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Marta Bi e il suo mondo a colori

Le illustrazioni di Marta Bi ci piacciono davvero tantissimo: il suo è un mondo a colori, in cui gli sfondi bianchi non esistono e le creature della natura prendono vita, diventando protagonisti di splendidi micro racconti. Dopo la chiacchierata con Chiara Fucà, abbiamo deciso di proseguire il nostro viaggio alla scoperta degli illustratori italiani e siamo felici di aver conosciuto Marta.

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Giovanissima e meravigliosamente creativa, si è diplomata al Liceo Artistico, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bergamo e ora sta frequentando il MiMaster a Milano. Il suo stile è assolutamente inconfondibile e la sua sensibilità riesce ad arrivare dove la mente a volte si ferma: questa sua caratteristica ci ha conquistate e ci ha spinte a seguirla sulla sua pagina facebook e il suo profilo instagram. Se anche voi volete prendere una pausa dalla vostra vita, travestirvi di sogni ed immergervi in un mondo colorato, non perdetevi la nostra intervista a Marta Bi!

marta bi

@Marta Bi

Com’è nata la tua passione per l’illustrazione?

Non so dire come sia nata la mia passione per l’illustrazione.Fin da piccola ho sempre avuto la passione per il disegno e ho sempre desiderato che questo potesse coincidere in qualche modo con il mio lavoro.Fino a poco fa però non mi era ancora chiaro il modo, mentre ora, con l’illustrazione, posso finalmente dire cosa voglio fare da grande.

Quali sono i tre oggetti che non possono mai mancare sulla tua scrivania mentre lavori e da dove trai l’ispirazione per i tuoi lavori?

Senza dubbio un paio di cuffie e una buona playlist, una tisana e tanti tanti fogli sparsi per scarabocchiare quando non riesco subito ad avere l’idea. Per quanto riguarda l’ispirazione, direi che arriva da tante vie differenti. Sono molto legata al mondo della natura e degli animali, ma a volte mi piace perdermi nelle bellezze e nelle architetture urbane e cittadine.Mi piace immaginare personaggi diversi, a volte prendendo spunto da persone realmente esistenti, altre volte inventandoli da zero. Amo molto anche il cinema e il suo immaginario e capita che prenda spunto anche da lì, di tanto in tanto.

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 @Marta Bi

So che hai studiato all’ Accademia di Belle Arti di Bergamo: il tuo percorso accademico ha condizionato le tue scelte lavorative?

Il mio percorso accademico direi che non ha condizionato le mie scelte lavorative, la decisione di tuffarmi nell’illustrazione è arrivata negli ultimi anni di Accademia, dopo lunghi periodi di dubbi e crisi universali. Forse non mi sono mai sentita nel posto giusto, poiché l’illustrazione non faceva parte dei percorsi di studio accademici. Anzi direi che proprio non se ne parlava. L’ho scoperta pian piano e da autodidatta!

Quali sono i tuoi tre illustratori preferiti?

Vado sempre un po’ in crisi quando mi viene chiesto di scegliere i miei preferiti, di qualunque campo si tratti, ovviamente in questo campo poi è davvero difficile sceglierne solo tre. In questo caso posso scegliere tre illustratori di cui mi sono innamorata da poco e sono: Emiliano Ponzi, Philip Giordano e Èlo.

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 @Marta Bi

Quali sono gli strumenti che usi maggiormente per lavorare? E quanto margine di libertà creativa hai in un lavoro commissionato da un cliente?

Per lavorare ultimamente mi affido alla tecnica digitale, sia di disegno che di colorazione, altre volte uso una tecnica mista di disegno manuale e successivamente rifinisco i particolari in digitale. I bozzetti però si fanno solo a mano! Il margine di libertà creativa in un lavoro chiaramente dipende dal cliente. Come in qualsiasi altro lavoro a volte bisogna scendere a compromessi, soprattutto se ci sono delle linee guida e delle idee specifiche da seguire. Si cerca di fare il possibile per accontentare chi ci siede di fronte, cercando comunque di non perdere totalmente se stessi. Io per fortuna fino ad ora, nella mia piccola esperienza lavorativa su commissione, sono stata fortunata.

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Preferisci bere il tè o il caffè? E quali sono tre aggettivi che definiscono al meglio la tua persona?

Entrambi! Il te lo associo più ad una pausa lunga e contemplativa, il caffè, invece, è un esigenza vitale. Se dovessi scegliere tre aggettivi per descrivermi sono: smemorata, sognatrice ed eccessivamente sensibile.

Che consigli daresti ad un ragazzo che sceglie di fare l’illustratore?

Domanda difficile dato che anche per me, quella dell’illustrazione, è un’avventura nuova.Sono la prima a chiedere consigli a chiunque ma, se dovessi darne uno io, sarebbe sicuramente quello di continuare a coltivare la passione, prima di ogni altra cosa.

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 @Marta Bi

Oltre al lavoro di illustratrice, quali sono le tue passioni? E quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Non mi sono mai ritrovata nella condizione di elencare le mie passioni, ma se dovessi sceglierne alcune senza dubbio sarebbero in primis, gli animali. Credo sarei un’ottima “coccolatrice” di animali di professione.Poi il cinema, le serie tv e i cartoni animati, i pony e gli unicorni (sì, quelle cose che teoricamente dovrebbero piacere alle bambine…). Poi cantare da sola in macchina quando nessuno sente, il cacao e qualsiasi tipo di alimento che lo contenga, leggere (non da sempre) però ho scoperto che è bello, osservare le persone sui mezzi (senza troppa insistenza però) cercando di immaginarmi le vite altrui.

Mi piacciono anche le cose un po’ più materialiste tipo le scarpe e le borse, cose da signorina, insomma. E amo quell’ora del giorno in cui tutti sembrano immobili o in attesa di qualcosa, intorno alle 7 più o meno, quando in cielo c’è un tipo di blu che c’è solo a quell’ora. Invece non ho ancora un progetto per il futuro, però mi piacerebbe comprare una barca e farci il giro del mondo e illustrarlo, ovviamente!


PH copertina: Marta Bi

1Comment
  • andrea saccani
    Posted at 18:56h, 21 Febbraio Rispondi

    molto brava.
    fa solo disegni colorati o anche in bianco e nero?

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