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Supertramp: in viaggio con Angelo Zinna

Dopo la chiacchierata pre partenza con Pietro e Andrea di Nessuno Ferma le Stelle, oggi parliamo con un altro super viaggiatore, che forse tutti voi già conoscerete per il suo blog Exploremore. Abbiamo iniziato a seguire Angelo Zinna quando, da bravo nomade, era sperduto tra paesi dell’Asia semi inesplorati.

Abbiamo seguito la sua impresa di viaggio con interesse, ma anche un po’ di invidia (di quella sana per intenderci), ammirando molto il coraggio di una scelta di questo tipo: uscire dalla comfort zone, mettere in discussione tutto della propria vita, percorrere strade poco (o mai) battute prima. Per questo abbiamo deciso di fare una chiacchierata con lui, cercando di capire qualcosa in più sulla sua idea di viaggio e prendere ispirazione dalla sua storia.

 

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@Angelo Zinna

Ma partiamo dall’inizio, la sua avventura è iniziata con un Working Holiday in Australia e con l’idea di fermarsi 6 mesi per provare un’esperienza di lavoro all’estero. È finita 5 anni e 20 paesi dopo. Cosa è stato a farti cambiare i piani?

L'Asia non è mai stata nei miei piani. Sono partito per l'Australia per 6 mesi, ma le cose sono andate diversamente. Non avevo calcolato tutti gli incontri e i cambi di programma che mi sono trovato di fronte. Ho lasciato che fosse semplicemente l'istinto a farmi strada.

A proposito, sapete che Angelo ha realizzato delle guide per chi come lui, vuole partire per un Working Holiday in Australia e Nuova Zelanda? Si tratta di guide tecniche, che spiegano in dettaglio tutto quello che serve e che si deve fare per iniziare una nuova vita agli antipodi!

> Scopri la guida Working Holiday Australia – Vivi, lavora e viaggia in Australia

> Scopri la guida Working Holiday Nuova Zelanda – Vivi, lavora e viaggia in Nuova Zelanda


Lasciarsi guidare dall’istinto per un viaggio di questo tipo, non è certo cosa da tutti. Però questa è la costante che guida un po’ tutti i veri viaggiatori: vivere il momento, lasciarsi guidare dalla strada, dall’istinto, non programmare eccessivamente ogni dettaglio del viaggio. Improvvisare però comporta anche una serie di rischi e richiede una buona dose di nervi saldi: questa a nostro avviso è una delle principali differenze tra chi sceglie di essere un viaggiatore on the road e chi invece preferisce essere un turista (seppur avventuroso, ma sempre turista). Abbiamo chiesto quindi ad Angelo se c’è mai stata una volta in cui si è pentito dell’improvvisazione:

Improvvisare funziona al meglio quando non si hanno limiti di tempo. Non avendo date prefissate per me ogni scoperta era una sorpresa, mentre ogni errore era esperienza. Ci sono state parti del mio viaggio in cui l'organizzazione mi avrebbe fatto risparmiare fatica, soldi e tempo, ma al contempo oggi avrei ricordi differenti. Non mi pento di niente. In viaggi brevi programmare è importante, ma sul lungo termine saper adattare il proprio percorso al caso è ciò che lo rende unico.

 

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@Angelo Zinna

Ora, raccontata con le parole di Angelo, sembra tutto molto romantico e a tratti semplice. In realtà viaggiare on the road, non è per nulla semplice, né fisicamente, né mentalmente. Compiere un viaggio dall’Australia all’Europa, passando per paesi come Timor Est, Malesia, Borneo, Laos, Birmania,Vietnam, Nepal, Cina, Kyrgyzstan, Uzbekistan, Iran è l’impresa più bella che si possa fare nella vita, ma per nulla facile.

La cosa più difficile del viaggio è senza dubbio la decisione iniziale. La cosa più difficile è fare il primo passo, partire. Una volta abbandonata la propria zona di comfort il resto è in discesa, ci si lascia andare. Credo sia importante conoscere i propri limiti ed avere aspettative realistiche, costruendo il percorso in base ai propri interessi e alle proprie necessità. È importante ricordare che ogni esperienza è soggettiva, che non esiste viaggiatore migliore o peggiore di un altro.

