André Kertész: biografia, foto e la grande mostra a Torino

Esistono quei talenti così eclettici che non rientrano in nessuna classificazione.

Esistono quegli artisti che, nonostante la vecchiaia e la malattia, non rinunciano mai alla loro curiosità creativa e continuano a sperimentare.

André Kertész rientra a pieno in questa doppia chiave di lettura, tanto che l’amico e collega Henri Cartier-Bresson lo ha definito il padre della fotografia contemporanea.

Nella sua lunga vita, tra l‘Ungheria, Parigi e gli Stati Uniti, Kertész ha dato vita ad un patrimonio fotografico assolutamente straordinario: qui vogliamo raccontarti la sua vita, alcune delle sue fotografie più iconiche e anche alcuni aneddoti curiosi.

Ma non finisce qui perché fino al 4 febbraio a Camera – Centro Italiano per la Fotografia a Torino è visitabile una straordinaria antologica, con oltre 150 scatti, dedicata ad André Kertész: se non hai ancora avuto modo di vedere le sue fotografie dal vivo o sei fan della sua arte, questa è davvero un’occasione imperdibile!

Breve biografia di André Kertész

André Kertész, classe 1894, è nato a Budapest ed è originario di una famiglia della borghesia ebraica, insieme a 3 fratelli. La sua prima macchina fotografica era una ICA 4.5×6 e pare sia stato proprio con quella che ha realizzato la sua prima fotografia intitolata “Ragazzo dormiente”.

A circa 20 anni si è arruolato nell’esercito austro-ungarico, ma venne ferito, trascorrendo quindi molto tempo nelle retrovie, lontano dalle scene di guerra più cruente. Anche in quella occasione aveva con sè una piccola Goerz Tenax con cui ha realizzato alcuni scatti.

Il 1925 viene ricordato come l’anno del trasferimento a Parigi: questo cambio di prospettiva dipendeva anche dall’incontro con altri personaggi dell’arte d’avanguardia come Robert Capa, Man Ray, Gyula Halàsz, conosciuto come Brassaï.

Il 1928 è stato l’anno in cui ha comprato la sua prima Leica per lavorare insieme a Henri Cartier-Bresson per la rivista Vu e nel 1929 ha partecipato alla prima mostra indipendente di fotografia insieme ad altri artisti come Berenice Abbot, Man Ray e altri.

In quegli anni, oltre i celebri scatti che ritraggono Parigi e i suoi abitanti, è nata la famosa serie delle Distorsioni: con uno specchio deformante preso da un circo, ha realizzato nel suo studio una serie di fotografie di due modelle, Hajinskaya Verackhatz e Nadia Kasine.

Nel 1936 André Kertész decide di partire per New York, accettando l’offerta dell’agenzia Keystone: inizialmente sarebbe dovuto rimanere solo per un anno, ma in realtà New York è diventata la sua casa. Dopo numerosi lavori da freelance con riviste come Vogue, Harper’s Bazaar e anche una serie di rifiuti, arriva il successo: nel 1964 il MoMA gli dedica una grande mostra che lo colloca in tutto e per tutto tra i grandi fotografi del secolo e da lì il successo prosegue senza più arrestarsi.

La sua straordinaria vita è terminata nel 1985 nella sua casa a New York, lasciando un patrimonio di più di 100.000 negativi.

André Kertész. L’Opera 1912 – 1982

André Kertész e la sua fotografia senza etichette

Per capire il suo talento non solo come fotografo, ma come anticipatore dei tempi, basta leggere una frase che disse di lui Henri Cartier-Bresson.

Tutto quello che abbiamo fatto, Kertész l’ha fatto prima”: e così è davvero stato!

Il suo stile non è etichettabile all’interno di un genere fotografico, ma possiamo dire che ciò che lo ha sempre contraddistinto è la capacità di conferire una nuova prospettiva agli aspetti più ordinari della vita. E così, in ogni fase della sua vita, ha coltivato il desiderio di mettere alla prova il suo sguardo e dare spazio alla sua ricerca.

Per questo di seguito vogliamo condividere quali sono alcuni dei suoi scatti più famosi!

Alcune delle fotografie più famose di André Kertész

Nella sua lunga carriera Kertész ha realizzato migliaia di scatti, ma alcuni sono diventati assolutamente iconici.

Fotografo il quotidiano della vita, quello che poteva sembrar banale prima di avergli donato nuova vita, grazie ad uno sguardo nuovo. Amo scattare quel che merita di essere fotografato, il mondo quindi, anche nei suoi squarci di umile monotonia.

Sono nato chiuso, ma un chiuso aperto alla strada, ed ho cercato la felicità nel silenzio di un istante. Batteva intanto il cuore al tempo di un click. Ho cercato gli occhi innocenti, di cui ogni sguardo sembra il primo, le menzogne dietro la superbia ed i sorrisi fatui, fantasmi seduti al sole su delle vecchie sedie. Senza trucchi ho cercato di vedere, ho cercato di capire.

Ho cercato di vedere, e quando ho capito, ho lasciato gli occhiali su un tavolo insieme alla pipa.”

