellino da gustare all’ora del tè.

Leggi anche: L’arte di Niki de Saint Phalle e il suo Giardino dei Tarocchi

“Attraversare i muri. Un’autobiografia” di Marina Abramović

Iniziamo con il dirti che questo è uno dei libri più sconvolgenti che abbiamo letto non solo nel 2024, ma negli ultimi anni. In ogni pagina puoi intravedere un pezzo della vita e della performance, elevata al suo massimo livello, di quest’artista straordinaria, che ha la capacità di rubarti la fame e il sonno, pur di continuare a trascorrere del tempo insieme a lei e alla sua storia.

Curiosa, impavida, tenace, divertente, asfissiante, innamorata di se stessa: Abramović in questa biografia, realizzata a 4 mani con James Kaplan, ci conduce sia dietro le quinte che sul palcoscenico della sua vita, che in molti casi si mescolano in una performance senza fine. Per chi la segue da sempre, scoprire il pensiero e la lungimiranza che hanno animato il suo percorso professionale è estremamente interessante.

Consiglio: inizia la lettura quando hai un po’ di tempo libero perché Marina ti creerà dipendenza!

“A questo serve il corpo” di Roberta Scorranese

Abbiamo scoperto Roberta Scorranese, durante un incontro di InQuiete, il festival di scrittrici che viene organizzato ogni anno al Pigneto a Roma.  Lì abbiamo assistito ad un talk dedicato al corpo delle donne come luogo politico e al consenso, con ospiti Michela Marzano e Roberta Scorranese. 

Durante il talk Scorranese ha parlato del suo libro “A questo serve il corpo. Viaggio nell’arte attraverso i corpi delle donne” e di come il corpo femminile sia protagonista di diverse forme di sguardi in numerose opere d’arte, come tele Caravaggio, Tintoretto, Chagall, Toulouse Lautrec.

Ed è proprio attraverso la consapevolezza del proprio corpo che la donna può iniziare a delimitare dei confini che non vuole superare. Questo libro non è solo un viaggio nell’arte, ma un modo in cui riconoscerti e conoscerti: leggendolo ti farai un regalo!

libro d'arte al mese roberta scorranese
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“I diari” di Andy Warhol

Di sua maestà il re della Factory si è parlato in mille modi e per questo non possiamo non crogiolarci tra le sue stesse parole. “I diari” di Andy Warhol, a cura della sua amica e collaboratrice Pat Hackett, sono stati pubblicati postumi e contengono un’infinita serie di aneddoti su celebrità del mondo dell’arte.

Ciò che li rende particolarmente succosi però è che ci forniscono delle nuove chiavi di lettura che rivelano qualcosa in più sul mondo di Warhol e sulla scena artistica statunitense fino alla sua morte nel 1987. Warhol è stato un genio, ma era anche ipocondriaco, vulnerabile, insicuro: una persona con pregi e difetti come ciascuno di noi. E in questi scritti si è rivelato nel bene e nel male, oltre la patina del favoloso a cui siamo stati abituati quando pensiamo a lui.

Da questo libro è stata estrapolata anche una serie, con lo stesso titolo, che puoi vedere su Netflix.

Leggi anche: Andy Warhol, chi è il re della Factory e della Pop Art

“L’abito bianco” di Nathalie Léger

Prima di presentarti questo libro, dobbiamo raccontarti una storia, dolorosa e significativa.

L’8 marzo del 2008 l’artista Pippa Bacca iniziò un viaggio in autostop dal grande valore simbolico, per portare un messaggio di pace nei paesi martoriati dalla guerra. Indossando un abito da sposa è partita da Milano diretta a Gerusalemme e la sua performance è stata documentata con foto e video fino alla sua tragica fine: in Turchia è stata violentata e uccisa da un uomo che le aveva offerto un passaggio.

L’autrice e curatrice artistica Nathalie Léger non solo ha raccontato questa storia, ma ha aperto una riflessione sui rischi che le donne incontrano nella vita e nell’arte e sul messaggio della performance di Bacca, cioè il desiderio di contenere e mettere finale all’insondabile natura della violenza e della guerra, attraverso l’immagine simbolica della femminilità.

