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Chi è Banksy? Il mito dello street artist di Bristol

Banksy non è solo uno degli artisti più famosi dell’ultimo secolo, ma anche un mistero vivente. Il suo anonimato ha contribuito e contribuisce in gran parte ad incentivare la sua fama di mito, una creatura in bilico tra realtà e fantasia. La domanda che tutti si pongono infatti è chi si nasconde dietro a quegli stencil? Quali sono il nome e il cognome di Banksy? La sua identità anagrafica è ancora nell’ombra, nonostante ci siano mille teorie al riguardo, ma secondo noi ciò che conta davvero è imparare a conoscerlo attraverso la sua arte e il suo talento di comunicatore che lo hanno reso un autentico genio. Scopriamo quindi insieme chi è Banksy!

Banksy biografia

La biografia di Banksy è un concentrato quasi inesistente di informazioni: dove è nato Banksy? La maggior parte degli esperti che si sono occupati di studiare la sua arte e di cogliere qualche dettaglio sulla sua vera identità dicono che sia nato a Bristol, in Inghilterra, probabilmente nel 1974. Se queste informazioni sono vere, oggi il famoso street artist britannico avrebbe 45 anni e all’attivo una carriera da vera star. Secondo alcuni studi pubblicati sul Mail on Sunday nel 2008, Banksy apparterebbe ad una famiglia piccolo-borghese o della classe operaia. Avrebbe vissuto la sua adolescenza in un quartiere periferico, frequentando però una scuola privata. Il suo amore per l’arte sarebbe iniziato durante l’adolescenza, quando iniziò a dipingere a Barton Hill, un centro giovanile che si trovava nella periferia di Bristol e dove si riunivano i writers, avvicinandosi così al mondo della street art.

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@Rolling Stones, AFP PHOTO / Philippe LOPEZ

Ipotesi sull’identità di Banksy

Negli anni sono state molte le persone che hanno rivelato di aver scoperto l’identità di Banksy: alcuni erano mitomani, altri studiosi. Di conferme definitive, in un senso o in un altro, al momento non ne sono ancora arrivate. Tra le ipotesi più famose ci sono quelle che Banksy in realtà sarebbe una donna e che non si tratterebbe di un singolo artista, ma di un collettivo di più persone.

Le ipotesi sulla sua identità non si fermano qui: sono in particolare 2 quelle che hanno suscitato maggior scalpore. La prima risale ad alcuni anni fa ed è stata la Queen Mary University di Londra a diffondere la notizia che il vero nome di Banksy fosse Robin Gunningham. Il nome venne rivelato dopo una serie di ricerche basate essenzialmente su informazioni provenienti da internet, ma la BBC affermò che gli avvocati dell’artista contestarono completamente questa notizia. La seconda ipotesi, che è forse anche quella più conosciuta, è quella secondo cui Banksy sarebbe il musicista e writer britannico, di origine italiana, Robert Del Naja, noto anche con il nome di 3D. Del Naja ha dichiarato di essere amico del noto street artist inglese che a sua volta ha citato il musicista come fonte di forti influenze. Il giornalista investigativo Craig Williams ha ipotizzato che i due siano la stessa persona, dopo aver colto alcune corrispondenze tra alcuni concerti dei Massive Attack e la comparsa di graffiti firmati da Banksy.

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@Artlyst

Banksy Instagram

Nonostante l’identità di Banksy sia ancora avvolta nel mistero e nessuna teoria sia stata effettivamente confermata dall’artista, un canale importante per essere aggiornati sul suo lavoro e sulle sue opere è Instagram. La pagina di Banksy è seguita al momento da oltre 6 milioni di persone e qui l’artista pubblica foto delle sue opere, svela anteprime e retroscena di alcune sue “missioni speciali” e non fa mai mancare la sua opinione su argomenti come politica, etica,  capitalismo e altri temi caldi. Proprio su Instagram ha rivendicato l’opera del bambino con fumogeno rosa apparsa pochi mesi fa lungo un canale di Venezia e ha condiviso con il mondo la performance architettata durante l’asta di Sotheby’s a Londra. Se vuoi cercare di entrare in contatto il più possibile con questo artista, Instagram è lo strumento perfetto per raccogliere le sue testimonianze dirette, rimanendo aggiornato su molti dei fatti più importanti che accadono nel mondo.

Leggi anche: L’opera distrutta di Banksy: pazzia o genialità?

Dove si trovano le opere di Banksy?

Le opere di Banksy si trovano in moltissimi paesi del mondo, ma qui ti consigliamo alcune città che abbiamo visitato in prima persona o che progettiamo di vedere a breve per continuare il nostro personalissimo tour alla scoperta dei muri di Banksy. Ecco i nostri consigli:

  • Bristol, ospita alcune delle sue prime opere ed è probabilmente la sua città natale, quindi è una tappa fondamentale;
  • Londra accoglie molte opere del famoso street artist, soprattutto da Shoreditch a Portobello Road;
  • Betlemme è celebre per molti capolavori come la Colomba e l’Angelo, in più puoi visitare il suo albergo con vista sul muro che si chiama Walled Off Hotel;
  • Venezia custodisce un’opera molto recente che è il Naufrago Bambino, una di quelle che più ci ha colpito dal vivo;
  • anche alcune città americane come Los Angeles e New Orleans sono state scelte da Banksy per realizzare diverse opere, tra cui spiccano “I’m Out Of Bed Rat” e la Ragazza con il palloncino che viene protetta dagli atti vandalici grazie ad una barriera in plexiglass voluta dagli abitanti della comunità locale.

