L’arte di Niki de Saint Phalle e il suo Giardino dei Tarocchi

Partiamo da una confessione: da quando abbiamo scoperto Niki de Saint Phalle è scoppiato un amore che ci ha portate a leggere libri, approfondire la sua storia, studiare ogni tappa del suo percorso artistico. E quello che appare evidente è che le sue opere più iconiche, che sono un trionfo di colore, riescono nella missione difficilissima di celebrare le inquietudini di una vita delicata e strattonata.

Per questo ci sentiamo di dire che il genio creativo e anticonformista di Niki de Saint Phalle meriti di essere conosciuto da più persone possibili perché la sua arte genera un impatto autentico e potente.

Nota soprattutto per il Giardino dei Tarocchi che a Capalbio rende omaggio ai simboli degli arcani, le sue prime opere risalgono agli anni ’50, fino ad approdare ai successi mondiali dell’artista tra cui spiccano le figure femminili (Les Nanas) che l’hanno resa celebre.

Chi era Niki de Saint Phalle: biografia e opere

Mitologia, violenza, inquietudini private e sociali, sono i temi raccontati dalle sue opere.

Nata in Francia nel 1930, secondogenita di un’aristocratica famiglia di banchieri, Niki de Saint Phalle ha trascorso l’infanzia a New York, poi a poco più di 20 anni ha fatto ritorno in Europa, innamorandosi dei capolavori dei musei francesi e spagnoli, specialmente dei capolavori di Antoni Gaudì a Barcellona.

Colpita da un esaurimento nervoso che la costrinse in una struttura psichiatrica, dove subì svariati trattamenti di elettroshock, reagì come non tutti sono in grado di fare: ha trovato in quell’oscurità il suo principio di vita, l’arte. Per lei non si trattava solo di un lavoro, ma di un’autentica cura contro le convenzioni sociali e di un mezzo per esprimere la sua irrequietezza interiore, causata in gran parte dagli abusi subiti da bambina da parte del padre.

Il trasferimento a Parigi rafforzò la sua creatività, grazie anche alla collaborazione con lo scultore svizzero Jean Tinguely, che poi diventò anche suo compagno di vita.

Durante il caos degli anni ’60, tra ribellioni giovanili e le minacce di una terza guerra mondiale, Niki iniziò ad esplorare nuovi linguaggi artistici, finendo per definire la gamma iconografica dei suoi temi. Divenne così celebre grazie ai Tiri, cioè una serie di azioni durante le quali lei stessa, e a volte anche il pubblico, sparavano su rilievi in gesso dove si trovano dei sacchetti di pittura che esplodevano al momento dell’impatto.

Sull’onda del movimento femminista,  esplorò le modalità di rappresentazione dell’universo femminile, creando le bellissime Nanas, figure policrome di grandi dimensioni. Le sue Nanas sono la versione pop della Grande Madre dei miti arcaici e il loro corpo si espande in una gravidanza cosmica, diventando una sorta di contenitore dell’universo. Durante la sua carriera De Saint Phalle ha dato vita ad un’armata di muse femministe, liberandole dagli stereotipi della società e trasformandole in “luoghi in cui ogni donna poteva sognare e ritrovarsi”. Alcune delle sue opere si trovano sdraiate o appese in città come Parigi e Los Angeles, Tokyo e Amsterdam

Durante gli ultimi anni della sua vita, trascorsi soprattutto a San Diego, l’arte di Niki De Saint Phalle si espresse anche attraverso una serie di opere grafiche, un diario nel quale raccontava le sue impressioni quotidiane. Donna e artista coinvolta in un percorso di crescita profondo e allo stesso tempo complesso, Niki De Saint Phalle ha sempre mantenuto un legame speciale con il mondo dell’infanzia, cercando di divertire e coinvolgere i bambini con le sue opere.

Ma per raccontarla a fondo ora dobbiamo concentrarci su un altro capitolo, il suo grande capolavoro in Italia, il Giardino dei Tarocchi  di Capalbio.

Leggi anche: L’arte camaleontica di Yayoi Kusama

Il Giardino dei Tarocchi a Capalbio

Un meraviglioso ed onirico parco d’arte nel cuore della Maremma.

Il Giardino dei Tarocchi è una meta imperdibile non solo per gli amanti dell’arte di Niki de Saint Phalle, ma anche per chiunque cerchi ispirazione e meraviglia. Qui sono rappresentate le 22 carte dei Tarocchi (Arcani maggiori) in ciclopiche sculture, alte circa 12/15 metri, ricoperte di mosaici in specchio, vetro pregiato e ceramiche.

niki de saint phalle - giardino dei tarocchi

@Travel On Art, Giardino dei Tarocchi

Alcune opere sono state realizzate da altri artisti, come le panche in ceramica poste all’esterno del giardino, le sedie in ferro e ceramica dentro l’imperatrice. 

Gli affreschi all’interno del mago sono del pittore Alan Davie, la scultura posta dentro la sacerdotessa è di Marina Karella, mentre la costruzione della biglietteria era stata affidata all’architetto Mario Botta.

Il muro, costruito con materiale di zona (tufo), divide la realtà di tutti i giorni con la magia affascinante del Giardino dei Tarocchi dove il tempo viene privato della sua dimensione.

Se desideri visitarlo deve tenere in conto che periodicamente è soggetto a chiusura, proprio per permettere la manutenzione delle delicate opere d’arte.

È Niki de Saint Phalle stessa a spiegarlo nel panello scritto a mano, all’inizio del percorso di visita, dove spiega anche che il giardino deve essere un luogo di contemplazione, meraviglia, “un posto che faccia gioire gli occhi e il cuore”. Al contrario, scoraggia le visite rapide e fugaci, volte solo a scattare l’ennesima foto e a non coglierne lo spirito.

