Emilio Isgrò: il grande cancellatore in mostra a Milano

Emilio Isgrò è uno tra i più famosi artisti contemporanei italiani, lo dicono tutti. Le sue cancellature hanno fatto la storia, ma in molti si chiedono come la cancellatura di una parola possa essere considerata arte. E da qui la fatidica domanda: ma l’arte di Emilio Isgrò è veramente arte? Dopo aver visitato in anteprima la mostra “Emilio Isgrò”, allestita a Milano tra Palazzo Reale, Casa Manzoni e Gallerie d’Italia, siamo rimaste ancora più affascinate dal talento poliedrico di questo grande artista, così vi racconteremo perché, secondo noi, quella di Isgrò può e deve essere considerata arte con la A maiuscola.

emilio isgrò

@Palazzo Reale

Siciliano di origine e milanese di adozione, Isgrò ha fondato un nuovo linguaggio, originale e composito. Le cancellature che lo hanno reso celebre risalgono ai primi anni sessanta e hanno aperto la strada ad un nuovo modo di intendere il valore della parola e della comunicazione. L’artista ha iniziato ad intervenire sul testo, che fossero manifesti o libri, fumetti e riviste, coprendo con un segno nero deciso la maggior parte delle parole. Molti lo hanno accusato di compiere un’azione nichilista, ma in realtà l’obiettivo di Isgrò era esattamente il contrario: la cancellatura è il mezzo attraverso cui ha fatto spiccare in modo particolare alcune parole e alcune frasi. La sua idea? Rinforzare la dignità della parola.

La cancellatura non è una banale negazione ma piuttosto l’affermazione di nuovi significati: è la trasformazione di un segno negativo in gesto positivo.

emilio isgrò

@Travelonart

Gli anni sessanta hanno visto il successo della Pop Art americana con il conseguente primato del ruolo dell’immagine all’interno della società. La motivazione di questo trionfo è chiara: gli Stati Uniti erano il teatro di un melting pot culturale e linguistico assolutamente unico. Davanti ad una varietà culturale e linguistica di questo tipo, non poteva essere il linguaggio il minimo comune denominatore, bensì l’immagine, icona di comprensione generale.

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La realtà italiana era però ben diversa così Emilio Isgrò ha scelto di rivoluzionare il paradigma americano, dandone una interpretazione differente, ma altrettanto efficace. Questa inversione è stata realizzata attraverso un autentico e originalissimo paradosso: cancellare le parole per evidenziarne il potenziale. Nella poetica di Isgrò la parola viene nascosta e cancellata proprio per rinforzarne la dignità: non una azione nichilista, bensì un’azione valoriale.

Emilio Isgrò

@Archivio Emilio Isgrò

Le opere con cui si è imposto all’attenzione della critica sono Dio è un essere perfettissimo come una Volkswagen, il Cristo Cancellatore, composto da ben 38 volumi quasi interamente cancellati, e Dichiaro di non essere Emilio Isgrò, tutti capisaldi del suo linguaggio artistico. Oltre ad un talento visionario, Isgrò vanta un’umorismo e una lungimiranza che lo hanno reso un artista assolutamente contemporaneo. Alcuni dei suoi lavori realizzati negli anni settanta conservano un’attualità devastante, raccontando la società di oggi con la stessa sensibilità ed efficacia dei primi anni.

Ne è un esempio il capolavoro intitolato Costituzione Cancellata: persino la Costituzione, quotidianamente citata come il deposito dei valori della nostra identità nazionale, è stata sottoposta ad una tragica perdita di senso. Dalle cancellature emerge comunque un messaggio chiaro: le parole ricomposte originano un messaggio assolutamente spiazzante. Nonostante la cancellatura che l’ha resa irriconoscibile, chi vince è sempre e comunque la poesia della parola. A proposito dell’attualità della cancellatura ecco alcune parole pronunciate dallo stesso artista:

Alle origini, probabilmente, la cancellatura non fu che un gesto: uno dei tanti gesti che gli artisti compivano un tempo per segnare di sé il percorso della vita e del mondo. Essa mi si è di fatto trasformata tra le mani anno per anno, minuto per minuto, piegandosi meglio di quanto volessi o sperassi al mio desiderio d'artista.

emilio isgrò

@Archivio Emilio Isgrò

La mostra, visitabile dal 29 giugno al 25 settembre e curata da Marco Bazzini, espone a Palazzo Reale una selezione di lavori storici ricca di oltre 200 opere tra libri cancellati, quadri e installazioni. Alle Gallerie d’Italia potrete vedere l’anteprima del celebre ritratto di Alessandro Manzoni dipinto da Hayez e cancellato in bianco e presso la Casa del Manzoni potrete ammirare un nuovo lavoro: I promessi sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati. Il grande merito di questa mostra è quello di aver ricreato, in modo completo ed esteticamente impeccabile, l’intero corpus artistico di Emilio Isgrò, operazione non certo facile e per questo ancora più ammirevole.

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Oltre alle opere storiche, come Gengis Kahn e L’ora italiana, siamo rimaste estremamente colpite da Modello Italia, lavoro realizzato quattro anni fa. Ancora una volta pare che Emilio Isgrò possieda il talento di predire il futuro: i colori vivaci che illuminano la sagoma del nostro Paese, facendolo emergere da una coltre di pesantissimi tratti neri che lo offuscano, urlano un autentico messaggio di speranza. Secondo l’artista, malgrado tutto l’Italia può ancora offrire al resto del mondo uno sguardo speciale, frutto di un modello culturale alto: sta a noi saperci proiettare verso un futuro diverso.

emilio isgrò

@CSAC Università di Parma

Ci vuole una crescita generale e l'arte può rappresentare la punta di diamante, può aiutare a risvegliare energie sopite: se abbiamo una cattiva politica sopravviviamo, se abbiamo una cattiva arte siamo destinati a sparire.

Conoscere la parola, saperla interpretare e coglierne l’essenza è l’unico vero strumento per costruire la propria libertà di uomini e donne. Questo è il messaggio che Emilio Isgrò ha fatto emergere con forza durante i suoi anni di lavoro. Un messaggio attuale ed esplosivo in cui ognuno di noi può e deve riconoscersi. Grazie all’arte di Isgrò, veniamo tutti rivestititi del ruolo attivo di lettori, ristabilendo una relazione etica e positiva tra gli uomini e la loro capacità di linguaggio.

Riscoprire il messaggio è l’unico modo che possediamo per raggiungere una piena comprensione della realtà circostante: il grande cancellatore Emilio Isgrò ci ha regalato una chance per riappropriarci in modo autentico del mondo in cui viviamo. Quindi, per rispondere alla domanda iniziale, se l’arte di Emilio Isgrò sia davvero arte, la risposta ci appare chiara ed inconfutabile: Isgrò ci ha regalato l’opportunità di riappropriarci del nostro essere persone pensanti e parlanti, impresa che solo un grande artista può compiere.

 

 

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