“Tina” di Pino Cacucci

Tina Modotti è una delle nostre fotografe e persone preferite: se fosse possibile tornare indietro nel tempo, ci teletrasporteremmo in Messico per berci un caffè insieme. In questo libro Pino Cacucci, da profondo conoscitore del Messico e grande appassionato del talento e del lavoro di Modotti, ha realizzato una biografia romanzata in cui fa emergere i suoi tratti più personali e le tantissime peripezie che ha vissuto.

La vita di Assunta Adelaide Luigia Saltarini Modotti, conosciuta da tutti come Tina Modotti, infatti può sembrare un film: nonostante sia scomparsa prematuramente a 46 anni, la sua esistenza è stata costellata da tantissimi incontri e trasferimenti, prime volte e scoperte che l’hanno rivoluzionata come persona e come professionista.

Se dobbiamo descrivere la sua grandezza come fotografa, vogliamo citare la sua capacità di riassumere in un unico scatto la complessità della realtà. Se ancora non la conosci o se vuoi approfondire questo incontro, il libro di Cacucci è una compagnia interessante.

“Picasso” di Gertrude Stein

Tutti almeno una volta hanno pronunciato il nome di Pablo Picasso, che fosse in positivo o in negativo.

Ma chi ha saputo raccontarlo meglio, è stata Gertrude Stein, scrittrice che con la sua attività e la sua opera ha dato un impulso rilevante allo sviluppo dell’arte moderna e della letteratura modernista. Questo piccolo libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1938 e si presenta come un’acuta presentazione, insieme narrativa e critica, del personaggio dominante dell’arte del nostro secolo. 

Una delle opere più famose di Picasso è proprio il ritratto di Gertrude Stein, dipinto nel 1906, che è emblematico dell’influenza reciproca tra i due; invece di rappresentare una figura ideale, Picasso catturò l’essenza di Stein usando delle linee e delle forme geometriche, rompendo del tutto con le tradizioni artistiche del ritratto.

In questo piccolo volume Stein racconta tutte le sue fasi stilistiche, dal periodo rosa al cubismo nei suoi vari momenti: un viaggio autentico per conoscere non solo Picasso, ma anche la straordinaria penna che lo ha raccontato.

“Le disobbedienti. Storie di sei donne che hanno cambiato l’arte” di Elisabetta Rosy

Artemisia Gentileschi, Frida Kahlo, Élisabeth Vigée Le Brun, Charlotte Salomon, Berthe Morisot e Suzanne Valadon: che cos’hanno in comune queste pittrici? Nonostante l’appartenenza ad epoche storiche differenti e le naturali peculiarità caratteriali e di vissuto, condividono il desiderio di ribellarsi alle regole del gioco imposte dalla società.

Le artiste di cui scrivo sono diverse tra loro per epoca, situazione familiare, carattere. Povere o benestanti. Istruite o quasi analfabete. Ma c’è qualcosa di essenziale che le accomuna: il talento e la voglia di non piegarsi alle regole imposte dalla società del loro tempo“.

In questo libro la scrittrice e saggista Elisabetta Rasy ha raccontato la vita delle sei pittrici nella loro irriducibile singolarità, attraverso un percorso di emancipazione femminile che non si è ancora completato.

“Infinity Net” di Yayoi Kusama

Se l’aggettivo visionaria è stato inventato è stato per lei: in questo libro Yayoi Kusama ci spalanca le finestre sulla sua vita e sul suo lavoro, ma tenendo sempre ben tese delle delicate tende che si prendono cura della sua intimità.

Tra queste pagine, la sacerdotessa dei pois racconta il Giappone chiuso e arretrato in cui è nata nel 1929, la sua famiglia disfunzionale con una madre conservatrice e un padre traditore seriale, le allucinazioni visive e auditive di cui è afflitta e poi il suo incontro con l’arte, lo scambio di lettere con Georgia O’Keeffe e la sua scelta coraggiosa di partire per New York.

