Street art Molinella: guida ai muri del Festival ArtU

street art molinella copertina paolo psiko

Street art Molinella: guida ai muri del Festival ArtU

Quando la street art viene utilizzata come strumento di rigenerazione urbana, possono nascere dei veri capolavori: ce lo ha dimostrato il piccolo comune di Molinella, situato tra Bologna e Ferrara, che in una settimana ha creato molto più di quanto abbiano fatto intere metropoli italiane. Aver partecipato al Festival ArtU per noi è stata una vera ispirazione perché non solo abbiamo avuto la possibilità di vedere alcuni dei più talentuosi artisti italiani al lavoro, ma siamo rimaste colpite dall’entusiasmo e dalla lungimiranza dell’associazione Animal Blue House, del Comune e della Pro Loco. In appena 7 giorni questo comune emiliano si è affermato come una destinazione di grande interesse per gli appassionati di arte urbana: ecco quindi la nostra guida alla scoperta della street art a Molinella.

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Il successo di ArtU Festival Molinella

Prima di condividere con te le opere che sono state realizzate durante questa prima edizione del Festival ArtU a Molinella vogliamo raccontarti qualcosa in più sugli eventi del weekend di inaugurazione. Oltre ai 18 interventi realizzati tra Molinella e tre frazioni limitrofe, è stato allestito nell’Auditorium uno spazio espositivo, si sono tenuti degli incontri sul tema della rigenerazione urbana, dei workshop gratuiti e una manifestazione di street food e artisti di strada.

Poter vedere gli artisti all’opera e cogliere l’impegno di un Comune di provincia nel migliorare il proprio tessuto urbano attraverso l’arte infonde fiducia, soprattutto in questo 2020 così delicato. A Molinella, durante le nostre due giornate di visita, ci siamo sentite come a casa perché, pur non essendo una metropoli, spicca per uno spirito urban e creativo che molte città dovrebbero avere.

Scegliere di viaggiare in Italia alla scoperta di nuovi itinerari, come la street art a Molinella, permette di uscire dagli stereotipi in cui siamo rimasti imprigionati per alcuni anni: questa destinazione ci ha permesso di immergerci nell’arte camminando per le vie di un paese curato, lontano dal traffico e dal caos delle grandi città. Che dire? Consigliamo a tutti di concedersi una giornata a Molinella tra street art, natura e ovviamente gli ottimi piatti della tradizione emiliana.

Street art Molinella: i muri di ArtU

Il Festival ArtU si è posto tra gli obiettivi quello di creare un dialogo che proseguirà anche nei prossimi anni, tra gli interventi di urbanistica e architettura sviluppati a Molinella e nei comuni limitrofi, ed il ruolo della street art nella valorizzazione degli spazi urbani. Per farlo sono stati coinvolti oltre 20 artisti che hanno realizzato le loro opere sui muri di Molinella e della frazioni San Pietro Capofiume, Marmorta e San Martino in Argine: ora ti portiamo con noi alla scoperta di tutti i muri.

Vesod

Il muro verticale del Cinema Teatro Massarenti è diventato la tela di un’opera dell’artista piemontese Vesod. Il suo lavoro è molto influenzato dalla matematica, dall’arte rinascimentale e dal futurismo italiano. Vesod ha elaborato un suo linguaggio personale con cui il concetto di tempo si cristallizza in forme geometriche finalizzate alla rivisitazione del concetto dell’eterno presente. In particolare, l’opera che ha ideato e realizzato a Molinella, tiene conto dell’etimologia del nome del paese, della sua storia e del contesto urbano in cui si inserisce. Si ritrovano quindi la tipica pianura, con i mulini e le pale, e le figure femminili che evocano il concetto di arte, tipico dell’edificio in cui si trovano che è il Cinema Teatro. Davanti a questo muro, anche il più scettico non può che rimanere conquistato!

