Arles, cosa vedere seguendo il festival di fotografia
Per molti Arles è la città dallo spirito gitano, un punto d’ingresso alla Camargue e una delle più belle mete della Provenza. Per noi Arles è soprattutto il festival di fotografia Les Rencontres d’Arles. L’abbiamo visitata più volte e ormai siamo quasi certe di poter dire che proprio grazie a questo festival, Arles si è fatta ogni anno più bella, più interessante, più hipster.
È vero che questo evento si svolge solo per pochi mesi all’anno, precisamente da luglio a ottobre, ma è altrettanto vero che ormai è entrato nel DNA della città. Sarà perché le mostre sono diffuse in diversi luoghi culturali e non, sarà perché ormai il festival esiste dal 1970, sarà perché la programmazione culturale è sempre di altissimo livello, ma Arles ormai è diventata la città della fotografia e ogni volta che la visitiamo, riserva sempre grandi sorprese.
Quindi vogliamo condividere con te, che ami l’arte come noi, il nostro itinerario alla scoperta di Arles, seguendo le sedi principali del festival che durante il periodo di attività dei Rencontres de la Photographie sono visitabili con il ticket del festival, mentre durante il resto dell’anno rimangono delle bellissime attrazioni culturali (ma senza mostre fotografiche).
Indice
Espace Van Gogh
Partiamo dal fulcro di Arles: l’Espace Van Gogh, che oggi è anche biblioteca ed è una delle principali sedi espositive del festival. L’Espace Van Gogh risale al XVI secolo quando fu costruito come ospedale principale della città. Rimase così fino all’inizio del XX secolo e tra i suoi pazienti annovera anche Vincent Van Gogh. È proprio qui infatti che l’artista nel 1888, in seguito ad un episodio d’ira, si tagliò il lobo dell’orecchio.
Il rapporto di Van Gogh con Arles è molto profondo, il pittore trascorse qui due anni prima del trasferimento nel manicomio di Saint Paul de Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. Questo fu un periodo molto attivo a livello creativo e proprio qui dipinse alcuni dei suoi capolavori più famosi, tra cui i Girasoli, la Sedia e il Café la Nuit.
Il giardino de l’Espace Van Gogh è un vero gioiello, noi ci ritagliamo sempre un po’ di tempo per sostare qui, mangiando una crepe!
Fondazione Van Gogh
Altro luogo imperdibile per seguire le tracce dell’artista è la Fondazione Van Gogh, che rende omaggio alle opere del pittore esplorando l’impatto che hanno sulle produzioni contemporanee. La Fondazione stimola un dialogo tra la storia e il percorso artistico di Van Gogh, in rapporto ad artisti contemporanei, talvolta anche emergenti.
La fondazione è visitabile dal martedì alla domenica.
Cloître Saint-Trophime
È il chiostro della cattedrale di Arles, datato tra il XII e il XIV secolo. È uno dei maggiori chiostri della Provenza e presenta due stili: romanico e gotico. Il cortile ha una pianta rettangolare contornata dal meraviglioso porticato in pietra. Salendo i gradini si arriva ad una terrazza, che ti permette di osservare il chiostro dall’alto (ti consigliamo di farlo) e durante il festival quest’area diventa sede espositiva.
Per visitare il chiostro al di fuori del festival è necessario acquistare il ticket sul sito web del turismo di Arles.
Palais de l’Archevêché
È il Palazzo dell’Arcivescovado che si affaccia su Place de la République. Dal Medioevo è diventato la sede della Chiesa di Arles, ma ha spesso cambiato funzione nel corso della storia, diventando biblioteca e poi sede universitaria. Oggi fa parte del patrimonio architettonico classico della città.
Cryptoportiques – Arles sotterranea
Nei Cryptoportiques di Arles abbiamo visitato una delle mostre più belle mai viste: Sophie Calle per l’edizione 2024 dei Rencontres de la Photographie.