 

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@Angelo Zinna

Il suo viaggio è stato seguito da migliaia di persone attraverso il blog, ma anche i social. Leggendo i suoi racconti e guardando le sue foto, si può tracciare un atlante umano ed emozionale dei paesi visitati. Consigliamo a tutti di perdersi un po’ tra le sue parole e i suoi scatti, sicuramente Exploremore è uno dei blog di viaggio più interessanti in circolazione! Ma anche in questo caso come si fa a viaggiare e restare allo stesso tempo connessi?

Il mio modo di raccontare ciò che mi accade non è mai stato spontaneo come internet vorrebbe. Raramente condivido storie o immagini in modo istantaneo e trovo difficoltà a pubblicare le mie impressioni a caldo. Il mio blog mi ha permesso di raggiungere tantissime persone, ma al contempo non sono mai stato certo che fosse il format adatto al mio messaggio. È un mezzo che mi appassiona e mi ha regalato tante soddisfazioni, ma rimane un contenitore che non sempre dà il peso che merita al suo contenuto. È per questo motivo che negli ultimi mesi ho smesso di scrivere sul blog e mi sono concentrato su ciò che è poi diventato il mio primo libro.

 

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@Angelo Zinna

Così veniamo all’ultimo capitolo della sua storia (ultimo solo in ordine temporale, per capirci!): la pubblicazione del libro “Un altro bicchiere di arak”, in cui Angelo racconta il suo viaggio lungo la Via della Seta (vi consigliamo di seguire la pagina facebook e il profilo instagram per maggiori dettagli). Un itinerario che attraversa l’Asia per arrivare in Europa, passando per alcuni dei paesi che Angelo stesso definisce come “una delle sorprese più grandi per la ricchezza di cultura e paesaggio”. Parliamo di Iran, ma anche di Kirghizistan e Uzbekistan. Abbiamo chiesto quindi quale fosse il valore della pubblicazione di un libro che avvicini le persone alla cultura dell’Asia Centrale, proprio oggi.

Un altro bicchiere di arak è una storia. È il mio primo libro, pubblicato da Villaggio Maori Edizioni, che cerca di rompere quegli stereotipi del Medio Oriente, mostrando l'aspetto più umano dell'Iran. Racconta la parte finale di un viaggio durato cinque anni, i quattro mesi che ho impiegato cercando di seguire la Via della Seta da Xi'An in Cina, a Istanbul, in Turchia. L'Iran è il filo conduttore, con capitoli che alternano la mia permanenza nell'antica Persia ai mesi impiegati per arrivarci. Parlo dei personaggi che mi hanno ospitato, dei passaggi in autostop e di tutti gli eventi tragicomici che hanno segnato il mio itinerario, ma anche delle contraddizioni che rendono l'Iran un territorio difficile da capire. È un libro che spera di ispirare a partire, di aggiungere nuove destinazioni sulla lista dei desideri.

 

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@Angelo Zinna

In tutto questo viaggiare attraverso paesi con situazioni di certo non facili a livello geopolitico, c’è mai stata una volta in cui hai avuto paura proprio di viaggiare?

Ammetto di aver corso alcuni rischi, ma per fortuna non è mai successo niente di grave. Al confine con il Turkmenistan sono quasi stato arrestato a causa di un visto che non era mai arrivato. Sull'Himalaya ho perso la vista per tre giorni, dopo aver abbandonato gli occhiali da sole. In Australia ho investito un canguro, ignorando la prima regola di ogni automobilista: mai guidare di notte. In India sono scivolato lungo la parete di una cascata, ma per fortuna ogni osso è rimasto intatto. In Cina sono arrivato in Xinjiang poco dopo un attentato terroristico e l'atmosfera non era delle più piacevoli. Non è mai stato viaggiare a spaventarmi, ma a volte mi sono chiesto se avessi fatto il passo più lungo della gamba.

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Per concludere, vogliamo chiedere ad Angelo Zinna una cosa sull’itinerario che ha percorso, per seguire il suo consiglio e dare uno spunto a tutti i viaggiatori per aggiungere nuove destinazioni sulla lista dei desideri. Percorrere la Via della Seta, è un’impresa fattibile da tutti i viaggiatori minimamente indipendenti, oppure la consiglieresti solo a chi è pronto anche un po’ a rischiare?

È un viaggio che richiede pazienza, ma che tutti possono intraprendere e che sicuramente vale le energie che costa. I pericoli sono minimi, a patto che si abbia un minimo di organizzazione.

 

 

 

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