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SeaCreative e il suo universo artistico

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31 Gen SeaCreative e il suo universo artistico

Le vacanze di Natale si sono concluse e la voglia di parlare con voi di arte è tantissima, così oggi ho scelto di regalarvi una piccola chicca: la mia intervista a SeaCreative. Nato a Varese, Fabrizio Sarti è un artista che ama raccontare storie sui muri e sui fogli di carta. Ho avuto il piacere di vederlo lavorare dal vivo a Parma, per un bellissimo progetto promosso da Ikea Italia che ha coinvolto anche l’artista Giulio Vesprinie ho colto l’occasione per scambiare con lui qualche pensiero sul mondo dell’arte.

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@seacreative

Com’ è iniziato il tuo percorso artistico? E’ stata una tua scelta o hai iniziato a dipingere per caso?

Da che mi ricordi ho sempre scarabocchiato, penso come tutti i bambini di una volta almeno…. la passione invece è iniziata per caso circa nei primi anni 90’ vedendo su una rivista di skate i primi graffiti. Mi hanno subito affascinato e da lì in poi ho cominciato.

 

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@seacreative

So che hai studiato graphic design, questa esperienza ti ha aiutato nel diventare un artista? Pensi sia determinante un percorso accademico o è possibile diventare artisti anche in modo autonomo?

Gli studi di graphic design non mi hanno aiutato a diventare un artista, ma hanno sicuramente influenzato il mio modo di disegnare. Tutto quello che mi circonda, eventi, passioni e amici lo influenzano ogni giorno. Sicuramente avere una base accademica aiuta, ma non è indispensabile: conosco molti artisti che non hanno fatto studi accademici, ma risultano comunque molto validi. Il talento non si studia: può essere migliorato certo, ma non si studia!

 

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@seacreative

Quali sono le origini del tuo nome d’arte, prima Sea e poi SeaCreative?

Prima era Sea, me lo porto dietro dai tempi dei graffiti: era la mia tag. SeaCreative è nato quando ho registrato il mio dominio internet per necessità e da lì in poi hanno iniziato a scrivere SeaCreative su interviste e articoli, ma il mio nome in realtà è Sea.

 

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@seacreative

Pensi esista una differenza tra essere artisti e essere street artist? Tu come ti identifichi?

La parola street artist è un'etichetta creata dai media che vuol dire tutto e niente, nel becero tentativo di etichettare un movimento allora sconosciuto. Non perdiamo di vista che prima di tutto siamo artisti. Personalmente mi identifico artista nel senso più ampio del termine! L'artista è una persona che esprime la sua personalità attraverso un mezzo che può essere un'arte figurativa, in realtà io sono solo una persona che ama disegnare e cerca di poter vivere ogni giorno di questo amore.

 

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@seacreative

Quali sono i tre progetti che più ti hanno dato soddisfazione?

Sicuramente in primis LILLO IL MARINAIO per come è stato recepito dalla gente, è entrato subito nei cuori dei messinesi. Quando mi scrivono lo chiamano per nome, questo fa capire come è diventato parte integrante della comunità. Non è solo un disegno su un muro ma uno di loro. Al secondo posto l’intervento per IKEA a Parma nel cavalcavia di Via Trento, sempre per il riscontro che ha avuto nella cittadinanza grazie alla quale dopo un primo step estivo, sono stato chiamato alcuni mesi fa dal comune per proseguire e concludere l’intervento! Al terzo posto c'è il lavoro realizzato a Genova nel quartiere di Sampierdarena a quattro mani con l’amico Mr Fijodor. Questo lavoro è stato contestato da alcuni rappresentanti comunali con la minaccia di copertura, ma poi è stato salvato grazie all’entusiasmo dei cittadini del quartiere.

 

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@Elena Bonaccorsi

Parlando del tuo lavoro per Ikea a Parma, alcuni tuoi colleghi pensano che la street art debba rimanere una passione e non debba essere legata a progetti con privati e quindi ad eventuali remunerazioni. Secondo loro questo tipo di comportamento può ledere la libertà dell’artista. Tu che cosa ne pensi?

Non mi pongo restrizioni, valuto di volta in volta se partecipare a un progetto o meno. Non ho nessun obbligo, scelgo in libertà, scendo a compromessi a volte, cercando sempre di riflettere sulle mie scelte. In alcune situazioni questi limiti mi aiutano a scovare nuove soluzioni e idee, dipende da come uno li vive. Ognuno ha la libertà di fare le sue scelte e di pensarla in modo diverso, l’importante è avere coerenza con se stessi.

 

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@travelonart

Che cosa ne pensi dei festival di street art? Partecipi ad alcuni di questi eventi?

Anche qui il discorso è veramente ampio, quindi condivido con te un paio di considerazioni. Diciamo che ormai in Italia ogni comune, anche quello più sperduto, vuole il suo festival di street art, cosa non negativa, ma molte volte si organizzano eventi senza avere le competenze necessarie e senza documentarsi in modo corretto. Quello che una volta era organizzato da ragazzi con una passione è diventato uno specchietto per le allodole per far belle le varie amministrazioni comunali. L'altro aspetto è che tutti questi festival hanno dato vita ad una nuova ondata di artisti che con la strada non hanno mai avuto a che fare quindi chiamiamoli con un altro nome, non festival di street art. Per concludere, partecipo a festival ed eventi e ognuno ha la sua storia. Non si può generalizzare, c’è ancora un sacco di gente che ci crede e si sbatte per portare avanti bei progetti con tutte le difficoltà del caso!

 

seacreative

@seacreative

Ho visto il tuo ultimo murales realizzato ad Ascoli Piceno e mi ha colpito molto: mi puoi raccontare l’origine del tuo lavoro e in quanto tempo lo hai realizzato?

Se non ricordo male è stato realizzato in tre giorni grazie anche al supporto dei ragazzi dell' associazione Defloyd che non si sono tirati indietro davanti ad asta e rullo! Data la forma molto allungata della parete l’idea era quella di creare una grande opera che a sua volta era formata da opere più piccole in modo da avere diverse chiavi di lettura. La sfida era quella di mixare in un unico lavoro le diverse tipologie di intervento che utilizzo, da quelle più astratte a quelle più figurative, creando un lavoro uniforme e armonioso. Ho deciso di percorrere una strada più sintetica dove dare risalto al segno e al colore.

 

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Infine, il tuo obiettivo di artista qual è? Che cosa vuoi raccontare attraverso i tuoi lavori?

Il mio obiettivo è continuare a vivere con i miei lavori, che essi siano su muro, carta o altro. Attraverso i miei lavori a volte racconto storie, sensazioni, stati d’animo. Altre volte lascio che sia la gente a raccontarle!

 

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Anna Fornaciari
takeawayartblogger@gmail.com

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2 Comments
  • andrea saccani
    Posted at 19:26h, 01 febbraio Rispondi

    meraviglioso e intelligente!

    • Anna Fornaciari
      Posted at 13:46h, 02 febbraio Rispondi

      Sì è un artista davvero di talento! La sua opera nel sottopassaggio di Parma è bellissima!

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