Musei di street art da visitare in Europa

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Musei di street art da visitare in Europa

Musei di street art sì o musei di street art no? Mostre di street art sì o mostre di street art no?

Due domande semplici che, gli appassionati di arte urbana si sono posti sempre più spesso negli ultimi anni. Da parte nostra non abbiamo mai amato generalizzare: abbiamo visitato mostre di street art che ci hanno fatto roteare gli occhi all’indietro e altre che abbiamo molto apprezzato per il grande impegno curatoriale. Abbiamo visitato musei di street art privati, frutto dell’impegno di collezionisti illuminati, musei open air in cui tantissimi volontari si dedicano con passione e vocazione al racconto e alla tutela delle opere e abbiamo letto di altri musei che non ci convincevano affatto, troppo concentrati sull’aspetto modaiolo della street art per coglierne l’autentica bellezza.

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Nei nostri viaggi abbiamo sempre condiviso, con estrema sincerità, il nostro punto di vista, felici come bambine davanti ad alcune opere e alcune realtà culturali e scettiche e deluse davanti ad altre. L’obiettivo di questo articolo è raccontarti un fenomeno in espansione: sono tantissime le città in Italia, Europa e nel mondo che stanno aprendo spazi pubblici e privati dedicati alla street art. Alcuni li abbiamo visitati di persona, altri ancora no: da vere amanti della street art, sempre pronte ad inseguire anche il posto più isolato e remoto, ammettiamo che nulla in noi suscita la stessa emozione di un muro scrostato trovato per caso o dopo ore di cammino, ma pensiamo sia comunque importante conoscere l’arte urbana a 360 gradi, visitando anche i musei che stanno aprendo.

Ci convinceranno?

Non lo sappiamo, probabilmente non fino in fondo, ma ci sembra giusto darci una chance per scoprire che tipo di visione possono proporre. D’altronde l’aspetto più bello del viaggio non è proprio quello di lasciarci conquistare anche da ciò che non conosciamo? Bene, qui troverai una piccola selezione di alcuni musei di street art da visitare in Europa: se qualcuno hai già avuto modo di visitarlo e vuoi condividere con noi la tua opinione, siamo tutte orecchie!

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@Alice Vacondio, MUCA

MUCA, Monaco di Baviera

Abbiamo avuto il piacere di visitare il MUCA Museum qualche mese fa, durante il nostro ultimo viaggio a Monaco di Baviera. Questo museo di arte urbana e contemporanea, situato a due passi dalla splendida Marienplatz, vale assolutamente una visita. Prima di scoprire le sale interne e gli spazi esterni, siamo stati accolti da Stephanie, co-founder insieme al marito di questo meraviglioso polo creativo. Il MUCA infatti è un museo privato, nato dall’amore di questa coppia per la street art e l’arte contemporanea.

Come ci è stato raccontato e da quello che abbiamo visto durante il nostro viaggio, la street art in Germania è considerata un fenomeno riconosciuto da relativamente poco tempo, per questo Stephanie ha deciso di costruire uno spazio in cui unire l’arte e i suoi principali protagonisti, stimolando una riflessione tra neofiti e appassionati. Qui puoi ammirare opere di Os Gemeos, Shepard Fairey e molti altri, ma non solo: alcuni spazi sia interni che esterni sono stati messi a disposizione di artisti che hanno creato autentici capolavori, come nel caso di Matthias Mross e MINA.

PS: prima di concludere la visita ti consigliamo di fermarti a pranzare nel caffè ristorante del museo che è una vera chicca. Inoltre, per i veri street art hunters, è prevista anche la possibilità di scoprire alcune delle opere di street art più belle della città, noleggiando una delle bici che vengono fornite ai visitatori, in compagnia di una delle guide del museo. Noi abbiamo provato in prima persona questo servizio e ci sentiamo assolutamente di consigliartelo.

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@Alice Vacondio, MUCA

MAUA, Torino

Spostandoci in Italia, precisamente a Torino, c’è il MAUA che è un museo di arte urbana aumentata all’aperto, nato come programma per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie solitamente estromesse dai processi creativi. Dopo l’esperienza iniziale di Milano, si è insediato anche a Torino proponendo di contribuire alla già presente attività del MAU, Museo di arte urbana, per agire sulla sfera sociale con soluzioni creative e inclusive.