Un altro aspetto che abbiamo trovato interessante del libro è quello relativo all’arte psicosomatica, quasi una una forma di automedicazione. “Lavoro, lavoro e ancora lavoro finché non resto seppellita nel processo. È ciò che chiamo obliterazione”.

Questo libro è un percorso da affrontare con calma, assorbendo ogni frase, anche quella apparentemente più spoglia, ma necessaria per prendere fiato e ricominciare.

Leggi anche: Yayoi Kusama: vita e opere di un’artista geniale

“Frida Kahlo. L’arte di mettersi in scena”

Frida Kahlo è una donna e artista di cui si è detto tutto, ma spesso questo tutto non è in grado di trasmettere la sua poliedricità.

Questo libro ha il grande merito di portare alla luce una sua prospettiva inedita, attraverso i suoi vestiti e i suoi accessori: questo volume è stato curato da Claire Wilcox, Senior Curator del dipartimento di moda e costume presso il Victoria and Albert Museum di Londra, e Circe Henestrosa, curatrice indipendente che dirige la School of Fashion presso il Lasalle College of the Arts di Singapore.

Questo volume è un viaggio nel viaggio perché se da un lato puoi scoprire tanto sulla vita di Frida Kahlo, dall’altro puoi immergerti nella cultura messicana: le opere e gli oggetti proposti evidenziano come ogni scelta estetica, fosse frutto di una precisa volontà rappresentativa dell’artista. Per valorizzare al meglio ogni dettaglio di questo patrimonio della memoria, il libro si contraddistingue per l’alta qualità fotografica e la presenza di inserti con formato e carta diversi che, noi personalmente, abbiamo adorato.

“Francesca Woodman” di Bertrand Schefer

Francesca Woodman è una delle figure più enigmatiche dell’arte del Novecento, non solo per la sua morte tragica e precoce, ma per le sue fotografie che evocano un rapporto intimo e personale con il paesaggio.

Quasi tutte in bianco e nero e scattate tra il 1972 e il 1982, le sue opere hanno indagato la femminilità, il corpo e le sue movenze, in gran parte attraverso autoritratti di piccolo formato. Usando esposizioni lunghe o doppie esposizioni, che le permettevano di partecipare in prima persona all’impressionamento della pellicola, i suoi scatti rivelano un talento innato per la composizione e l’uso della luce.

In questo libro Schefer ci offre alcuni scorci, come il primo incontro con la Woodman sotto forma di un catalogo passatogli al colloquio per un posto come assistente editoriale, che è diventato quasi un’ossessione. Le sue fotografie, per lui così respingenti in un primo momento, tornano negli anni ad ossessionarlo, invitandolo a volerla riportare in vita per un attimo. Così sceglie di studiare la sua vita e il suo lavoro, come un archeologo, per rendere meno sfuocata la sua storia, la sua essenza, la sua arte.

un libro d'arte al mese francesca woodmna fotografa
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“Diari di Keith Haring”

Uno dei regali più grandi che ci ha fatto Keith Haring, oltre alle sue straordinarie opere d’arte, è il diario che ha tenuto per tutta la sua vita, fino ad un mese dalla sua morte nel 1990.

“La musica, la danza, il teatro e le arti visive; le forme dell’espressione, le arti della speranza. Lì è ciò a cui credo di appartenere. Che sia lungo un ruscello nelle Rocky Mountains o in un grattacielo di Chicago o in una piccola città chiamata Park City, Utah, è sempre con me. L’arte non mi lascerà mai e mai dovrebbe lasciarmi”: così ha scritto nel 1977 e infatti l’arte è stata la grande costante e compagna della sua vita.

Questo libro, che racconta l’uomo e l’artista, affronta varie tappe del suo percorso come l’adolescenza, i murales nelle metropolitane, le grandi mostre e il successo. Parole che si mescolano a numerosi disegni, per raccontarci con toccante spontaneità l’evoluzione artistica e personale di Haring.

Leggi anche: I meravigliosi omini di Keith Haring


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