Martina Francone e il suo abbecedario illustrato di viaggiatrice solitaria

Come sai tra le cose che più amiamo ci sono le illustrazioni ben fatte e i viaggi, così quando abbiamo scoperto i lavori di Martina Francone, su Instagram il suo account è @malva.illustration,  non abbiamo potuto fare a meno di scriverle per proporle una chiacchierata. Giovanissima e originaria di Saluzzo, piccola cittadina del Piemonte che abbiamo conosciuto durante un blog tour, ha saputo raccontare le sue esperienza in giro per il mondo in modo del tutto originale, con un focus speciale sui viaggi femminili in solitaria. Molto spesso, quando una ragazza prepara il suo zaino e decide di partire senza amici o fidanzati al seguito, compare uno stuolo di persone che storce il naso: d’altronde si sa che, secondo i migliori stereotipi, una donna che viaggia da sola si mette in rischio. Per fortuna esistono persone come lei, che si è messa in gioco in prima persona, cercando di sfidare questo tabù e realizzando un abbecedario di viaggio illustrato di cui ci siamo completamente innamorate.

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@Martina Francone

Martina, quali sono tre aggettivi che useresti per descrivere la tua personalità?

Ve ne dico uno solo, che determina però tutti gli aspetti negativi e positivi della mia personalità: irrequieta. Non riesco a stare ferma, sono alla continua ricerca di “qualcosa in più” e di cambiamenti positivi. Da un lato questa mia indole mi porta ad essere ansiosa e spesso insoddisfatta, dall’altro mi spinge a provarci sempre e mi rende determinata. La mia filosofia di vita è che non va sprecato neanche un minuto: appena un’idea sfiora la mia mente, devo metterla in pratica.

 

Abbiamo letto che stai studiando Design e Comunicazione Visiva al Politecnico di Torino e hai cominciato a lavorare come illustratrice freelance: hai sempre pensato di voler diventare una illustratrice o è una passione esplosa da poco?

Disegno da sempre e già da piccolissima sognavo di illustrare libri. Il fatto di essere nata in un paese piccolo e con poca spinta creativa con il tempo mi ha indotta a credere che l’unica possibilità fosse quella di mantenere il disegno come hobby di poco conto. Andare a vivere a Torino per l’università e scoprire che le mie illustrazioni venivano notate ed apprezzate è stata una piacevole sorpresa e mi ha aperto gli occhi su quanto in realtà sia vivo il mondo creativo.

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@Martina Francone

Com’è la tua scrivania mentre lavori? Che cosa non può mai mancare?

Tutte le mattine prendo quella torre di cose impilate che la sera prima ho spostato in un angolo e le dispongo sulla mia scrivania. La giornata può cominciare. La tazza di caffè si trova alla mia sinistra, il pc e la tavoletta grafica di fronte a me, a destra la cancelleria: matite, gomma, rapidograph all’altezza del pc; le agende all’altezza della tavoletta grafica. Con “le agende” intendo davvero un insieme di diari: partendo dal basso, in ordine di grandezza, si trovano il mio album da disegno, l’agenda con gli impegni giornalieri, quella creativa in cui appunto parole chiave e idee che mi vengono in mente, e quella delle lingue straniere.

 

Oltre alla passione per la comunicazione visiva, sappiamo che sei una viaggiatrice seriale: è stato difficile iniziare a viaggiare da sola? Qual è l’oggetto, se esiste, che hai sempre portato con te?

Ho iniziato a viaggiare da sola perché sentivo il bisogno di conoscermi meglio, prendermi del tempo per me stessa e scoprire il mondo con occhi nuovi. Non è stato difficile perché era esattamente quello che volevo, forse spiazzante per l’abitudine che abbiamo di stare sempre in compagnia di qualcuno. Ma, come vi ho detto, amo i cambiamenti e spezzare la routine, quindi fin dall’inizio quella situazione è stata elettrizzante. Stare da sola mi ha permesso di osservare con più attenzione ed instaurare rapporti meno superficiali con persone appena incontrate. Un’altra lezione che volevo dare a me stessa era quella di liberarmi dalle cose materiali, almeno in viaggio. Per questo mi porto sempre dietro il minimo indispensabile, ma quello che non manca mai è un’agenda. L’unica abitudine a cui non posso rinunciare è quella di scrivere e disegnare.

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@Martina Francone

Quali sono i paesi che ti hanno conquistata di più?

Ho un debole per i paesi nordici. In particolare mi è entrata nel cuore la Scozia, in parte anche per il fatto che è stato il mio primo viaggio da sola. 19 anni, un volo da Milano a Edimburgo, uno zaino troppo leggero e le mani che tremavano. Avevo pochi soldi da parte e troppa voglia di vedere posti nuovi, così ho iniziato ad usare couchsurfing ed a spostarmi ogni due giorni da una città all’altra, da un divano all’altro. L’altro paese che mi ha conquistata è l’Islanda, un mondo a sé fatto di paesaggi surreali e natura incontaminata.

 

Ti va di svelarci un segreto o una esperienza di un tuo viaggio che non ha mai raccontato a nessuno?

Il mio benvenuto ad Aberdeen, in Scozia. Appena arrivata in città, uscendo dalla stazione ho tirato fuori dallo zaino il panino che mi ero accuratamente preparata la mattina. Proprio quando stavo per addentarlo, ho sentito qualcosa colpirmi. Mi sono guardata le mani ed il panino non c’era più. Di fronte a me un gabbiano se lo stava beatamente mangiando. Da quel momento ho paura dei gabbiani.

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@Martina Francone

Dalle tue due grandi passioni è nato l’Abbecedario illustrato per i viaggi in solitaria: come ti è nata l’idea? Quali sono le tue lettere preferite?

Rileggendo i miei diari di viaggio, in cui avevo annotato parole chiave relative a ciò che provavo, ho pensato di illustrarle, unendo così le mie passioni. Quelle che mi stanno più a cuore sono sicuramente: B- bastare a se stessi e N- non arrendersi. “Bastare a se stessi” perché siamo così abituati ad essere sempre in compagnia di qualcuno che non avere nessuno con cui condividere pensieri, con cui prendere decisioni, con cui mangiare, può spaventare. Questo è sbagliato, siamo una compagnia di noi stessi migliore di quanto crediamo. “Non arrendersi” mi fa pensare a quando mi sono trovata in difficoltà ed avere qualcuno accanto mi avrebbe aiutata. Il punto è credere in sé e le soluzioni si trovano anche da soli.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto come illustratrice? E come viaggiatrice?

Sicuramente illustrare le copertine dei libri. Sono un’appassionata di tutto ciò che riguarda l’ambito editoriale e poter lavorare in quel campo sarebbe un sogno. Come viaggiatrice invece vorrei che un giorno la donna fosse libera di viaggiare da sola senza dover subire tentativi di dissuasione da parte dei conoscenti, senza essere guardata come pazza, ma soprattutto senza dover aver paura quando la sera torna da sola in ostello.

 

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