Dall’Hotel de la Ville si percorre la scalinata che porta nei sotterranei della città e qui, si può scoprire l’Arles romana. È un ambiente scuro e umido, quindi non è particolarmente indicato per chi soffre di claustrofobia, ma è molto interessante scoprire la stratificazione storica della città (e vedere mostre fotografiche in questo ambiente).
École nationale de la photographie
A testimonianza che Les Rencontres de la Photographie non è solo un festival, ma è una struttura culturale che ha profondamente cambiato Arles, c’è la scuola nazionale di fotografia, nata nel 1982. La scuola si occupa di formazione, ricerca ed esposizione.
Dal 2020 è situata nell’edificio in vetro realizzato dall’architetto Marc Barani e ospita al suo interno uno spazio espositivo di 450 mq. La scuola si trova proprio di fronte al LUMA, il museo di arte contemporanea di Arles.
LUMA
La struttura è progettata da Frank O. Gehry e già questo, è un ottimo biglietto da visita. L’involucro esterno rievoca le formazioni geologiche delle Alpilles ritratte da Van Gogh nella Notte stellata, la pianta invece è ispirata all’anfiteatro romano di Arles.
La sua è una storia recente: la fondazione è nata nel 2004, ma il museo è stato realizzato nel 2013 sul Parc des Ateliers. L’obiettivo è creare un luogo che non solo valorizzi l’arte contemporanea, ma che crei un vero e proprio campus creativo a supporto degli artisti. La founder Maja Hoffmann lo definisce come un “organismo vivente”: un campus creativo interdisciplinare dove, attraverso mostre, conferenze, performance dal vivo, architettura e design, pensatori, artisti, ricercatori, scienziati si interrogano sulle relazioni tra arte, cultura, ambiente, diritti umani e ricerca.
Oggi il LUMA è davvero uno spazio interdisciplinare dove puoi visitare mostre, partecipare ad eventi, bere un caffè o scivolare lungo il suo iconico scivolo.
Parc des Ateliers
È il campus creativo dove sorge il LUMA, nato da un ex deposito ferroviario. La ristrutturazione degli edifici industriali è stata fatta nel rispetto della loro storia e oggi ospitano mostre, ma anche residenze d’artista. All’interno del Parc des Ateliers ci sono anche il giardino e il laghetto progettati dall’architetto paesaggista Bas Smets.
Abbaye de Montmajour
A soli 4 km da Arles si trova l’Abbaye de Montmajour, un complesso monastico benedettino. È costruito su una roccia circondata da una palude e regala un panorama meraviglioso sulla campagna circostante. Si tratta di un monumento storico francese che nel corso della storia è stato più volte distrutto, prima da un incendio, poi dalla Rivoluzione Francese.
L’interno è quasi del tutto spoglio, ma il percorso di visita è ben fatto: seguendo i pannelli puoi scoprire tutta la storia del complesso. Noi l’abbiamo scoperta perché è una delle sedi espositive del festival!
Negozi, gallerie, ristoranti, bar di Arles
Oltre ad essere una delle città più belle della Provenza, Arles ha anche un’incredibile concentrazione di bar, ristoranti, negozi e gallerie chic e di design: noi abbiamo letteralmente perso la testa!
Così, gli ultimi consigli che ti vogliamo dare per programmare al meglio il tuo viaggio culturale ad Arles sono una serie di indirizzi:
- Librairie du Palais – una deliziosa libreria specializzata in fotografia
- Librairie Galerie Actes Sud – una libreria che ospita anche eventi, piccoli concerti e presentazioni
- Bar du Marché – una tappa, in uno dei boulevard principali di Arles, perfetta per un café o un pranzo al volo
- Sebastien Le Fleuriste – se dovessimo cambiare vita, ci immaginiamo come Sebastien Le Fleuriste ad Arles
- Offprint Librairie à l’Arlatan – la libreria si trova nel Parc des Atelier, ma durante i mesi del festival apre un pop up anche all’Arlatan
- Le Galoubet Restaurant – romantico e raffinato, perfetto per una cena indimenticabile
- Creperie Chez Mam Goz – situata di fianco all’arena, è una creperie bretone che propone sia crepe dolci che galettes salate.