dove: Cinema Teatro Massarenti in via Mazzini 85

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Kiki Skipi

L’opera di Kiki Skipi si intitola Eterna Dualità e rappresenta il sole e la luna che determinano la dualità nel nostro mondo. Grazie al sole sorge il giorno e alla luna la notte: ma se non ci fosse la notte come potremmo definire il giorno come tale? E così per il caldo e freddo, luce e oscurità: sono molti i binomi che si oppongono perfettamente e si bilanciano in altrettanto modo. Nell’opera di Kiki Skipi non c’è distinzione tra sole=maschio e luna =femmina: il suo intento non è quello di confermare l’idea dell’esistenza di un confine netto tra i sessi, e quindi stimolare stereotipi di appartenenza di genere, ma semplicemente fare un riferimento alla dualità dell’essere umano nelle sue sfaccettature.

dove: Via de Amicis 10

Fabio Petani

La street art a Molinella porta anche la firma dell’artista piemontese Fabio Petani. Il suo muro racchiude un messaggio ampio e interessante: l’elemento chimico che, insieme alla pianta e ai ricorrenti elementi grafici come il cerchio e la linea rossa, ricorre in ogni sua opera, ha un legame particolare con la città di Molinella.

Nel bolognese la coltivazione della barbabietola da zucchero è stata molto importante e nel 1927 si costituì nel capoluogo la Federazione Nazionale Bieticoltori. Erano numerosi nella pianura a nord di Bologna quindi gli stabilimenti per la produzione e il confezionamento dello zucchero, come quelli a San Pietro in Casale, San Giovanni in Persiceto e Molinella. Il saccarosio è quindi molto legato alla città di Molinella proprio per la barbabietola da zucchero che caratterizza questo territorio.

Un altro elemento che contraddistingue l’opera di Fabio Petani è la pteride a foglie lunghe, una tipica pianta iperaccumulatrice, in grado di accumulare quantità enormi di sostanze tossiche come mercurio e piombo. In particolare, è tra le poche felci iperaccumulatrici di arsenico: una volta assorbito dalle radici, lʼarsenico è trasportato nelle foglie così che queste possano smaltirlo. In questa opera la pianta vuole rappresentare un contenuto di depurazione e quindi di rinnovamento per dar nuova vita all’area dove è stata dipinta, inviando un messaggio positivo come una nuova ventata d’aria fresca.

dove: Via Barattino 19

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Alessio Anthony

Alessio Anthony, da sempre sottomesso alle forme geometriche che lo accompagnano nel suo percorso artistico fino ad oggi, si alterna tra lavori pittorici e digitali. Per il Festival ArtU a Molinella ha realizzato un grande muro che rappresenta un animale che spicca per la sua apparente tridimensionalità, dovuta alla scelta dei colori e alla creazione dei contorni della figura evidenziati con il colore nero. 

dove: Via Barattino 21

Paolo Psiko

L’opera di Paolo Psiko raffigura un gheppio in volo in primo piano e in background un paesaggio durante il tramonto: il sole infatti, pur essendo un elemento di fondo, assume una forte importanza per la scelta del colore acceso che è stato utilizzato. La luce del sole e il piumaggio acceso contrastano con i toni più scuri dello sfondo e con le aree in ombra del gheppio e la scomposizione dei movimenti, i pixel e il glitch rendono i soggetti pieni di vita, quasi vibranti. Per quest’opera Paolo Psiko si è ispirato ad una poesia di Gerard Manley Hopkins secondo cui il gheppio non è più simbolo di morte, ma essenza pura di atto e valore insieme.

dove: Via Fermi 1

5

L’opera realizzata da 5, ricchissima di particolari e di contrasti, raffigura una scena del ciclo riguardante il Ragnarok, l’equivalente dell’apocalisse nella mitologia nordica. Il lupo Fenris, che rappresenta la distruzione, si è liberato e le navi dei giganti del ghiaccio sono partite da Jotunheim per distruggere Asgard. Nella scena del muro il lupo ha ucciso Odino, ma deve scontrarsi con il figlio Vloarr, che è destinato a vendicare il padre. Nel ciclo narrativo il Ragnarok è un ciclo di morte e rinascita, un azzeramento per poi riprendere da un nuovo inizio: una metafora di fortuna per l’anno 2020 dopo le numerose fatiche legate alla pandemia/lupo.

