Oslo natura a portata di mano

Quando viaggio a volte mi capita quella strana sensazione in cui pare che il tempo si fermi, i secondi diventano minuti, le ore diventano giornate, le giornate diventano settimane e ti sembra di essere in movimento già da tantissimo tempo quando in realtà, il tempo è breve. Altre volte invece mi capita la sensazione opposta: i secondi mi scivolano via di mano, i minuti li perdo e le ore volano altissime, fino a passare giornate intere senza essermene accorta. Partiamo dalla stazione centrale di Stoccolma in direzione Oslo, Norvegia.

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Un viaggio lungo 5 ore in cui si taglia orizzontalmente la Svezia per giungere infine alla capitale norvegese. Un viaggio che ha racchiuso in sé entrambe le sensazioni: tempo che fugge, tempo che resta. Un viaggio che consiglierei a chiunque che, avendo poco tempo a disposizione, volesse vedere 2 città e quel che sta nel mezzo, ovvero orizzonti senza fine. Saliamo sul nostro confortevole treno per immergerci in 5 ore di pellicola svedese con più o meno questa sequenza: campi, boschi, laghi, casa rossa, campi, boschi, laghi, casa rossa, nuvole, cielo infinito. Sembra monotono ma credetemi, al centesimo lago incontrato, ancora sussultavo più del bambino di 2 anni che ci sedeva di fianco. Una natura ordinata, regolare, incantevole. Si passa attraverso la regione dei laghi, da Karlstad e Arvika, prima di giungere a Oslo, dove la natura norvegese si fa conoscere subito: selvaggia, incontenibile.

OSLO, IL CAOS E QUEL CHE C’È NEL MEZZO

Si arriva alla stazione centrale di Oslo, primo impatto con la città: completamente diversa da Stoccolma. A Oslo c’è frenesia, caos, qualche problema di integrazione sociale, una città complessa da capire che necessita di più tempo per farsi apprezzare. Stoccolma invece, è come vivere in un grande parco, ovunque ti trovi l’ordine ti circonda e spesso anche il silenzio!

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Una città in movimento ed evoluzione che forse darà il suo meglio tra qualche anno, quando tutti i cantieri in corso saranno ultimati e si spera, saranno all’altezza delle costruzioni moderne già presenti e spettacolari. Mi riferisco all’Opera House che si affaccia dritta sull’Oslo Fjord e al quartiere di Tjuvholmen, disegnato da Renzo Piano insieme all’Astrup Fearnley Museet (in questo post Anna racconta perchè è assolutamente da non perdere!).

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LE ISOLE DELL’OSLO FJORD

La cosa che ho amato di più di Oslo è la natura a portata di mano, parlo delle isole situate proprio di fronte alla città, nell’Oslo Fjord e raggiungibili in 10, 20, 30 e 45 minuti da Radhusbrygge. Sono Hovedøya, Lindøya, Langøyene e Gressholmen, paradisi naturali in cui trascorrere giornate tra spiagge, relax e passeggiate. Così abbiamo preso il nostro traghetto per Hovedøya, che dista solo 10 minuti dal porto (basta il biglietto giornaliero o da 24 ore della Ruter, azienda di trasporti locali) per immergersi in uno scenario da cartolina.

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L’isola è piccola, ma è perfetta per chi desidera vivere una Oslo di natura e relax dopo giornate intere nelle metropoli: piccole spiagge, boschi, qualche prato ben curato, le immancabili case rosse e perfino un museo che ospita mostre temporanee. Anche se molto vicini ancora alla “civiltà” su Hovedøya si può iniziare a familiarizzare con la natura norvegese, con le cime frastagliate, con gli alberi ammassati e i profili irregolari disegnati dal vento. In estate l’isola è piuttosto ambita soprattutto dagli stessi norvegesi, ma malgrado la fila che si può prospettare all’inizio, è tutto molto rapido e scorrevole. Altra cosa è se ci si reca in bassa stagione, si può rischiare anche di essere gli unici presenti sull’isola.

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I nostri 2 giorni a Oslo terminano riconsegnando le chiavi del nostro appartamento norvegese di Air b’n’b a Lindis e facendo un’ultima colazione nel nostro forno preferito, la åpent bakeri con marmellate fatte in casa, brioche alle spezie e panini al salmone. Abbiamo salutato Oslo contente di essere riuscite a capire almeno un po’ questa città così rumorosamente timida e complessa, che anche chi ci vive da 3 anni come Camilla, romagnola trasferita a Oslo per costruire la propria strada, fa fatica ad apprezzare, ma che crediamo possa dare tanto. Come sempre, a volte è necessario fermarsi e iniziare ad ascoltare.

COME MUOVERSI

Se si hanno pochi giorni a disposizione, il biglietto da 24 ore della Ruter è un’ottima soluzione di viaggio, ed è valido per metro, bus, tram e i traghetti che portano sulle isole dell’Oslo Fjord.

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DOVE MANGIARE

  • åpent bakeri: ottime colazioni e pranzi in modalità sit in o take away , si possono gustare specialità locali, sia dolci che salate, prezzi nella media norvegese;
  • Ristorante Louise: posizione fantastica, ambiente ricercato e cucina di pesce di eccellente qualità, prezzi piuttosto alti, ma vale la pena provare il salmone norvegese biologico alla piastra, esperienza culinaria unica!

 

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