Shepard Fairey: la vita di OBEY e le sue opere più famose

Shepard Fairey è uno degli artisti statunitensi più affermati e quotati del panorama urban, ma forse il suo nome non ti dice ancora molto: se diciamo OBEY? Oppure se ti facciamo tornare alla mente Hope, il celebre ritratto del 2008 di Barack Obama? Questo artista viene considerato come il rappresentante più influente della nuova arte politica di strada del mondo americano e qui vogliamo raccontarti la sua vita, la sua carriera e le sue opere.

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Shepard Fairey biografia 

Shepard Fairey è nato nel 1970 a Charleston, in South Carolina, figlio di un medico e di un agente immobiliare. Il suo amore per l’arte è iniziato da giovanissimo e il suo percorso di studi si è concluso con il diploma presso l’Accademia d’arte. Ma a quando risale l’inizio della sua carriera?

Come ha dichiarato lui stesso: “Quando ho visto i graffiti a New York, ho capito che volevo portare l’arte nelle strade“. Appassionato di skate e di tutto quello che riguardava l’immaginario della cultura urban, lavorava come grafico nel famoso nel più famoso negozio di skateboard di tutta Providence. Nel 1989, ancora studente della Rhodes Island School of Design, ha avviato una campagna di oltre un milione di sticker con cui ha tappezzato tutte le strade di Providence, raffigurando il volto del wrestler francese André the Giant.

Sotto l’immagine del volto di André the Giant inserì la frase “André the Giant has a Posse 7′ 5” 520 lb“, ovvero André the Giant ha una banda seguito da altezza e peso del pugile. La scelta del soggetto non aveva un significato particolare, ma l’obiettivo della sua campagna era di creare clamore mediatico e invitare più persone possibile a riflettere sul rapporto con l’ambiente urbano. Obiettivo raggiunto? Con quell’esperimento a tratti sociologico, Shaperd Fairey è “scomparso” e ha lasciato il suo spazio ad OBEY!

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Shepard Fairey e lo pseudonimo OBEY

Il nome OBEY risale circa al 1994 quando, davanti al rischio di una causa legale della Titan Sports che possedeva il nome “Andre The Giant”, Fairey ha ritoccato la celebre immagine del wrestler, stilizzandola e cambiando anche lo slogan con Obey.

Il logo originale presenta la parte centrale del viso di André posto in una piazza e sotto è posizionata la parola Obey che significa “obbedire” in bianco su sfondo rosso. La scritta OBEY ovviamente mira ad ottenere l’effetto inverso: non obbedire, ma ribellati al sistema. Questo si può considerare a tutto gli effetti il manifesto di OBEY, una poetica che si concentra su due temi fondamentali: il controllo sociale e la propaganda. OBEY è a tutti gli effetti uno dei massimi rappresentanti di guerrilla marketing e i suoi interventi hanno lasciato il segno, come nei casi dei manifesti pacifisti durante il conflitto tra Usa e Iraq e poi la nota campagna elettorale di Barack Obama.

shepard fairey hope obama

@Shepard Fairey, Hope

Hope di Shepard Fairey

Un’altra opera simbolo di OBEY è sicuramente il manifesto Hope, in cui riproduce il viso stilizzato di Barack Obama in quadricromia ed diventato subito una icona della campagna elettorale. Lo stesso Obama lo ha ringraziato pubblicamente dichiarando:”Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno“. Questa opera di Fairey è stata commentata anche dal critico Peter Schjeldahl che ha definito quel poster come “La più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam.

Shepard Fairey opere

L’ispirazione creativa di Obey nasce dalle grafiche sovietiche di inizi Novecento, dalle copertine di alcuni album musicale e dall’arte di Mario Sinoni, con un immaginario tra i più ricchi di sempre in cui colori e parole si mescolano tra loro. La sua produzione artistica coniuga diversi linguaggi come la grafica, la fotografia, il collage e l’illustrazione: la sua tela preferita resta lo spazio pubblico, come luogo ideale in cui manifestare la sua libertà di persona e artista.

Shepard non ha mai avuto paura di legare la sua immagine a questioni sociali e politiche, come la guerra e il cambiamento climatico, per stimolare nelle persone nuove riflessioni. Abile conoscitore del mercato dell’arte, nella sua carriera ha alternato proteste, guerrilla marketing e merchandising, e in questi anni ha realizzato più di 100 opere murarie in Europa e in molti altri stati come Hong Kong e Russia. Inoltre le sue opere sono esposte nelle collezioni di alcuni famosi musei come il San Francisco Museum of Modern Art e l’Institute of Contemporary Art di Boston.

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shepard fairey copertina articolo

@Wundercammern, opera di Shepard Fairey

OBEY Clothing

Nel 2001 Shepard Fairey ha fondato Obey Clothing, il suo brand che ha l’obiettivo di rendere fruibili a tutti le sue opere d’arte. Felpe, magliette e accessori dallo stile urban: in poco tempo è riuscito a conquistare la scena streetwear, diventando il simbolo di di intere generazioni.

Il suo simbolo è il logo in versione oversize, ma non mancano alcune delle sue opere più iconiche, con soggetti coloratissime e claim dallo stile ribelle e consapevole. Indossare uno dei suoi capi significa entrare a far parte della sua community, sposando a pieno la sua personalità. Obey Clothing continua a crescere di collezione in collezione, rimanendo strettamente legata alla cultura pop. Artista, designer, icona pop: OBEY è riuscito ad applicare il suo spirito critico ad ogni contenuto che ha creato, lasciando un segno indelebile.

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