Il futuro dell’arte contemporanea è al BRUSK di Bruges
Se hai mai fantasticato almeno una volta su come saranno i musei del futuro, forse abbiamo la risposta per te: ti basta prendere un aereo e volare nelle Fiandre, precisamente a Bruges.
In questa città dal cuore medievale, attraversata dai canali e dove ogni anno milioni (sì, milioni) di turisti si recano per fotografarne ogni angolo, ha aperto un centro d’arte contemporanea che a nostro parere può ispirare il futuro dei musei di tutto il mondo.
Prima di arrivare a parlarti di BRUSK però dobbiamo fare una premessa: Bruges non è solo la città dei canali, del cioccolato e degli innamorati, se gratti oltre la superficie, scoprirai la Bruges città-museo, che sceglie di non “accontentarsi” del patrimonio esistente (preziosissimo), ma di continuare a creare produzioni culturali di altissimo livello.
Ne è una prova tangibile la Triennale di Bruges, insieme alla rete museale che è un vero piacere da visitare, grazie allo storytelling immersivo dei percorsi di visita e alla cura maniacale che troverai anche nelle sedi espositive più piccole. Questa è una caratteristica distintiva di tutte le Fiandre, regione in cui noi amiamo andare non solo per vedere luoghi “belli”, ma per prendere ispirazione e per imparare come si fa cultura.
Leggi anche: Bruges, guida di viaggio alternativa
Indice
BRUSK, il nuovo polo culturale di Bruges
A maggio 2026 ha aperto BRUSK che definire museo sarebbe riduttivo: si tratta piuttosto di un centro d’arte da vivere 365 giorni all’anno, progettato attentamente sia per i residenti, che hanno sempre un motivo per tornare, sia per i visitatori che vogliono scoprire la Bruges da un punto di vista differente.
Si tratta di un’architettura contemporanea, incastonata nel cuore medievale della città e qui, i più critici potrebbero avere il timore di un possibile crash con lo skyline storico, ma possiamo rassicurare subito sul fatto che l’architettura si integra nel tessuto urbano. Anzi, visitandolo abbiamo avuto proprio l’impressione di scoprire un diamante nascosto dai muri in mattone rosso. La città abbraccia idealmente e formalmente questo nuovo centro culturale.
L’architettura è stata progettata dagli studi Robbrecht en Daem architecten di Gent e Olivier Salens architecten di Bruges, che insieme allo sviluppatore del progetto CIT Blaton, hanno reso alla perfezione il concetto di edificio che si apre e dialoga. BRUSK nasce prima di tutto come spazio pubblico: il piano terra è aperto anche a chi non visiterà le mostre, ma vuole semplicemente bersi un caffè, una birra o pranzare nel bar BRUSK, fare shopping nel museumshop che ospita anche prodotti di artigiani locali, godersi una passeggiata nel parco, sedersi a leggere un libro nelle panchine.
Una piazza urbana in cui godersi il proprio tempo libero: non è forse questo il fine più nobile di un museo?
Le mostre temporanee
Una cosa importante da sapere è che BRUSK non ha una collezione permanente, ma ospita mostre temporanee nelle due sale espositive monumentali, che sono state costruite ispirandosi agli atelier degli artisti. In realtà non è propriamente corretto dire che non ha nulla di permanente, perché lungo le scale che collegano il piano terra con il primo piano troverai l’opera permanente di Laure Provost The Whispering Walls Rêve, un affresco site specific in quattro parti che rappresenta l’universo artistico giocoso di Provost.
Ecco quali sono le due mostre temporanee visitabili, una fino all’autunno 2026 e una fino alla primavera 2027.
REFIK ANADOL – Latent City (fino al 08.11.2026)
È la prima personale dell’artista pioniere dell’IA art in Belgio. Anadol ha creato per BRUSK un’installazione generata dai dati storici e in tempo reale di Bruges e si inserisce nel suo progetto di ricerca sulle città di tutto il mondo.


