Santo Palato: la mostra sui collage del collettivo Jamais Vu

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Santo Palato: la mostra sui collage del collettivo Jamais Vu

Qualche tempo fa abbiamo intervistato un’illustratrice che ci piace molto, Isabella Bersellini. Durante la nostra chiacchierata abbiamo scoperto che Isabella fa parte del giovane collettivo Jamais Vu, una realtà molto dinamica ed interessante per l’organizzazione di eventi e di mostre. Dal 13 al 21 maggio, l’ex palazzo Littorio di Fidenza, da tempo in stato di abbandono, verrà travolto da colori e collage provenienti da diversi paesi del mondo.

La mostra “Santo Palato” sarà una manifestazione artistico-visiva di 9 giorni, rievocativa della storica cucina futurista della Taverna Santopalato di Torino, inaugurata l’8 marzo 1931. Verranno esposte le opere di collagisti di calibro non solo nazionale ed internazionale a cui è stato chiesto di interpretare le ricette delle portate servite all’epoca. Gli artisti provengono dalla scena di due importanti collettivi: gli informali e Oltre Collage. Nello specifico saranno presenti Walter Paganuzzi, Alison Kurke, Teatro Balocco, Raffaello Pacini,Paolo Cabrini, Franz Samsa, Sasha Itchi, Fred Free, Emidio Bernardone. In occasione di questo evento abbiamo fatto due chiacchiere con Isabella, facendoci raccontare qualcosa in più sulla mostra.

 

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Allora Isabella, com’è nato il collettivo Jamais Vu e quali sono i suoi obiettivi?

Dopo una piccola mostra organizzata insieme un po’ per caso, mentre smontavamo l’allestimento ci siamo detti “perché non farlo ancora?”. Ci abbiamo preso gusto e anno dopo anno eccoci qui: un gruppo di persone con la passione per l’arte che lavorano con l’obiettivo di far conoscere gli artisti che amano in modo semplice e divertente.

 

Da dove è nata l’idea di creare una mostra di collagisti?

Era un po’ che seguivamo sui social la corrente del collage, con i suoi collettivi organizzatissimi, ma totalmente fuori dagli schemi. Ci siamo innamorati della loro estetica: una perfetta unione tra immagini vintage e visioni contemporanee che ci ha ricordato tanto i manifesti pubblicitari dei futuristi. E poi la tecnica del collage ci è sembrata molto simile al lavoro di uno chef che seleziona gli ingredienti migliori e li unisce per creare un mix unico.

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Come mai vi rifate alla cucina futuristica della Taverna Santopalato, a cui si ispira anche il titolo della mostra?

Oggi si parla tanto di cucina, soprattutto in televisione, nella nostra zona poi mangiare bene è praticamente un’ossessione con una venerazione vera e propria delle tradizioni culinarie. Pur rispettando questa cultura ci piaceva provare a mostrare una visione diversa della cucina, più provocatoria e trasgressiva, che nonostante sia stata partorita negli anni 30 è incredibilmente attuale.

 

Ci puoi raccontare qualcosa sugli artisti che esporranno?

Gli artisti che abbiamo la fortuna di ospitare fanno parte di due grandi collettivi: Gli Informali e Oltre Collage, attivissimi entrambi con mostre, workshop e fanzines. Arrivano un po’ da tutto il mondo, perché una cosa molto bella della cultura del collage è l’incredibile collaborazione che si crea tra artisti, spesso difficile da trovare in altri ambiti. Hanno tutti e 9 un modo personalissimo e particolare di interpretare questa tecnica, il che ne mostra la versatilità totale.

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Che potenzialità ha per voi il collage nella contemporaneità?

Credo sia un tipo di arte molto interessante per il suo lato di ricerca e riutilizzo: immagini ed estetiche di tutte le epoche vengono estrapolate dal loro contesto classico ed unite insieme per creare qualcosa di completamente nuovo. Mi piace questo dare nuovo valore all’immagine, è un modo per attualizzare qualcosa di passato e regalargli un nuovo posto nella contemporaneità.

 

Che cosa vuole raccontare questa mostra?

Una caratteristica fondamentale di questa mostra è la location. Riapre infatti un palazzo storico della città, che nel corso degli anni ha visto gli utilizzi più disparati: sorto negli anni ‘30 come Palazzo Littorio, è stato poi Casa del Popolo, ha ospitato Cinema, Scuole di Musica, fino a diventare Liceo Classico negli anni ‘70 per poi venire chiuso nei primi anni 2000. Trovo sia molto bello saper dare valore nuovo a luoghi che fanno parte della storia della città, non lasciarli chiusi a morire lentamente tra infiltrazioni e crolli.

 

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Quali saranno i giorni e gli orari di apertura della mostra?

La mostra inaugura sabato 13 maggio alle 18.30 con la prima di 4 serate dedicate alla musica jazz e swing. Le altre saranno domenica 14, sabato 20 e domenica 21, sempre dalle 18.30 a mezzanotte. Gli altri giorni la mostra sarà visitabile invece dalle 18.00 alle 21.00.

 

Che cosa vorreste che gli spettatori si portassero a casa dopo aver visitato questa mostra?

Mi piacerebbe che le persone potessero fare un tuffo negli anni ‘30 ed apprezzare quanto arte, musica e nel nostro caso anche cucina, siano state incredibilmente anticonformiste ed innovative, nonostante le enormi difficoltà date dal clima politico e dalla qualità della vita del tempo. Sarebbe bello ritrovare quella vivacità artistica anche oggi!

 

Ringraziamo Isabella per la chiacchierata e per le foto in anteprima di alcune delle opere esposte: non perderti l’inaugurazione di Santo Palato!

 

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