Per visitare il MAUA è disponibile l’app Bepart che consente di vivere l’esperienza di visita non solo nel modo più tradizionale, cioè ammirando l’opera, ma anche tramite le tecnologie di realtà aumentata che animano e trasformano ogni muro, semplicemente inquadrandolo con lo smartphone, in un lavoro di digital art. La prima opera che abbiamo avuto il piacere di vedere con la realtà aumentata è stata quella di Millo e ne siamo rimaste entusiaste: nelle nostre Instagram Stories in evidenza puoi capire “dal vivo” di che cosa stiamo parlando”.

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M.U.Ro, Roma

Abbiamo visitato M.U.Ro ormai qualche anno fa e ne siamo rimaste davvero conquistate. Fondato nel 2010 dall’artista David Diavù Vecchiato, il Museo di Urban Art di Roma  è il ‘museo diffuso’ di Urban Art della città di Roma, situato nello storico quartiere del Quadraro.  Si tratta di un progetto di museo perfettamente integrato nel tessuto sociale locale e questo aspetto si respira profondamente durante tutta la visita. MURo è un progetto site-specific, che ha l’obiettivo di far relazionare gli artisti con la conformazione e la storia dei luoghi di convivenza sociale dove realizzano le proprie opere.

Qui, durante un interessante tour guidato, ci siamo confrontate con opere di Gio Pistone, Zio Ziegler e molti altri talenti nazionali ed internazionali che hanno lasciato un segno destinato a durare nel tempo. Ti consigliamo di vivere questa esperienza? Assolutamente sì!

Leggi anche: M.U.Ro, il museo di urban art di Roma

@Travel on Art, M.U.Ro

Urban Nation, Berlino

Poteva forse Berlino non ospitare uno dei musei di street art più famosi? Questa tappa ci manca e abbiamo sentito pareri molto discordanti, ma capiamo insieme di che cosa si tratta. Urban Nation nasce dall’omonima associazione coordinata da Yasha Young e Christopher Vorwerk, che da alcuni anni invita a Berlino street artist da tutto il mondo farli interagire con il tessuto urbano locale. Situato nel quartiere di Schöneberg, è bel collegato alla galleria d’arte a cielo aperto realizzata dal 2013 fra Nollendorfplatz e Frobenstrasse, e la sua collezione permanente è frutto di contributi e donazioni di numerosi artisti. Il patrimonio però continua a crescere perché è possibile contribuire all’arricchimento della sua collezione, donando o prestando le proprie opere, così come non si interromperanno gli interventi di arte urbana interni ed esterni al museo.

Un’altra chicca è la biblioteca dedicata dall’arte urbana, con oltre 5000 volumi donati da Martha Cooper, fotografa americana che negli Anni 70 ha documentato la nascita di questo nuovo linguaggio espressivo. Se hai già avuto modo di visitarlo, facci sapere che cosa ne pensi!

Fluctuart, Parigi

Avremmo voluto visitare questo nuovissimo museo a l’anno scorso, ma poi per alcuni motivi l’inaugurazione è stata ritardata e il nostro viaggio a Parigi è stato sostituito con una fuga a Manchester. Il Fluctuart è ancorato al porto del quartiere di Gros Caillou, ai piedi del Pont des Invalides, ed è il primo museo galleggiante di arte urbana al mondo. La struttura, in vetro e su tre piani, colpisce al primo sguardo: oltre alla parte dedicata alla collezione d’opera, ci sono una libreria e una terrazza perfetta per concedersi un aperitivo. La collezione permanente è dedicata ai grandi maestri della street art, da Bansky a Shepard Fairey, da Vhils a Keith Haring e sono previsti laboratori, workshop e mostre temporanee anche di artisti emergenti.

Questo museo è visitabile gratuitamente tutti i giorni da mezzogiorno a mezzanotte e si propone di diventare il punto di riferimento per gli artisti e gli appassionati di arte urbana. Ci riuscirà? Chissà!

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@Parigi.it, Fluctuart

MAUSA, Vauban

Nella piccola cittadina di Vauban, protetta dal 2008 dall’UNESCO, è nato il MAUSA, un museo dedicato alla street art su una superficie che di quasi 1200 mq. Il progetto è stato voluto fortemente dal finanziatore Stanislas Belhomme e dalla Direttrice Clementine Lemaitre ed è la seconda sede di uno spazio che porta lo stesso nome a Les Forges de Baudin.

Molti street artist di fama internazionale si sono trasferiti per un mese a Vauban, per una residenza: ad ognuno è stato infatti affidato un bunker nel quale lavorare, secondo la propria ispirazione. Tra questi si possono citare Joseph Ford, Levalet, Seth e molti altri: noi non vediamo l’ora di scoprire questo luogo!

 

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