Sabbioneta: città ideale nelle Terre di Mantova

Sabbioneta: città ideale nelle Terre di Mantova

Sabbioneta è la storia perfetta di quando un borgo di contadini, diventa capitale. Quando l’infinita pianura coltivata e solcata dal Po e dall’Oglio, si cinge di antiche mura, creando l’esagono della Città Ideale. Un esagono che racchiude un mondo e i secoli di storia del piccolo ducato, nel mezzo dei grandi domini di Milano, Mantova, Parma e Piacenza. Non appena varcata la soglia di una delle due porte d’ingresso alla città, Porta Vittoria e Porta Imperiale, in un secondo ci si ritrova dentro a un mondo complesso, fatto di monumenti dalla bellezza rinascimentale, accompagnati da dettagli più timidi e silenziosi che passano forse inosservati, ma che raccontano storie inedite di un passato più recente e affascinante.

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Sabbioneta varia nei suoi stati d’animo durante la giornata: durante il sabato mattina il borgo è vivo, riempito dalle mille voci dei bambini che recitano all’interno dei palazzi storici e delle famiglie che passeggiano lungo le vie acciottolate dove si nascondono gli eleganti giardini. Poi verso mezzogiorno, piano piano le voci sfumano fino a dissolversi verso l’esterno. Il momento del pranzo familiare è un rito ed è in questo momento che si può davvero passeggiare solitari nel mezzo delle vie, perdendosi a guardare dentro ai cancelli arrugginiti gli incredibili mondi nascosti.  Il pomeriggio si riempie di nuovo di vita, per arrivare al momento del tramonto, in cui il suo profilo si staglia nitido contro di un cielo che varia dal rubino all’ocra, sfumato in ogni suo dettaglio.

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Cosa vedere a Sabbioneta

È incredibile pensare a quanta ricchezza possa essere contenuta all’interno di queste mura. Partendo da Palazzo Giardino che accoglie i visitatori con le sue salette interne affrescate (qui ha sede lo IAT di Sabbioneta) in cui trionfa la classicità, si passa all’adiacente Galleria degli Antichi con la sua infinita galleria di portici. Si trova poi Palazzo Ducale, antica sede della vita politica e amministrativa della città, fu rimaneggiato nel ‘700, ospita oggi al piano inferiore esposizioni di arte contemporanea. Palazzo Ducale si affaccia sull’omonima piazza, in cui sorgono altri importanti palazzi e in cui è possibile conoscere l’ultimo Duca di Sabbioneta: Michelangelo Moretti, insieme al suo palazzotto affrescato e colmo di oggetti antichi in vendita. Bombetta, giacca elegante, papillon e un carattere eccentrico che sfiora il dandy: “Fotografa questo, che non vedrai mai più in vita tua nulla di tanto bello!”

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Sabbioneta è anche il suo Conte. Si prosegue a visitare il Teatro all’Antica, la tomba di Vespasiano all’interno della Beata Vergine Incoronata, chiesa che ancora oggi il prezioso Toson d’Oro e la Sinagoga, simbolo della perfetta integrazione tra ebrei e cattolici.

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Sabbioneta è anche i suoi cartelli scrostati dalla grafica anni ’60. I cancelli un po’ arrugginiti che chiudono giardini incredibili, i signori anziani che si affacciano alla porta per vedere chi passa. È il silenzio che corre nelle sue vie meno battute, lo stupore che si prova appena varcata Porta Vittoria nel vedere campi arati che seguono linee parallele. Sabbioneta è la vita, il suono delle voci e subito dopo la quiete. Ancora oggi come una piccola capitale, racchiusa nelle sue mura esagonali.


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