William Eggleston: la fotografia e il colore

William Eggleston: la fotografia e il colore

Chi dice che la fotografia debba essere per forza in bianco e nero? Celebri fotografi non si sono mai serviti del colore, ma lui è l’eccezione alla regola: William Eggleston, il difensore delle tinte forti. Classe 1939, é nato in Tennessee e ha vissuto in Mississipi e, dopo una turbolenta carriera scolastica, ha comprato la sua prima Leica, appassionandosi giorno dopo giorno alla fotografia. Esplosiva é stata la sua personale al MoMa di New York nel 1976, mostra che ha restituito dignitá al colore, ispirando anche i giovani ad accostarsi all’uso di tonalitá accese e sfavillanti.

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Osservatore attento e discreto, William Eggleston ha reso protagonisti dei suoi scatti oggetti comuni e situazioni quotidiane, esaltando la bellezza di ciò che ci circonda. Le sue fotografie sono diventate quasi opere d’arte contemporanea, tanto da essere vendute a prezzi altissimi ai più ricchi collezionisti di tutto il mondo. L’inesauribile ispirazione per il colore e la poetica della quotidianità hanno consacrato la sua fama, che giá negli anni settanta si era imposta con forza nel panorama internazionale.

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@William Eggleston

Molti all’inizio si sono dimostrati schizzinosi verso le fotografie a colori, ma William Eggleston ha nobilitato quest’arte servendosi di una tecnica specifica: mi riferisco ad un particolare processo di stampa chiamato “dye transfer“, che sviluppa un’ampia gamma di rossi, blu e gialli saturi, conferendo una intensità senza precedenti. Fotografando amici e familiari, passanti e città del sud degli Stati Uniti, è riuscito a realizzare scatti unici. Come? Turbando la normalità dei suoi soggetti, grazie a punti di vista originali ed inquadrature inconsuete. Senza dubbio, uno dei fotografi più creativi della storia!


PH copertina: William Eggleston

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