Tra POP e Kitsch: le foto di Martin Parr

Appena si pensa a Martin Parr, la nostra mente vola alle fotografie scattate in spiaggia in Gran Bretagna.

Quei colori accesi, le espressioni colte in un istante e quelle composizioni così ricche di elementi, ma allo stesso tempo perfettamente in equilibrio: Martin Parr è uno dei fotografi documentaristi britannici più affermati e riconosciuti del nostro tempo e se hai l’opportunità di vedere dal vivo le sue opere, ne capisci immediatamente il motivo.

Dalla sua critica al sistema borghese alla combinazione trionfale tra pop e kitsch, dai suoi scatti per grandi brand della moda alla riscoperta delle fotografie in bianco e nero degli anni ’70, che tratteggiavano già ciò che Parr avrebbe creato nei decenni seguenti: in questo articolo approfondiamo la vita, i lavori e lo stile di Martin Parr.

Martin Parr: vita in breve

Martin Parr, classe 1952, è nato in un quartiere borghese di Londra, ad Epsom.

Il suo incontro con la fotografia avviene quando era molto giovane, grazie al nonno che era un fotografo amatoriale e lo aveva ispirato a sperimentare, intravedendo nel nipote un potenziale. Da qui la scelta di studiare Fotografia al Politecnico di Manchester, esperienza che lo ha portato a prendere parte ad alcuni concorsi fotografici.

Ad inizi anni ’70 ha iniziato a lavorare come insegnante di fotografia all’Oldham College of Art, poi a Manchester, Dublino e Newport. Nonostante l’impegno come docente, ha continuato a dedicarsi alle sue fotografie, tanto che alcune serie hanno iniziato a riscuotere successo già negli anni ’80, vedendo un progressivo distacco dal bianco e nero in favore di uno stile nuovo e dai colori accesi.

Ma la svolta arriva negli anni ’90 e grazie al fotografo dei fotografi: è stato Henri Cartier-Bresson a presentare Martin Parr all’agenzia di fotografia Magnum, alla quale venne ammesso nel 1994. Martin Parr è stato uno straordinario testimone e narratore della Gran Bretagna durante i governi di Margaret Hilda Thatcher e anche in alcuni anni a seguire, fino a quando l’atteggiamento di chiusura del suo paese nei confronti del resto del mondo, lo ha spinto a partire, scoprendo nuove mete sia in Occidente che in Oriente.

Ad oggi la sua carriera è un concentrato di eclettismo: ogni volta che si è cercato di chiudere Martin Parr in una categoria, lui ne è scappato a gambe levate. Negli anni ha lavorato con i nuovi media digitali, ha vinto premi, organizzato mostre e soprattutto si è dedicato alla Martin Parr Foundation, aperta nel 2017 con sede a Bristol, dedita alla ricerca, al sostegno e alla promozione della fotografia inglese.

@Travel on Art, mostra Martin Parr al Mudec

Lo stile della fotografia di Martin Parr

Una citazione che ci è sempre piaciuta per descrivere Martin Parr è quella usata da Henri Cartier-Bresson che disse: “Lui viene da un altro pianeta“.

Essere nato in un quartiere borghese di Londra e aver vissuto gran parte delle dinamiche dei governi Thatcher ha influenzato lo sguardo di Parr che attraverso la sua fotografia esprime una capacità analitica dei luoghi comuni assolutamente disarmante.

I riti e le patologie sociali e antropologiche del quotidiano diventano i soggetti dei suoi scatti, portando in scena una versione sarcastica di temi come il consumismo, il turismo di massa, la famiglia.

Quello però che emerge se osservi con attenzione le sue fotografie è che il sarcasmo si lega ad una certa tenerezza pietistica verso i soggetti ritratti. I colori saturi, le inquadrature che inglobano i soggetti, l’uso esasperato del flash creano un teatro di scena a cui tutti siamo invitati a prendere parte.

Ho la sensazione che a raccontare storie tristi e deprimenti nessuno ti darebbe retta. Ecco perché le mie fotografie sono allegre e colorate e, spero, accessibili, perché voglio fare partecipare lo spettatore, non voglio annoiarlo.”

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@Travel on Art, mostra Martin Parr al Mudec

5 progetti iconici di Martin Parr

In questi anni abbiamo avuto modo di vedere più volte dal vivo gli scatti di Martin Parr e ad alcuni progetti siamo particolarmente affezionate.

Partiamo da “The Non-Conformists” che racchiude gli scatti realizzati tra il 1975-1980 nelle periferie dello Yorkshire. Parr ha lavorato con la moglie Susie Mitchell, ritraendo la vita quotidiana degli abitanti della zona, in particolare nei momenti di convivio dopo le manifestazioni religiose: questi scatti in bianco e nero sono un capolavoro.

Proseguiamo con il primo progetto a colori intitolato “The Last Resort” che risale ad inizio anni ’80 e ritrae le persone in vacanza a New Brighton, una località balneare frequentata da famiglie con un reddito medio basso. Si tratta di una documentazione storica potentissima della fine del mondo operaio e dell’esplosione di una concezione consumistica della vita.

Un’installazione iconica che abbiamo visto dal vivo è “Common Sense“: si tratta di una selezione di oltre 200 scatti in formato A3 accostate tra loro che evidenziano lo sguardo dissacrante di Parr verso le contraddizioni della società contemporanea.

Infine altri due progetti importanti sono “Establishment”, scattato dal 2010 al 2016, che ritrae le abitudini e i rituali che nel tempo si sono trasformati nei cliché dell’“inglese”, tra indumenti, oggetti e arredi e “Fashion” che riunisce le immagini realizzate negli ultimi vent’anni per riviste di moda e in occasione di sfilate.

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@Travel on Art, mostra Martin Parr al Mudec

Martin Parr. Short & Sweet: in mostra al Mudec di Milano

Fino al 30 giugno al Mudec di Milano è visitabile la mostra “Martin Parr. Short & Sweet“: il progetto espositivo è stato curato dallo stesso artista e sono esposte oltre 60 fotografie realizzate dagli anni Settanta ai giorni nostri.

Noi l’abbiamo visitata e possiamo confermarti che con gli scatti di Martin Parr succede qualcosa di magico: ti sembra di entrare dentro le sue fotografie.

Il costo del ticket è di 17 euro ed è visitabile lunedì dalle 14.30 alle 19.30, martedì – mercoledì – venerdì – domenica dalle 9.30 alle 19.30 e giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30.

Category: Fotografia

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