Se stai programmando la tua visita, ti consigliamo di prenotare sul sito web lo slot di visita (e se non vuoi trovare folle di persone, ti sconsigliamo di farlo durante i weekend).

In estate le temperature possono essere abbastanza calde, quindi valuta di prenotare i primi slot della mattina o quelli serali prima della chiusura.

Niki de Saint Phalle ha creato un paese delle meraviglie in cui scoprire la bellezza: il suo dono è un autentico tesoro di cui essere grati.

La sua mostra al Mudec a Milano fino al 16 febbraio 2025

Se ami la sua arte e se ancora non hai avuto modo di vedere le sue opere, al Mudec a Milano c’è una splendida mostra visitabile fino al 16 febbraio 2025.

Il percorso di visita si snoda attraverso 8 sezioni che esplorano in modo approfondito la sua produzione, partendo dai primi gesti pittorici “terapeutici” fino alle grandi opere monumentali e ambientali. Un aspetto che abbiamo apprezzato è che viene proposto ogni tipo di medium artistico, dai lavori grafici, alle installazioni, dalle sculture di diverse dimensioni ai libri d’artista. 

Nel nostro caso, la parte che abbiamo preferito è stata quella dei materiali di archivio che documentano gli emblematici Tiri, i fatidici spari di pittura contro supporti e sculture di cui ti abbiamo parlato ad inizio articolo e di cui le prime sezioni della mostra offrono vari esempi. Si tratta di autentici gesti di liberazione dalla rabbia repressa contro gli uomini violenti, a partire dal padre che l’abusò quando aveva appena 12 anni.

Un altro consiglio che ti diamo, terminata la visita di questa mostra, è di prolungare la tua giornata al Pirelli Hangar Bicocca che fino al 2 febbraio 2025 ospita un’altra grande esposizione monografica dedicata a Jean Tinguely.

Due libri se ti interessa approfondire la sua storia

In queste settimane abbiamo letto vari testi e libri scritti da e su Niki De Saint Phalle e te ne consigliamo due. Il primo si intitola “Il mio segreto” e l’artista iniziò a scriverlo all’età di 64 anni, sotto forma di lettera alla figlia Laura, per raccontare in modo semplice quello che appare indicibile, come lo stupro di un padre.

Come lei stessa ha affermato: “Ho scritto questo libro innanzitutto per me stessa, nel tentativo di liberarmi finalmente dalla tragedia che ha avuto un ruolo così determinante nella mia vita. Come sopravvissuta alla morte, avevo bisogno di lasciar parlare finalmente la bambina che è in me. Il mio testo è il grido disperato della bambina“.

Un altro libro che ti consigliamo si intitola “Volevo un regno più grande” e porta la firma di Lorenza Pieri. Si tratta di un viaggio breve attraverso una lente speciale sulla sua biografia, i lavori, i fatti privati e i risultati pubblici: un aneddoto interessante è che Pieri è originaria di Capalbio e ha sempre vissuto sperando di incontrare la Signora del Giardino. Questo incontro nella realtà non è mai avvenuto, ma possiamo immaginarlo attraverso questo testo.

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6 commenti su “L’arte di Niki de Saint Phalle e il suo Giardino dei Tarocchi”

  1. Anna Maria Speroni ha detto:

    È un qualcosa di sublime che ti lascia incantato e quando entri non vorresti più uscire.Grazie infinite cara Niki….ho quasi 90 anni e sono stata due volte nel tuo Eden,ma se Dio vorrà tornerò ancora a vedere le tue Meraviglie..

    1. Anastasia Fontanesi ha detto:

      Buongiorno Anna Maria, grazie per il suo commento, ci rende davvero felici e siamo d’accordo con lei!

  2. Cri ha detto:

    Il mondo inconscio degli arcani di Niky ti avvolge piano piano con delicata prepotenza. E’ stata una scoperta meravigliosa della sua arte che resterà dentro di me e “lavorerà”, ne sono certa, nel tempo a venire.
    Grazie a Lei e a chi, a distanza di anni, continua a mantenere il giardino con tanta cura e bellezza.
    Cri

    1. Anastasia Fontanesi ha detto:

      Che bellissima condivisione, grazie! Il giardino dei tarocchi è un posto speciale!

  3. Marilyn WOODS ha detto:

    I have been wearing Nikki perfume since 1980 I have been fascinated by that artist and have visited a few of her installations but never the gardens since I am quickly reaching my ’80s I’ve decided this is a priority to visit everything she’s done and to continue to figure out where I can find her perfume as I’m running out and it now looks like the production has stopped I feel like I’m going to go through withdrawal here I have purchased a few of books that she’s written and one in particular that’s an original I don’t think it’s in production that I found in a little bookstore on the East Coast of estates I’m very close to San Diego and I can go visit that garden and figure out why she was there in the first place and I also live in Italy so I plan to see her European gardens and I can’t wait it’s giving me a new lease on life and I really would like to write about her I’m a writer I feel like she’s been under estimated underrated not given her due she’s brilliant I love the people she’s associated with a particularly Mario barta who I did take a couple of design classes from in San Francisco I loved her book on AIDS that she wrote for her son I’ve had that for years and my children know about it I have tons of bottles left I had no idea they were worth anything I hate to think of all the bottles I probably put in the recycle bin but her work is amazing her message is amazing she should have the world pay more attention to her I think she’s in some new museum in Houston I have a lot of groundwork to do to figure out the total Nikki what a wonderful opportunity and gift

    1. Anastasia Fontanesi ha detto:

      Niki garden is wonderful, an unmissable place where you can truly get in touch with her artworks! We deeply recommend it 🙂

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