dove: Via provinciale Circonvallazione 113

Alessio Bolo Bolognesi

La stazione ferroviaria di Molinella, grazie al Festival ArtU, si arricchisce di una bellissima opera d’arte urbana realizzata dall’artista ferrarese Alessio Bolo Bolognesi. La sua opera si ispira a due aspetti: il primo riguarda il nome di Molinella che deriva dalla presenza passata di mulini ad acqua per la macinatura del grano e il secondo riguarda le folaghe che sono una delle specie più diffuse e caratteristiche nella zona. Il suo disegno è un esplicito riferimento al sostegno di un retaggio passato attraverso un animale che simboleggia l’attualità.

dove: Stazione FER Molinella, Via provinciale Circonvallazione

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Burla 22

Il grande muro del Palazzetto dello Sport di Molinella è diventato la tela dell’artista Burla 22 che ha realizzato una delle opere più grandi del festival. La sua opera raffigura 3 ragazzi durante il doposcuola che condividono un momento spensierato insieme lungo il fiume. Uno dei ragazzi è di origini straniere e racconta ai due amici qualcosa sulla sua vita e sulla sua cultura, mentre gli altri lo ascoltano rapiti. Le barchette di carta sono evocative dell’attualissimo tema dell’immigrazione, ma in questo caso non portano con sé in alcun modo il riferimento all’invasione, bensì sono proposte come un mezzo di scambio e di autentica condivisione.

dove: Via Martiri della Liberazione, Palazzetto dello Sport

Atez

L’opera di Atez si trova sul muro dell’Istituto Musicale Banchieri e segue da una parte una ricerca di proporzioni e geometrie perfettamente equilibrate e dall’altra un fil rouge con la storia dell’edificio. L’artista stesso, in passato, ha frequentato diverse scuole di musica a Milano, fattore che lo ha spinto ad essere assolutamente ispirato nella realizzazione di quest’opera. L’illustrazione del muro di Atez vede sorgere sulla facciata un sole che è composto da un’intricata ma perfetta matassa di ottoni, tutti collegati tra loro. La scelta degli strumenti a fiato è stata utile per unire il concetto di musica come espressione vocale a quella di espressione strumentale: da ciascuno degli ottoni fuoriescono dei visi sbigottiti e sognanti che, per scelta non sono definiti a livello di sesso e di etnia, ma sono accomunati solo dalla sensazione di piacere e stupore che la musica sa donare a tutti.

dove: Via del Lavoro 6, Istituto Musicale A. Banchieri

Gloria Goderecci

L’opera realizzata da Gloria Goderecci risponde ad una domanda iniziale: Cosa siamo se non una particella infinitamente piccola persa nel cosmo?
Secondo l’artista siamo piccole stelle sparse in un universo buio, capaci però di un grande sentire, e diamo vita a mondi interiori di forti legami, connessioni e sentimenti che formano un cosmo di emozioni indelebili. La sua opera ritrae una figura femminile e una maschile che rappresentano in modo autentico questa piccola e grande condizione umana.

dove: Galleria Fiat in Corso Giuseppe Mazzini 359

Turbo Kidd

Turbo Kidd ha iniziato a disegnare per strada da bambino e ha sempre pensato che la strada fosse la massima espressione dell’arte umana. Per ArtU è intervenuto sui muri esterni dell’Asilo Nido Cip e Ciop, realizzando una composizione che ha come protagonisti degli animali stilizzati: la scelta dei colori e l’espressività dei soggetti proposti sono gli elementi che contraddistinguono il suo muro. 

dove: Via Don Minzoni 1, Asilo Nido Cip e Ciop

Luca Lorenzoni

Luca Lorenzoni ha deciso di rendere omaggio alla storia di Molinella realizzando una mondina, figura intimamente legata alla città e che ha segnato la storia di questo territorio. Proprio nelle risaie di Molinella, infatti, all’inizio del ‘900 le mondine misero in atto le prime proteste per ottenere migliori qualità lavorative e di vita.