@Travel on Art, catalogo mostra André Kertész 1912-1982

Tutto poteva assumere un nuovo significato, attraverso il suo obiettivo, e così tra alcune delle fotografie più riuscite e conosciute spiccano:

  • “Uomo che nota sott’acqua” del 1917 che colpisce per il modo in cui l’acqua deforma la figura dell’uomo;
  • “Il circo” del 1920 con una coppia che osserva dallo spioncino di una porta;
  • “Danzatrice satirica” del 1926 che è un capolavoro di luci, ombre e composizione;
  • “Studio con forchetta” del 1928 con lo straordinario gioco di doppi creato dall’ombra;
  • “Distorsione n. 34” del 1933 che oggi fa parte della Collezione Ettore Molinario;
  • “Nuvola smarrita” del 1937 che è una rappresentazione dello stesso fotografo che si sente piccolo e sperduto rispetto ai grandi grattacieli americani (era arrivato negli Stati Uniti da poco);
  • “Peggy Guggenheim” del 1945 con il suo ritratto nello specchio della sua casa;
  • e infine alcune delle fotografie scattate dalla sua camera da letto con il teleobiettivo, quando l’età era avanzata, e la serie di polaroid colorate con cui ha voluto sperimentare intorno agli inizi degli anni Ottanta.

André Kertész 1912-1982: la grande mostra a Camera Torino

Fino al 4 febbraio, negli spazi di Camera – Centro Italiano per la Fotografia a Torino, in collaborazione con la Médiathèque du patrimoine et de la photographie di Parigi, è stata allestita una meravigliosa antologica con oltre 150 scatti dedicata ad André Kertész.

Noi l’abbiamo visitata e ci siamo ritagliate un paio d’ore per immergerci in questo percorso che offre una visione panoramica molto completa sulle varie tappe biografiche dell’autore.

Nella mostra, curata da Matthieu Rivallin e Walter Guadagnini, puoi ammirare dal vivo tutte le fotografie che abbiamo citato, tra le più conosciute di Kertész, e tantissime altre che contribuiscono a delineare il profilo di un artista che non si è mai preoccupato molto della fama o del successo, ma che ha coltivato nonostante tutto e tutti la sua visione, declinandola in vari contesti (particolarmente interessanti per questo sono i suoi lavori una volta arrivato negli Stati Uniti).

Il ticket di ingresso costa 12 euro e la mostra è visitabile tutti i giorni dalle 11 alle 19 (eccetto il giovedì che è aperta dalle 11 alle 21). Inoltre è possibile entrare con cani e gatti!

Ultimo consiglio: il catalogo è una piccola chicca, quindi se vuoi farti o fare un regalo, ti consigliamo di dare un’occhiata al bellissimo bookshop, prima di uscire!

@Travel on Art, mostra Camera Torino

André Kertész: 3 aneddoti su di lui

Ci sono tanti artisti che lasciano il segno e André Kertész è stato uno di questi, ma tutti lo hanno sempre descritto come una persona riservata, sulle sue. Avendo letto molto su di lui e avendo avuto l’opportunità di vedere dal vivo le sue fotografie più volte, abbiamo scoperto una serie di aneddoti che troviamo emblematici per inquadrarlo al meglio!

La storia d’amore con Elisabeth Sali

Partiamo dal suo grandissimo amore per la moglie Elisabeth Sali: il loro incontro avviene in Ungheria e i due iniziano una relazione. Dopo il trasferimento di lui a Parigi prosegue una relazione epistolare, fino a quando Kertész avvia una conoscenza con Rószi Klein. Nello stesso periodo le lettere di Elisabeth smettono di arrivare e lui si sposa nel 1928 con Klein: la loro relazione però si interrompe dopo poco, quando lui scopre che Elisabeth non aveva mai smesso di scrivergli, ma le lettere venivano intercettate e nascoste da Klein.

Da quel momento Kertész non citerà mai più Klein e verrà raggiunto a Parigi da Elisabeth con cui si sposerà e rimarrà felicemente insieme fino alla morte di lei nel 1977.

Il rifiuto dalla rivista Life

Dopo il suo trasferimento negli Stati Uniti e sporadiche collaborazioni con alcune testate, Kertész riuscì ad ottenere una commissione dalla celebre rivista Life: il suo servizio dedicato ai trasporti marittimi di New York e del New Jersey però non venne mai pubblicato, né gli altri tre da lui inviati spontaneamente.

Come mai? La risposta di Life è stata che i suoi lavori dicevano troppo.

Un lavoro troppo ricco di sotto testi e sfumature, per una rivista dallo stile molto diretto “american style”: chissà cosa avranno pensato dopo che Kertész diventò un’icona anche negli Stati Uniti?

Il progetto From my Window

Nonostante l’età avanzata e la salute precaria, André Kertész non ha mai voluto rinunciare alla fotografia, tanto che si fece acquistare un tele obiettivo e iniziò a scattare fotografie dalla finestra della sua stanza.

From my Window, pubblicato nel 1981 e dedicato alla moglie morte di cancro pochi anni prima, raccoglie gli ultimi scatti dalla sua abitazione di Washington Square a New York e testimonia la sua insaziabile voglia di osservare, interpretare e leggere la realtà che lo circondava, nonostante tutto.

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