I meravigliosi omini di Keith Haring

Chi sono i famosi e meravigliosi omini di Keith Haring? Hanno invaso muri e magliette, senza risparmiare nemmeno le tue tazze per la colazione, ma mai invasione è stata più bella. Ormai tutti sanno chi è Keith Haring, ma è sempre bene rinfrescare la memoria così abbiamo deciso di raccontarlo in chiave stilizzata, rendendo onore alla sua arte:

  • è nato a Reading, in Pennsylvania;
  • aveva tre sorelle;
  • fin da bambino era fissato nel disegnare fumetti e suo padre era ben felice del suo talento;
  • la scuola non faceva molto per lui, viaggiare invece sì;
  • era dichiaratamente omosessuale;
  • è stato più volte arrestato con l’accusa di essere un “graffitaro”;
  • ha dipinto le sue opere in tutto il mondo;
  • è morto a soli 31 anni;
  • è un artista indimenticabile e un grande sostenitore dell’accessibilità dell’arte.

omini di keith haring

@Keith Haring

Keith Haring è uno dei maggiori artisti pop di sempre, emblema dell’arte visuale post-pop art, ma è stato molto di più. I suoi disegni da bambino, come molti li hanno definiti, racchiudono tutti i principi fondanti della vita umana: l’amore, la morte, la vita, la paura, la pace. I suoi Radiant babies (omini che irradiano) e i Barkings dogs (cani che latrano), immersi in un flusso grafico che ha creato un linguaggio visuale inedito e inconfondibilehanno invaso gli spazi pubblici di molte città del mondo.

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Con il trasferimento a New York a vent’anni, Haring ha iniziato a dare forma a quella che sarebbe stata la sua idea di arte. La sua filosofia può essere riassunta con due parole:“popular art”, un tipo di arte che deve essere per tutti. Nessun privilegio o business milionario: Keith Haring voleva che chiunque potesse godere della sua arte e nell’arco della sua breve vita ne ha dato dimostrazione molte volte. Alcuni amici lo rimproverano per la facilità e la naturalezza con cui si offriva di disegnare gratuitamente sulle magliette dei bambini che lo fermavano per strada e sui motorini dei suoi fan, spargendo i propri meravigliosi omini nel mondo, senza chiedere nulla in cambio.

omini di keith haring

@Annie Leibowitz

Possiamo perciò dire che Keith Haring abbia disegnato un po’ su tutto: dagli iniziali disegni con il gesso bianco sulla carta nera incollata sui manifesti pubblicitari nelle stazioni della metropolitana di New York alle magliette dei suoi fan, dal metallo e i materiali di recupero ai muri delle grandi città. I colori che contraddistinguono maggiormente i suoi lavori sono il giallo, il verde, il blu e il rosso, sempre delimitati da una spessa linea nera o bianca. Nessun riflesso e nessun gioco di luci e contrasti: solo la forza di una figura che domina la scena.

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Le sue opere sono lo specchio del suo essere artista a 360 gradi: cresciuto con i fumetti, influenzato da Picasso e dall’arte di strada, Haring è molto di più di un graffitista o di un decoratore. I soggetti delle sue opere sono estremamente vari:  personaggi dei cartoni animati e dei fumetti, i“radiant-boys”, gli omini stilizzati che si abbracciano, si baciano e vivono. Un racconto della quotidianità di ognuno di noi, celebrata attraverso un flusso artistico costante.

omini di keith haring

@Keith Haring

Ma quali erano le grandi passioni di Keith Haring?

  • l’arte di Pablo Picasso
  • i pittogrammi giapponesi
  • viaggiare
  • la musica
  • la danza in ogni sua forma: dall’hip hop alla capoeira

Uno dei più grandi difensori dell’accessibilità dell’arte e un artista visionario: i capolavori di Keith Haring sono sparsi in giro per il mondo. Nonostante la malattia, la sua creatività non si è mai fermata, portandolo a lavorare fino all’ultimo giorno di vita. Seguace dell’amore, in ogni sua forma e manifestazione, in una tra le sue opere più famose “Heart” ha raffigurato due persone, impossibile capire se maschio o femmina e nemmeno importa, che danzano sulle note dell’amore, condividendo sulle loro spalle un grande cuore rosso pulsante. Un’altra opera indimenticabile, realizzata a Pisa, si intitola “Tuttomondo” ed è nato da un incontro casuale tra Haring e un giovane studente pisano.

omini di keith haring

@Eisabeth Skene

Concepita come opera permanente, questo murales racconta l’armonia e la pace nel mondo, visibile attraverso gli incastri tra le 30 figure che, come in un puzzle, popolano i centottanta metri quadrati della parete del Convento di Sant’Antonio. Ogni personaggio ritrae un diverso “aspetto” del mondo in pace: le forbici “umanizzate” rappresentano la collaborazione concreta tra gli uomini per sconfiggere il serpente, cioè il male, già pronto a mangiare la testa della figura accanto, la donna con in braccio il bambino rimanda all’idea della maternità, i due uomini che sorreggono il delfino rimandano al rapporto con la natura. Un inno alla vita realizzato poco prima di morire: se avete modo di capitare vicino a Pisa dovete assolutamente ammirare questo capolavoro.

