Social Media per i musei: il caso della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

I social media per i musei sono diventati come pane e marmellata: un’accoppiata vincente!

In un mondo in cui essere online sembra essere diventato un imperativo categorico, molto spesso ci dimentichiamo la vera cosa importante: non conta essere online, ma esserlo nel modo giusto.

Purtroppo fino ad alcuni anni fa (molto è cambiato con il Covid) gran parte delle realtà culturali italiane ritenevano i social media qualcosa di superfluo, se non addirittura banalizzante rispetto ai messaggi che si prefiggevano di veicolare. Questa visione aveva due conseguenze: da un lato i social media venivano completamente a mancare in una strategia di comunicazione digitale oppure venivano gestiti nei ritagli di tempo e in modo casuale da qualche figura interna, non formata per questo tipo di attività.

Dal 2022 la situazione è cambiata: sia perché ci si è accorti che i social media sono uno spazio importante in cui creare connessioni con i visitatori di oggi e i potenziali di domani (oltre che con le realtà del territorio e la cittadinanza) sia perché si è compreso (in parte si sta ancora comprendendo) che queste piattaforme sono diventate complesse da gestire e richiedono figure professionali qualificate.

In questo articolo condividiamo il caso emblematico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e del suo social media manager e senior press officer Silvio Salvo.

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I social media per i musei: quali sono gli obiettivi?

I social media per i musei sono uno strumento essenziale nella costruzione di una serie di obiettivi importanti:

  • favorire la brand awareness: rafforzare l’immagine del proprio brand è il primo passo per ispirare le persone a visitare la collezione, acquistare una membership card, partecipare alla preview di una mostra;
  • creare una community di persone che seguono con interesse le iniziative museali, coinvolgendole attivamente e costruendo un dialogo costante con loro. Il valore aggiunto di possedere una community è il continuo scambio di opinioni: che siano buone prassi o critiche. Cosa c’è di più bello che confrontarci con le persone che ci seguono? Possono nascere infinite opportunità di sinergie;
  • instant marketing (ma fatto bene): il bello dei social è che, se siamo bravi ad usarli, possono aiutarci a dare grande visibilità ai nostri progetti e alle nostre mostre. Costruire un interesse virale verso una propria iniziativa è possibile? I social media per i musei sono una delle chiavi per farlo.

social media per i musei

I social media per i musei: ricetta per l’uso

Usare i social media sembra semplice, ma non lo è.

La prima cosa da fare è definire il proprio target di riferimento (questo può variare a seconda delle mostre e delle attività realizzate). Poi si procede a valutare il materiale che un museo ha a disposizione, come foto, video, contenuti grafici. È importante capire se si è già in possesso di contenuti utilizzabili o se devono essere realizzati ex novo: a seconda di questa prima scrematura, verrà stabilito il budget che un museo dovrà destinare alla comunicazione.

Poi si passa alla social media strategy, alla content creation e alla pianificazione dei contenuti da condividere sulle piattaforme social identificate.

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Facebook per i musei

Ormai, quale musei non è su Facebook? Tutti sentono l’esigenza di esserci, ma quali sono i musei italiani che ottengono risultati concreti da questa piattaforma?

Troppo spesso, il feed di Facebook di alcuni musei sono locandine noiose di eventi: nessun coinvolgimento diretto dell’utente, nessuna varietà di contenuti. Usare la pagina Facebook come se fosse un raccoglitore statico e formale di informazioni non ha nessun senso, anzi. Cerca di sfruttare questo social per creare una community di appassionati: trova il tuo tono di voce, diversifica i contenuti, crea contest ad hoc, chiedi agli utenti pareri e opinioni sulle vostre iniziative e i vostri progetti!

Una strada molto interessante su FB oggi è quella di sfruttare i potenziali dei gruppi!

Instagram per i musei

Instagram è il social che tra tutti permette una maggiore sperimentazione di format. Foto, video, grafiche, Reel, Stories, dirette: puoi usarlo per mostrare alcune opere, gli allestimenti, gli eventi e le iniziative del museo. Alcune realtà, come il Moma di New York, usano quotidianamente questo social per raccontare la vita dentro al museo.

Su Instagram puoi sfruttare anche gli user generated content condivisi dalla community o creare dei progetti di influencer marketing con influencer e content creator.

Pinterest per i musei

Pinterest è un’ottimo strumento per creare delle moodboard e delle gallery tematiche: in questo modo puoi mostrare al vostro pubblico i vari spazi e ambienti del museo. Inoltre Pinterest ti aiuterà nel portare traffico verso il sito web: ricordati infatti di collegare ogni pin ad un link del tuo sito!