Leggi anche: Bristol, street art e opere di Banksy

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@Travel on Art, opera Bristol

Le opere più famose di Banksy

Ciò che rende le opere di Banksy degli autentici capolavori è la sua straordinaria capacità immortalare i difetti della modernità sui muri delle città. Nelle sue opere i principali temi trattati sono quelli della critica alla società occidentale, affrontando argomenti come la politica e la cultura con quel suo tocco pungente, ricorrendo ad un umorismo che è come uno schiaffo in faccia. Banksy ha il grande merito di conoscere e manipolare alla perfezione i codici comunicativi della nostra cultura di massa, sensibilizzando il pubblico sulle tematiche che decide di proporre. Le sue opere sono come dei manifesti pubblicitari, chiari e immediatamente comprensibili, tanto da essere perfettamente letti anche dai bambini. Davanti alla semplicità devastante dei suoi muri, diventa impossibile fingere di non cogliere il suo messaggio e la critica alla società di cui, ciascuno di noi in primis, fa parte.

Per questo motivo ogni sua opera è una dichiarazione a cielo aperto: se sei curioso di scoprire quali sono alcuni dei muri che hanno fatto la storia di questi ultimi vent’anni, ti consigliamo di leggere questo articolo!

Leggi anche: 10 opere per conoscere Banksy

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@Travel on Art, opera Venezia

Banksy e lo stencil

La tecnica che Banksy utilizza per realizzare le sue opere è lo stencil. Sono molti gli artisti che hanno fatto la sua stessa scelta, come Blek le rat ed El Chivo, ma lui ne ha fatto un autentico tratto distintivo. Ma qual è il motivo per cui ha preso questa decisione? L’adozione di questa tecnica era necessaria per aumentare la sua rapidità nella realizzazione dei murales, evitando di incappare in interventi della polizia. Questa tecnica, infatti, come riporta Treccani, si avvale di una maschera in negativo dell’immagine che si vuole creare, ricavata su un supporto rigido; l’artista poi deve semplicemente poggiare la sagoma sulla superficie muraria che vuole dipingere e spruzzare il colore negli spazi vuoti. In questo modo si conciliano la rapidità di esecuzione, per un massimo di 15 minuti,  una grande precisione e la possibilità di serializzare l’opera, che può essere riprodotta in modo identico tutte le volte che si desidera.

Libri su Banksy

In questi anni sono stati pubblicati molti libri su Banksy, scritti da critici d’arte, giornalisti e studiosi di comunicazione che hanno voluto dare una propria interpretazione sul suo stile unico e dall’eco internazionale. Ecco quali sono 3 libri che puoi leggere se vuoi approfondire alcuni aspetti del suo lavoro di artista:

  • Banksy. L’uomo oltre il muro”. Will Ellsworth-Jones, giornalista investigativo anglosassone, ha cercato di scoprire tutto sulla personalità di Banksy, realizzando una specie di biografia. Le fonti? Sono gli amici del writer, i suoi rivali, chi lo conosceva quando ancora agli occhi del mondo era uno sconosciuto e chi gli è stato vicino quando ha dovuto fare i conti con una fama improvvisa;
  • Ma dov’è Banksy?”. Questo volume ripercorre la carriera di Banksy dai suoi esordi fino alle opere più recenti. Si tratta di una serie di immagini dei muri, accompagnata a testi in cui si specificano storia e significati. Si può trovare anche una mappa con le coordinate geografico-cronologiche delle sue opere, per capire l’evolversi nel mondo di questo fenomeno;
  • “Banksy, wall and piece”. Questo testo approfondisce la tecnica utilizzata dall’artista e la sua simbologia, analizzando le tematiche trattate attraverso ogni singola opera.

Film su Banksy

Se dopo esserti dedicato alla lettura di Banksy, la tua curiosità non è ancora stata soddisfatta, puoi guardare alcuni dei documentari a lui dedicati, in particolare Exit Through the Gift Shop, presentato nel 2010 al Festival di Berlino e al Sundance Film Festival, e L’uomo che rubò Banksy di Marco Proserpio, narrato da Iggy Pop, che racconta la storia di un taxista di Betlemme che ha staccato da un muro un’opera del famoso street artist di Bristol. Qui puoi trovare la nostra piccola selezione di documentari da non perdere!

Leggi anche: 4 documentari su Banksy da non perdere

Banksy e il negozio a Londra

Tra le ultime novità del 2019 firmate Banksy, non possiamo non parlarti di “Gross Domestic Product“, il negozio aperto da Banksy a Londra, nel quartiere di Croydon a sud della città. Di che cosa si tratta? All’interno di questo ex negozio di tappeti non è possibile entrare, ma le vetrine sulla strada propongono opere d’arte di Banksy e oggetti decorati con alcuni dei suoi più famosi lavori. Tra tutti spiccano 2 chicche: un tappeto ispirato al personaggio di Tony the Tiger e una palla da discoteca realizzata con un elmetto di proprietà della polizia. Tutti i prodotti in vendita potranno essere acquistati attraverso un negozio online che verrà aperto nei prossimi giorni, mentre il negozio fisico resterà aperto fino a metà ottobre circa.

Perché l’artista di Bristol ha realizzato questo progetto?

Nel comunicato stampa appena all’ingresso del “Gross Domestic Product”, Banksy ha scritto di aver aperto questo negozio per motivi legali. L’artista ha rivelato che un’azienda che vende cartoline di auguri sta cercando di appropriarsi dei diritti commerciali esclusivi del nome “Banksy” e, secondo la consulenza dei suoi legali, vendere a sua volta prodotti al pubblico avrebbe aiutato a vincere il contenzioso. I ricavi della vendita degli oggetti verranno utilizzati per acquistare una nuova nave per la Ong Open Arms, che opera nel Mediterraneo per aiutare i migranti.


Ph copertina: @BiografieCulturaOnline

 

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