Giardino Viaggio di Ritorno: un parco in Maremma tra arte e riciclo

giardino viaggio di ritorno copertina foto

Giardino Viaggio di Ritorno: un parco in Maremma tra arte e riciclo

Hai mai sentito parlare di Giardino Viaggio di Ritorno? Se è la prima volta che lo senti nominare allora sei nel posto giusto per scoprirne la storia e conoscere colui che lo ha ideato. La possibilità di avventurarmi in questo giardino si è concretizzata in un caldo pomeriggio di fine agosto, quando tra lecci e querce secolari, ho conosciuto Rodolfo Lacquaniti. In questo articolo voglio raccontarti il Giardino Viaggio di Ritorno e farti conoscere le opere che più mi hanno colpito, senza dimenticare di lasciarti le indicazioni per visitarlo.

Come nasce Giardino Viaggio di Ritorno

Giardino Viaggio di Ritorno nasce nel 2002 nelle campagne del comune di Castiglione della Pescaia, in Maremma. Il progetto prende vita sulle spoglie di un vecchio casale del primo Novecento, Podere il Leccio, che il bioarchitetto Rodolfo Lacquaniti ha ripensato e trasformato in un bioagriturismo completamente ecosostenibile, affiancato da un un giardino di arte contemporanea.

Per la realizzazione delle opere che abitano il giardino sono stati applicati i canoni della bioarchitettura e della recycled art che impiega unicamente materiali di scarto, rifiuti, rottami capaci di diventare una forma di riappropriazione poetica. Qui ogni scultura è posizionata in un preciso punto, consigliato dall’ambiente stesso: alcune in sintonia con certi alberi, altre con la luce e l’aria, diventando perfino casa per gli animali. Il sole è l’elemento naturale protagonista di questo giardino perché il suo percorso nel cielo, da est ad ovest, supporta il viaggio di tutte le opere verso la luce.

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Giardino Viaggio di Ritorno podere

@Finestre sull’Arte

Le opere più significative del giardino

Tutte le opere presenti nel giardino sono state realizzate da Rodolfo Lacquaniti che, oltre ad essere bioarchitetto, è anche artista. Durante la visita ho avuto il piacere di farmi raccontare la storia di ogni opera, ma quattro di queste hanno colpito la mia attenzione in quanto portatrici di messaggi importanti:

  • l’opera intitolata L’Arca è stata realizzata in risposta alla tragedia dei migranti. L’artista ha deciso di costruire una barca simbolica come segno di riconoscenza verso tutte quelle persone che, per salvarsi, hanno perso la vita;
  • la Balena n°4 costruita con alcune reti da pesca si impone nel giardino con i suoi 20 metri di lunghezza. Puoi entrare al suo interno e vivere come Pinocchio nella pancia della Balena;
  • la Sfera di luce è composta da archi provenienti dalle serre, uniti a creare una sfera. Al suo interno ci sono blocchi di vetro di fonderia degli anni Sessanta e bottiglie provenienti dalla collezione Seltz dell’artista. L’opera lavora su diversi campi sensoriali: dal suono quando soffia il vento alla brillantezza quando è toccata dai raggi del sole;
  • Formica è l’opera più recente del parco, costituita da tubi di ferro e guaine termiche. L’opera di grandi dimensioni e molto suggestiva vuole comunicare un’idea di pace tra le diverse specie.

Giardino Viaggio di Ritorno balena

@Giardino Viaggio Di Ritorno di Rodolfo Lacquaniti Arte Contemporanea

Non solo il parco

Terminato il percorso espositivo esterno non ti resta che visitare la sezione interna dedicata alle opere della mostra The Garbage Revolution, esposta nel Gennaio 2014 alla stazione Leopolda di Firenze. Un centinaio di personaggi fantascientifici, che Lacquaniti individua come “I Mutanti”, appariranno ai tuoi occhi. Si tratta di opere generate attraverso l’assemblaggio e la lavorazione di rifiuti e scarti, che grazie ad uno spostamento creativo hanno riscoperto una nuova vita.

Giardino Viaggio di Ritorno non è solo un parco di arte contemporanea, ma anche un itinerario in cui puoi  far viaggiare la fantasia e tornare bambino, dove le opere d’arte, realizzate interamente con materiali di scarto, si fondono con il paesaggio campestre che le accoglie.

Il Giardino dista solo quindici minuti da Grosseto, ma purtroppo non ci sono mezzi pubblici che ti conducono  alla meta. Questo giardino è dedicato a chi vuole affrontare una passeggiata lenta, guidata dall’artista in prima persona, tra installazioni portatrici di storie.

Attualmente è possibile visitare il Giardino, prenotando la visita via email a [email protected]

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Articolo di Giulia Artoni

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