TikTok per i musei

TikTok è il social che ha dettato una vera rivoluzione dei contenuti negli ultimi anni. Il suo target di utenti è giovane, molto giovane, per questo ha senso utilizzarlo per un museo solo se si vuole parlare alla Generazione Z.

Su TikTok non vale ripubblicare i contenuti di Instagram (e viceversa), ma si devono creare video verticali seguendo le challenge settimanali proposte dalla piattaforma.

Youtube per i musei

Youtube, insieme a Facebook è il social con più utenti attivi al mondo ed è il re dei video. È lo strumento perfetto per costruire un archivio video dei propri eventi e delle proprie inaugurazioni, ma anche per raccontare il dietro le quinte, per condividere dei virtual tour o delle interviste. Questo social media, se gestito con cura, può veramente regalare grandissime soddisfazioni a voi e soprattutto al vostro pubblico. Non sottovalutare anche l’importanza delle dirette per eventi di particolare rilevanza.

Una volta che avrai scelto i social media, puoi elaborare il piano editoriale. Stabilisci con attenzione il tipo di approccio da usare e sii coerenti con questa scelta. Le tre parole magiche per un piano editoriale efficace sono creatività, qualità e ascolto.

social media per i musei

Case History: la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Social media per i musei o musei per i social media?

Qui vogliamo portare un esempio concreto di ottima gestione dei social in ambito artistico-culturale. La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con sede a Torino, è un’istituzione senza scopi di lucro, molto apprezzata a livello nazionale ed internazionale. Oltre ad ospitare mostre ed eventi di altissima qualità, la Fondazione è una delle realtà italiane con la più interessante gestione dei social media e in particolare della pagina Facebook e del profilo Instagram. 

Chi ha la fortuna di visitare questi canali avrà modo di apprezzarne l’ironia e la capacità di “essere sempre sul pezzo”. Qualunque notizia nel mondo, diventa motivo di ispirazione per il social media manager della Fondazione Silvio Salvo, che ha la capacità di intrattenere e far riflettere.

Nessuna imposizione dall’alto, nessun racconto borioso e noioso: solo intelligenza, ironia e bellezza!

Gli account social della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo insegnano 3 cose importanti per una presenza sui social di successo:

  • il valore dell’estemporaneità (cogliere ciò che succede nella società e creare legami tra dentro e fuori la Fondazione ha un potenziale empatico e di immedesimazione potente);
  • non essere troppo auto-referenziali, in sintesi non prendersi troppo seriamente (la comunicazione vecchia scuola pomposa sui social non ha motivo di esistere);
  • essere presenti in modo costante e diventare parte della quotidianità della propria community. Questo è molto importante per i social, ma non significa pubblicare 10 post al giorno, ne basta anche uno o in alcuni casi anche uno ogni 2 giorni, ma realizzato bene a livello di idea, copy e visual.

Se vuoi scoprire di più sullo stile comunicativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, abbiamo intervistato il social media manager Silvio Salvo nel nostro podcast Art&Chips!

Ascolta qui la puntata!

Il nostro progetto con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Se la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha uno stile unico sui social, improntato all’ironia, ciò non significa che ogni piattaforma debba seguire le stesse logiche. Il sito web per esempio ha un carattere istituzionale e informativo, com’è giusto che sia.

Ogni messaggio deve essere veicolato in un determinato modo a seconda del target, dell’obiettivo e della piattaforma: nell’estate del 2022 abbiamo collaborazione con la Fondazione su un progetto di divulgazione del loro Parco d’Arte a Guarene. 

Per questo progetto abbiamo identificato 3 obiettivi:

  • il primo e più importante era quello di creare un video di promozione culturale e turistica del Parco, che potesse essere usato durante fiere, eventi e altre occasioni pubbliche per raccontare questo luogo, la visione che lo anima, le opere che custodisce;
  • il secondo era realizzare del materiale social (fotografico e video) che la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo potesse usare sui suoi canali e anche con la stampa per la narrazione del Parco;
  • il terzo era condividere questo luogo con la community di appassionati d’arte contemporanea di Travel on Art.

Che cos’è nato da questa collaborazione?

Un ricco set di contenuti che sono stati veicolati sulle piattaforme social (come FB, IG e Youtube), ma anche un video corporate da usare ad eventi come fiere e presentazioni per raccontare il Parco di Guarene come destinazione e progetto d’arte a livello internazionale.

Ti raccontiamo tutto qui: Il nostro progetto con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo!

2 commenti su “Social Media per i musei: il caso della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

  1. andrea saccani ha detto:

    molto interessanti

    1. Anna Fornaciari ha detto:

      Grazie mille!

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