“Otranto in Luce”: un percorso immersivo tra arte, storia e video mapping

La Puglia è una regione in cui siamo state tantissime volte, raccontando il suo patrimonio artistico tra città, musei e borghi, ma a Otranto siamo state soltanto una volta, diversi anni fa.

Per questo, quando abbiamo scoperto l’appuntamento con “Otranto in Luce”, il nuovo progetto artistico diffuso che a settembre ha trasformato il centro storico in un percorso immersivo tra arte, storia e tecnologia, abbiamo subito capito che questa era l’occasione giusta per tornare.

Prima di partire, però, abbiamo voluto capire meglio che cosa ci aspetta. Così abbiamo intervistato Bruno Seillier, direttore artistico del progetto e autore di grandi produzioni internazionali come Éternelle Notre-Dame e dello spettacolo per il 130° anniversario della Torre Eiffel, per farci raccontare che cosa sarebbe successo ad Otranto.

Il nuovo festival diffuso che trasforma la città in un racconto di luce

Dall’11 al 27 settembre 2026 Otranto si è trasformata in un grande palcoscenico a cielo aperto, proponendo un percorso artistico diffuso e gratuito che invita a camminare tra le strade del centro storico, seguendo un filo luminoso capace di intrecciare storia, architettura e memoria.

Si chiama Otranto in Luce ed è un progetto promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni culturali” e organizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Puglia in collaborazione con il Comune di Otranto.

Per oltre due settimane, ogni sera dalle 21 alle 24, la città ha ospitato installazioni luminose, video mapping e proiezioni monumentali che hanno accompagnato visitatrici e visitatori in un itinerario gratuito tra Porta Terra, la Cattedrale, l’ex Chiesa dell’Immacolata, il Castello, Porta a Mare e i Fossati.

A firmare la direzione artistica è Bruno Seillier ed è proprio lui che ci ha raccontato meglio che cosa ci aspettava.

Otranto

La luce come strumento per leggere il patrimonio

“Il videomapping è luce proiettata”, racconta Seillier, “e come precisa il manifesto dello spettacolo, la pietra racchiude la storia e la luce la rivela.”

È un’immagine semplice ma estremamente potente: così come la pietra assorbe durante il giorno il calore del sole per restituirlo al tramonto, allo stesso modo conserva la memoria di chi l’ha costruita, abitata e attraversata nel corso dei secoli.

Secondo il direttore artistico, la notte diventa quindi il momento in cui questa memoria può riaffiorare: “Per lo spirito e l’anima attenti, la luce riporta in superficie la storia di cui la pietra è stata testimone.”

È proprio questa idea a distinguere Otranto in Luce da molti altri eventi dedicati al video mapping: la tecnologia diventa uno strumento per restituire voce ai luoghi. Il progetto non si concentra su un singolo edificio, ma è l’intero centro storico a trasformarsi in un racconto continuo.

Seillier immagina il percorso come “un cerchio simbolico”: il pubblico entra da Porta Terra per raggiungere la Cattedrale e poi la fortezza aragonese, lasciandosi guidare da una serie di installazioni luminose fino ai due momenti centrali dell’esperienza: Porta a Mare e i Fossati. Il cammino assume un valore narrativo perché le persone possono scoprire e riscoprire la città con uno sguardo diverso.

Il mare, i fossati e la memoria dei Martiri

Il racconto artistico affonda le proprie radici nella storia di Otranto: la città, crocevia del Mediterraneo, ripercorre attraverso immagini e luce le stratificazioni che l’hanno costruita, dai Greci ai Normanni, da Bisanzio all’Aragona.

Un ruolo centrale è affidato alla memoria dei Martiri di Otranto, interpretata non tanto come episodio di violenza, quanto come testimonianza di identità, fede e continuità culturale. Per Seillier esiste infatti una “vera luce di Otranto”, che è quella custodita nei fossati della città.

“È proprio da questi fossati che sgorgherà la luce”, anticipa, suggerendo che il percorso culminerà in un momento capace di far emergere il patrimonio immateriale della città attraverso la forza evocativa delle immagini.

@Bruno Seillier

Guardare oltre il primo sguardo

Nel corso della sua carriera Bruno Seillier ha lavorato su alcuni dei monumenti più celebri del mondo eppure Otranto rappresenta, secondo lui, una sfida completamente diversa.

“Ogni monumento ha il proprio stile, la propria silhouette e, a volte, la propria anima. Se la Torre Eiffel celebra il progresso tecnologico, Otranto custodisce un patrimonio costruito dalle grandi civiltà del Mediterraneo e profondamente legato alla sua storia e alla fede dei suoi abitanti. È questo il “tesoro nascosto” che lo spettacolo proverà a rivelare”.

Alla domanda su cosa vorrebbe lasciare alle persone, la risposta è un invito che va ben oltre l’evento: “Siate curiosi. Prendetevi il tempo di guardare, ascoltare e dialogare con il monumento perché l’autentica essenza dei luoghi non si rivela mai al primo sguardo.”

Forse il senso più profondo di Otranto in Luce è proprio utilizzare la luce per aiutarci a rallentare il passo e imparare a guardarla davvero. Noi lo viviamo come un invito ad attraversare Otranto lasciandoci sorprendere da ciò che, di giorno, spesso rimane invisibile.

Articolo realizzato in collaborazione con Mosaico Studio.


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