Sulla torre dell’Enel su cui è intervenuto, spicca una mondina con un’espressione di profonda dignità. L’obiettivo dell’artista era di conferire alla sua musa uno sguardo fiero verso l’orizzonte, sicura delle proprie forze ma consapevole della lunga strada da percorrere per una vita migliore. La sua mondina risulta quindi iconica, un simbolo di forza e nobiltà di spirito. Con questo muro Lorenzoni ha voluto anche esprimere la sua vicinanza a tutte le donne che ancora oggi, dopo più di un secolo dalle prime mondine, portano avanti con coraggio lotte simili per i propri diritti.

dove: via Fiume Vecchio, Torretta Enel

Brome 732, Inch the kid, Rash, Morky, Jato, Mr S

Nel parco di Via Marconi è stata realizzata una murata orizzontale in cui sono presenti diversi artisti tra cui Brome, Inch the kid, Rash, Morky, Jato, Mr S. Questo tipo di lavoro si chiama All of Fame, in quanto è una murata che ospita le tag degli artisti. La cosa interessante è che, pur appartenendo ad artisti diversi, le tag hanno palette colori omogenee e questo ha permesso di creare una continuità coordinata di grande impatto visivo. 

dove: Parco Via Marconi

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Ermes Bichi

L’opera di Ermes Bichi, Acque Interne, fa parte di un ciclo di lavori nato su tela, con un chiaro riferimento al paesaggio naturale e alle sue forme. Si tratta del frutto di riflessioni costante e perenne, sulla pittura e le forme che ci circondano, sui colori e sulla vegetazione che diventa un pieno gesto pittorico. Si tratta però anche di una riflessione più ampia dell’uomo nei confronti della natura e ciò che colpisce al primo sguardo è l’armonia della composizione, pienamente valorizzata dalle scelta dei due colori principali.

dove: Via Severino Ferrari 112, San Pietro Capofiume

Edo 9000

Nel progetto del muro di Edo 9000, realizzato vicino ad un campo da basket, vengono rappresentati i suoi onnipresenti cagnolini antropomorfi, un po’ amichevoli e un po’ inquietanti. In quest’opera i protagonisti sembrano giocare, a volte con una posa sorridente altre con una posa più spaventosa: vorranno invitarci a giocare con loro o ad azzannarci?

dove: Via del Teatro, Alberino

Pasa

Giulia Frascari, in arte Pasa, ha già realizzato tantissime opere a Molinella e nelle sue frazioni, lasciando un segno indelebile su muri che raccontano splendide storie a colori. In occasione del Festival ArtU, ha realizzato un’opera che è un omaggio ai proprietari della casa. Pasa racconta che quando è andata sul posto per prendere le misure ha conosciuto la padrona di casa con cui ha iniziato a conversare per tantissimo tempo. La scelta di rappresentare la geisha è stata fatta per rappresentare una figura capace di intrattenere l’ospite, facendolo sentire ben accolto in ogni momento. L’opera di Pasa vuole essere un simbolo di positività e accoglienza per ogni passante che, durante la sua passeggiata, si trova davanti alla sua opera.

dove: Via Sant’Elena 71, San Martino in Argine

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Luca Falesiedi 

L’opera realizzata dall’artista veronese Luca Falesiedi raffigura un dinosauro circondato da piante che si rivolge ad un uomo che ascende al cielo levitando, ricordandogli di abbassare semplicemente la cresta. La scritta “Memento mori” evoca il rapporto profondo tra presente e passato, tra uomo e natura: l’obiettivo di quest’opera è quello di diventare un monito verso l’umanità e la sua pretesa di eternità.

dove: Via Fiume Vecchio, Torretta Enel “Giura”, Marmorta

Paco

Lo stabile su cui è intervenuto Paco è colorato su tutti i lati e la decorazione è creata attraverso un pattern contemporaneo di campiture di colore che creano una ritmica d’insieme arricchita da elementi che richiamano il parco che lo ospita, come piante e alberi, oltre ad elementi legati a Molinella come il campanile, il municipio, le torri. I colori che sono stati utilizzati sono il rosso, il bianco, il beige, il rosa, il viola e il nero. 

dove: Parco Ragazzi 99, Cabina Elettrica

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Se hai in programma una giornata o un weekend dal fascino emiliano, ti consigliamo di venire a scoprire la street art a Molinella e di lasciarti ispirare dalla bellezza di questi racconti a colori che ti conquisteranno al primo sguardo.

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