La Tour Paris 13: la galleria di street art parigina

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La Tour Paris 13: la galleria di street art parigina

Oggi vi parlerò di uno dei luoghi più belli che siano mai esistiti: la galleria temporanea di street art La Tour Paris 13. Non so quanti di voi ne abbiano sentito parlare, ma La Tour era situata lungo La Senna, tra la Biblioteca Nazionale di Parigi e la Cité de la Mode et du Design. Mi chiederete che cosa sia e soprattutto perché io parli di un posto che non esiste più, ma La Tour 13 era un palazzo di ben 9 piani destinato alla demolizione, elemento che indubbiamente le ha conferito un’aura effimera, tipica dell’arte di strada.

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A chi è venuta la folle e geniale idea di creare un capolavoro artistico in un palazzo condannato alla demolizione? Sono stati Mehdi Ben Cheikh della  Galerie Itinerrance e Christian Omodeo,direttore dell’agenzia parigina Le Grand Jeu che, dopo aver ottenuto tutti i permessi necessari, hanno chiamato 80 artisti di strada provenienti da tutto il mondo. Perché questa scelta? Probabilmente perché era l’ultima occasione per allestire una galleria d’arte temporanea, portando in auge  sia a livello urbano sia a livello mediatico una forma d’arte che nel tempo ha subito tante critiche, troppe a mio parere.

Corleone et Kruella - La Tour13 - 2è étage appartement #924

@Corleone et Kruella – La Tour13

Immaginate l’entusiasmo degli artisti che hanno avuto a disposizione 9 piani di un edificio, 36 appartamenti da utilizzare a proprio piacere per creare la propria arte, mica male eh?  L’edificio è stato aperto per un intero mese, il mese di Ottobre del 2013, e dal 1 Novembre ha chiuso le porte lasciando solo un sito web e un compito per “salvarla”. Io purtroppo non ho avuto occasione di visitare questo tempio della street art, vi assicuro che ancora oggi vorrei piangere, ma posso tramandarvi il racconto di alcuni amici che ci sono stati. Per motivi di sicurezza era stato stabilito che potessero entrare solo 49 persone alla volta, per un tempo stabilito, e le file di attesa dicono essere state davvero lunghe.

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Salendo da un piano all’altro era possibile entrare in un mondo parallelo, tipo Alice nel Paese delle Meraviglie, in cui colori, linee e figure si mescolavano tra loro in un vortice di emozioni visive senza precedenti. Dai gatti di C215 ai muri scrostati di Alexandre Farto, senza dimenticare i gessi di Inti: un tributo alla bellezza in ogni sua accezione.

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@La Tour Paris 13

Uno degli aspetti più belli, a mio parere, di La Tour Paris 13 è che sia stato anche un progetto collettivo, oltre ad essere una sorta di progetto-manifesto. Infatti una volta chiuse le porte, a inizio novembre, era iniziato il “salvataggio” su internet, dove gli utenti hanno potuto salvare le loro opere preferite pixel dopo pixel. Ed infine, a Marzo 2014, sono state iniziate le riprese del documentario che racconta la demolizione e che potete vedere ancora oggi, a quasi due anni di distanza.

La Tour Paris 13 non è stata solo un capolavoro artistico e rivoluzionario, ma  una torre nella quale le vite di artisti e visitatori si sono susseguite, per mesi e mesi. Un rifugio segreto in cui rifugiarsi per un periodo di tempo breve certo, ma che nessuno di noi dimenticherà mai. Non perdetevi il documentario, mi raccomando!


PH copertina: La Tour Paris 13

 

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