omini keith haring

@Wikipedia

Oltre a questi due capolavori, l’artista americano ha realizzato migliaia di altre opere in giro per il mondo perciò ecco un elenco che racchiude alcuni tra i tanti luoghi che potete scegliere di visitare se avete voglia di fare un viaggio con i meravigliosi omini di Keith Haring:

  • il Murales della Marquette University, a Milwaukee, in Wisconsin, realizzato nel 1983;
  • Woodhull Hospital, New York: un ospedale non sembra un posto dove andare alla ricerca di arte di strada, ma appena entrati avrete una sorpresa. Nell’atrio  infatti si trova un’opera di Haring, disposta lungo le pareti della stanza per oltre 200 metri. L’artista realizzò quest’opera in una settimana nel 1986: le figure umane esuberanti e colorate accompagnano i pazienti e i visitatori attraverso l’atrio e due corridoi. È stata restaurata nel 2007;
  • se siete in zona Greenwich Village, dirigetevi verso la piscina pubblica all’angolo tra Carmine Street e Settima Avenue. Qui, nel 1987, Haring dipinse il muro che ancora oggi separa la piscina dal campo sportivo adiacente. Il murales è ispirato ai colori della superficie subacquea della piscina e rappresenta un motivo stilizzato di pesci, delfini, sirene e bambini e forme astratte in bianco, nero, giallo e blu. È stato restaurato dalla Haring Foundation nel 1997;
  • al Technical College di Collingwood, in Australia,  l’artista americano realizzò un murales quando fu invitato a Melbourne da John Buckley del Centro australiano per le Arti Contemporanee. Dopo anni di disattenzione, finalmente il governo australiano è intervenuto per restaurare l’opera;
  • “We The Youth” è il murales realizzato da Keith Haring nel quartiere di Point Breeze a Philadelphia. Haring disegnò il murale sulla facciata di una casa nel 1987 con l’aiuto di alcuni bambini della città: raffigura i suoi tipici omini stilizzati e dipinti con colori vivaci, ed è la sua unica opera pubblica e collettiva tuttora intatta e sul luogo originario. Il murales è stato restaurato pochissimi anni fa;
  • il 27 febbraio del 1989, Haring dipinse al Raval uno splendido murale. Il suo graffito a Barcellona non gli sopravvisse per molto tempo e finì per scomparire con la riforma urbanistica del quartiere.  Il graffito di Haring è però tornato in vita nella capitale catalana, questa volta per rimanerci, nelle vicinanze del Museu d’Art Contemporani de Barcelona (MACBA) e del CCCB. L’operazione di recupero del murale di Haring, partita dal distretto di Ciutat Vella con la collaborazione del Macba, si inserisce nel bellissimo progetto Raval Cultural al quale hanno aderito numerose entità dell’ambito della cultura. L’obiettivo? Portare nell’immaginario collettivo il patrimonio artistico e culturale del barrio. La ricostruzione del murale è stata possibile grazie al fatto che prima di abbattere il muro dove fu originariamente pitturato, alcuni tecnici dell’Ajuntamient fecero un calco a dimensione reale dell’opera e la depositarono al Macba insieme ad una autorizzazione della Fondazione Haring per riprodurlo. E per fortuna!

Il tempo fa il suo corso certo e ora Keith Haring non c’è più, ma sono tantissime le persone che si impegnano a tutelare e preservare la sua arte. I suoi meravigliosi omini sono destinati a invadere il mondo e continueranno a farlo anche in futuro!


PH copertina: Keith Haring
4 Comments
  • Elisa
    Posted at 20:06h, 23 Giugno Rispondi

    Mi sarebbe piaciuto conoscere un artista come lui. Quando sono scesa a Pisa per andare all’aeroporto non ho potuto fare a meno di scappare dalla stazione e dirigermi a vedere il suo capolavoro. Voi quali avete visto? 🙂

    • Anna Fornaciari
      Posted at 08:56h, 24 Giugno Rispondi

      Sì lo adoriamo;) Anche noi abbiamo visto Tuttomondo e uno di quelli a New York, ma saremmo curiose di scoprire quello a Philadelphia! Un artista davvero rivoluzionario e di talento: le sue opere devono essere tutelate il più possibile!

  • costantino morelli
    Posted at 16:54h, 26 Dicembre Rispondi

    non mi piace assolutamente

    • Anastasia Fontanesi
      Posted at 10:43h, 02 Gennaio Rispondi

      Può succedere, d’altronde l’arte è bella perchè ognuno si fa la propria opinione, quindi è comunque un buon risultato!

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