High Tide. Of Humanity and the Sea, Through Fashion and Art – dal 30 ottobre 14 marzo
Dal 30 ottobre 2026 al 14 marzo 2027, BRUSK ospiterà “High Tide. Of Humanity and the Sea, Through Fashion and Art”, una grande mostra che mette in dialogo moda e arte contemporanea attraverso uno dei temi più universali: il mare.
Curata da Karen Van Godtsenhoven, l’esposizione invita a guardare l’acqua come spazio di immaginazione, memoria, commercio, migrazione e cambiamento. Il percorso si sviluppa come un’odissea contemporanea articolata in dodici “isole” tematiche, accompagnando le persone dalla linea di costa fino alle profondità marine, tra installazioni, video, suoni e opere
che stimolano tutti i sensi.
In mostra sono presenti creazioni iconiche di stilisti come Dries Van Noten, Alexander McQueen, Iris van Herpen, Jean Paul Gaultier, Marine Serre e Chanel, affiancate dalle opere di artisti come Bill Viola, Pierre et Gilles, Martin Parr, Wangechi Mutu e Otobong Nkanga, insieme a nuove commissioni realizzate appositamente per l’occasione. Un progetto che conferma la vocazione di BRUSK ad ospitare mostre interdisciplinari di respiro internazionale, capaci di intrecciare linguaggi diversi e affrontare temi contemporanei attraverso esperienze immersive.
Alle mostre, BRUSK affianca anche un public program di grande interesse, tra visite guidate, laboratori, incontri, concerti, attività per famiglie.
Ma perché BRUSK è il polo culturale del futuro?
Se ti chiedessero: come ti immagini i musei del futuro?
Per noi la risposta è semplice (sulla carta): sempre più aperti e accoglienti, luoghi in cui vai per visitare e per vivere e ri-vivivere ogni volta momenti che ti ispirano e ti arricchiscono.
È esattamente quello che abbiamo provato visitando BRUSK. Apertura è la parola chiave di questa operazione culturale voluta dalla città di Bruges e dalle sue istituzioni culturali, perché è il valore su cui è nata la città ed è diventata un punto di riferimento in tutto il mondo già dal medioevo.
BRUSK è il futuro dell’arte contemporanea per vari motivi, che proviamo a sintetizzare qui:
- Ha una fortissima attenzione alla sostenibilità e all’autosufficienza energetica, quindi l’obiettivo è limitare l’impatto che ha sull’ambiente
- Collegato c’è BRON, inaugurato a fine 2025, è il centro di ricerca scientifica di Musea Brugge, dove vengono svolte ricerche sul patrimonio culturale, ma che ospita anche ricercatori interessati. Tutto ciò che viene studiato al BRON, diventa la base su cui costruire le mostre di BRUSK
- Entro il 2031 sarà costruito un nuovo parco museale, aperto e accessibile a tutti, che circonderà BRUSK, BRON e Groeningemuseum
- È un luogo da vivere, non solo da visitare. Fin dall’inizio è stato tenuto questo valore come priorità assoluta sia nella progettazione architettonica, sia nello sviluppo degli spazi interni
- È accessibile, perché anche chi non vuole o non può permettersi di visitare le mostre, può comunque entrare e vivere gli spazi interni o esterni liberamente
- La programmazione culturale è pensata per far tornare più e più volte in primis i cittadini, perché troveranno periodicamente sempre nuove mostre, oltre ad eventi e attività
- Tutta la città è stata protagonista della sua apertura ed è bellissimo quando un nuovo centro d’arte diventa “un affare” che coinvolge tutti, non solo gli art lover
- Rende l’arte contemporanea democratica, perché è ben fruibile grazie allo storytelling immersivo delle mostre
- Crea sempre un ponte tra passato e futuro, con l’obiettivo di aiutarci a leggere meglio il presente.
Ecco perché BRUSK è il posto da vedere se anche tu, come noi, ami l’arte e vuoi andare sempre oltre la superficie dei luoghi che visiti.
Articolo in collaborazione con VISITFLANDERS e Visit Bruges





