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Artissima 2019 Torino: le novità imperdibili per gli amanti dell’arte

Se dico autunno e Torino, non puoi non pensare ad Artissima! Dal 1 al 3 novembre si è svolta nel capoluogo piemontese Artissima 2019 Torino, la più importante tra le fiere d’arte contemporanea in Italia, che quest’anno ha spento ventisei candeline negli spazi dell’Oval del Lingotto. Durante questo weekend lungo, il pubblico ha potuto vedere da vicino le opere di artisti selezionati dalle gallerie più influenti, sia nel panorama nazionale che internazionale, con tele, installazioni, performance, fotografie, sculture, tappeti, video e molto altro.

La settimana dell’arte torinese è anche un’occasione preziosa per esplorare la città dal punto di vista artistico: Torino si anima di eventi collaterali, come Flashback e Flat Book Fair, opening presso gallerie, musei e tanti altri appuntamenti culturali. Ecco tutto quello che vogliamo raccontarti su questa ultima edizione!

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@Artribune, Artissima Torino

Artissima 2019 Torino: il tema tra desiderio e censura

Il tema cardine di questa edizione, proposto dalla direttrice Ilaria Bonacossa, è stato quello del binomio “desiderio/censura”, per far riflettere sul rapporto tra la realtà vissuta e quella immaginata. Il tema della censura è quanto mai attuale: è capitato a tutti di vedere o leggere dell’attività censoria dei social network nei confronti di grandi opere d’arte, colpite con la rimozione dalle piattaforme per immagini di nudo. Camminare fra gli stand delle gallerie con questa percezione porta a riflettere su come l’arte non ha, e non deve avere, né confini né barriere, essendo realizzata anche per stimolare in noi la formazione di un’opinione o di una riflessione.

Artissima 2019 Torino: il racconto della visita

Quando deciderai di andare ad una fiera, assicurati di indossare scarpe comode e borse leggere: sono i requisiti essenziali per visitare tutti gli stand senza stancarti. Io l’ho fatto e non sono nemmeno sicura di avere visto tutte le 209 gallerie ospiti, suddivise in sette sezioni!

Varcata la porta d’ingresso dell’Oval, decido di non seguire la piantina della fiera ma, come sempre, affidarmi al mio istinto. La prima galleria che incontro è Massimo De Carlo: come non fermarsi subito allo stand della più famosa tra le gallerie italiane? Le tele dell’artista Lu Song avrebbero meritato più tempo, e la presenza di persone allo stand era tale che avrei dovuto aspettare parecchio prima di vederle da vicino. Una rapida occhiata e decido di continuare.

Giro la testa a destra e sinistra, proseguo tra i corridoi e il mio sguardo viene attirato da piccoli quadri nello stand della Galleria Enrico Astuni. Sono stampe fotografiche in bianco e nero coperte da un leggero strato di cera d’api dell’artista norvegese Øistein Aasan: osservandole, si rimane quasi indecisi se toccare prima la patina o osservare con più attenzione le immagini. Il risultato è un lavoro commovente e intimo, legato alla memoria dei luoghi e degli oggetti storici. Mentre sono persa ad ammirare le foto sento bisbigliarne il prezzo per l’interesse di un collezionista alle mie spalle.

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@Carlotta Balestra, Christian Jankowski

Proseguo la mia esplorazione e vedo… una lavatrice in funzione! Un biglietto invita il pubblico a lavare i propri panni e poi appenderli sulla scultura che ritrae l’artista, Christian Jankowski, in una posizione tale da poter sostenere più abiti possibili. È forse l’opera più originale e divertente vista in fiera, che porta anche a riflettere sui compiti quotidiani che dobbiamo svolgere, costantemente in equilibrio, come la scultura.

Continuo la mia passeggiata e mi trovo sotto le installazioni al neon tra cui una grande invocazione: “ANTONIO GRAMSCI RITORNA!”. Durante la pausa pranzo, ne ho approfittato per farmi un giro tra gli espositori dell’editoria e mi ritrovo sommersa da un’offerta infinita, dalla letteratura d’arte ai cataloghi d’esposizione e poi centinaia di splendide edizioni rare. Questa edizione di Artissima 2019 non smette di stupirmi. Il progetto di Treccani Arte in collaborazione con Alfabeto Treccani per esempio nasce con la volontà di proporre l’opera di tre diverse generazioni di artisti, coinvolgendo sette artisti per la fiera, dai grandi maestri ai nuovi talenti. Giocando con le lettere dell’alfabeto viene associata ad ogni lettera il nome dell’artista che inizia con la stessa e all’artista è stata commissionata la creazione di un’opera in edizione limitata.

Le proposte allo stand erano tutte interessanti quello che a mio avviso è mancato è una appropriata valorizzazione: nessun riferimento ai progetti, nessuna spiegazione. Rimane un’occasione parzialmente sprecata e un peccato perché si tratta a conti fatti di qualcosa di diverso da quanto visto finora ed è stata sicuramente una bella scommessa.

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@Zero.eu, Red Regatta di Melissa McGill

Impossibile non fermarsi da Mazzoleni, nota galleria torinese, che ha appeso alle pareti le foto nate dal progetto di Melissa McGill, Red Regatta. Nelle cornici è ritratta una flotta di barchette con la vela rossa nella laguna veneziana: è un tocco di eleganza e bellezza raro nonché un richiamo ai mattoni rossi della città di Venezia. Dopo quasi tre ore, ho visto una bellissima stampa di Vanessa Beecroft che immortala un lungo tavolo ripreso in prospettiva, un banchetto di sole pietanze di colore rosso. Al tavolo, in un’allusione al ciclo della vita, si mescolano giovani modelle seminude e donne anziane imparruccate.

Infine, l’esposizione di Lia Rumma: una serie di 20 fucili esposti in fila ordinata su due assi di legno, copie esatte di quelli usati dai partigiani durante la Resistenza. Le copie sono state realizzate in cartapesta da Domenico Antonio Mancini, con i fogli della Costituzione italiana. Davanti a un’opera che collega memoria e storia, la riflessione è privata e silenziosa.

Artissima Torino 2019: considerazioni

Dopo aver fatto il pieno di bellezza, decido di uscire, portando con me le impressioni e giudizi: che cosa sa ne penso di questa Artissima Torino 2019? Che la tela dipinta è ormai bypassata; fotografie, installazioni e nuove tecnologie sembrano le vere protagoniste dell’arte di oggi. La differenza con le altre fiere internazionali, come Frieze a Londra, è tuttora notevole, sia per la qualità che la novità.

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Si deve dare atto però della interessante sezione “Present Future dedicata ai talenti emergenti, presentati dalle loro gallerie, che hanno proposto opere inedite in occasione della fiera. Al giovane più interessante viene assegnato il Premio Illy Present Future, sostenuto da Illycaffè, che offre al vincitore l’opportunità di una mostra in un museo d’arte contemporanea nel territorio della città. Ad aggiudicarselo quest’anno è stata Aaajiao, artista multimediale di origini cinesi classe 1984, premiata per “l’impegno nell’esplorazione della soggettività nel tempo presente”.

È stato bello vedere Torino capitale dell’arte contemporanea per una settimana e soprattutto sentire tante lingue straniere in giro per la fiera. Artissima Torino 2019 si è confermato un evento all’altezza della sua fama: ti consiglio di non prendere impegni per la ventisettesima edizione, stay tuned!


PH copertina: Artissima.art

 

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