Cosa vedere in Umbria: itinerario d’arte in 3 giorni

Siamo sincere, per anni ci siamo chieste: “ma perché dovremmo andare in Umbria?”

Un po’ sulla falsa riga del Molise che non esiste (che poi esiste e infatti qui ti consigliamo perché devi assolutamente visitarlo), anche l’Umbria è sempre stata per noi un po’ quella regione di passaggio in cui non trovavamo bene un senso per fermarci.

Grave errore, perché quando abbiamo iniziato a documentarci su cosa ci fosse da vedere in questa regione, siamo rimaste stupite dalla sua storia legata all’arte pubblica. Si può dire infatti che sia stata proprio l’Umbria una delle regioni pioniere a sviluppare già negli anni ’60 progetti di arte pubblica ben strutturati.

Era il 1962 e a Spoleto si teneva la prima edizione di Sculture nella città con opere di Alexander Calder, Arnaldo Pomodoro, Giacomo Manzù, Beverly Pepper e altri.

Da allora si può dire che l’Umbria abbia aperto le porte a molti progetti di arte pubblica a seguire negli anni. Ma che cosa rimane oggi?

Oltre ad alcune sculture dell’edizione del 1962, in Umbria sono fioriti altri progetti d’arte pubblica che coniugano alla perfezione arte e natura, ma anche Fondazioni e musei di arte contemporanea che fanno invidia alle grandi città.

Dopo aver trascorso alcuni giorni in Umbria quindi torniamo a risponderti alla domanda iniziale: “in Umbria ti consigliamo di andare se ami l’arte, la natura e i suoi splendidi borghi”.

Ora però partiamo con il nostro itinerario, che puoi utilizzare come ispirazione per il tuo prossimo viaggio nella regione più verde d’Italia.

Palazzo Collicola, Spoleto

Cosa c’è di bello a Spoleto?

Tante cose, in primis Palazzo Collicola che ospita la galleria d’arte moderna Carandente, l’appartamento nobile e la biblioteca Carandente. Noi siamo rimaste sinceramente stupite dalla collezione della galleria d’arte moderna che ti fa fare un viaggio nella storia, a partire da Spoleto 62 (con alcune foto di documentazione di Ugo Mulas), proseguendo con il Premio Spoleto e con le monografiche di Beverly Pepper e Alexander Calder.

All’ingresso ti accolgono anche alcune opere di arte urbana e una sala è dedicata al Wall Drawing 951 di Sol Lewitt realizzato nel 2000 in occasione dell’apertura a Palazzo Collicola dell’attuale sede della galleria d’arte moderna.

A Palazzo Collicola comunque puoi vedere opere di Carla Accardi, Alberto Burri, Roberto Guttuso, Fausto Melotti, Pino Pascali, Ugo Mulas, Arnaldo e Giò Pomodoro e tanti, tantissimi altri artisti.

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@Travel On Art – Palazzo Collicola, Spoleto

Le sculture di Spoleto

Ti abbiamo anticipato che “Spoleto 1962, Sculture nella città” è stato un progetto rivoluzionario e anche se gran parte delle opere non sono più visibili nel loro posizionamento originario (puoi vederle nelle foto di Mulas a Palazzo Collicola), alcune invece sono state conservate o riposizionate in città. Questa operazione ha richiamato anche negli anni successivi al ’62 numerosi artisti che hanno arricchito la collezione di Spoleto. Tra le sculture da non perdere ci sono:

  • Colonna del Viaggiatore di Arnaldo Pomodoro, sulla rotonda di Viale Trento e Trieste;
  • Octetra di Isamu Noguchi, all’ingresso di Palazzo Collicola;
  • Il dono di Icaro di Beverly Pepper, in Piazzale Roma (davanti alla Chiesa di San Rocco);
  • Stranger III di Lynn Chadwick, in Piazza del Duomo;
  • Colloqui Spoletino di Pietro Consagra, in via Salara.

CIAC, Foligno

Altra tappa da non perdere è il CIAC di Foligno – Centro Italiano per l’Arte Contemporanea, che ospita mostre temporanee, ma è anche la sede dell’opera permanente Calamita Cosmica di Gino de Dominicis (esposta nellex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata).

Noi ti consigliamo di controllare le mostre temporanee, ma di programmare comunque un giro al CIAC per vedere la permanente, composta da quasi 100 opere e soprattutto l’opera di de Dominicis.

Parco sculture di Brufa

Brufa è una piccola frazione del comune di Torgiano, il classico borgo in pietra un po’ addormentato e silezioso che ti regala momenti di assoluta bellezza e relax.

Lungo il crinale della collina su cui è adagiato ospita anche un bellissimo parco di sculture open air, nato nel 1987 con il titolo di “Scultori a Brufa. La Strada del Vino e dell’Arte’’. Il parco ospita circa 30 sculture realizzate dal 1987 al 2023 (il progetto è in progress) e crea un itinerario che coniuga i paesaggi umbri con le sculture di artisti come Beverly Pepper, Mauro Staccioli, Pietro Cascella, Hidetoshi Nagasawa, Claudio Capotondi e altri.

Il parco è dog friendly e una nota di merito va ai pannelli esplicativi, che hanno anche la mappa CAA – Comunicazione Aumentativa Alternativa, in modo che siano accessibili a più pubblici.

Terzo Paradiso, Assisi

Spostandosi poi nella più famosa Assisi, abbiamo visitato il Bosco di San Francesco, un bene FAI meta di pellegrinaggi religiosi, ma anche di escursionisti amanti della natura.

All’interno del Bosco di San Francesco si trova anche la radura del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Si tratta di un’opera di land art composta da 160 ulivi disposti a forma di infinito, che simboleggiano l’unione di uomo e natura. Al centro si trova un’asta d’acciaio di 6 metri che invece simboleggia l’unione di cielo e acqua.

terzo paradiso assisi
@Travel On Art – radura del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto – Bene FAI

L’opera è visibile parzialmente dall’alto dalla torre di avvistamento posizionata di fianco all’uliveto.

Ti ricordiamo che l’accesso al Bosco di San Francesco è a pagamento e puoi acquistare il ticket in biglietteria oppure online sul sito dei FAI.

Fondazione Burri, Città di Castello

Il nostro viaggio prosegue verso Città di Castello per vedere gli ex Seccatoi del Tabacco, oggi sede della Fondazione Alberto Burri.

Premessa: si tratta di un luogo emozionante sia dal punto di vista dell’archeologia industriale, sia dal punto di vista artistico.

La fondazione si divide su 2 sedi: Palazzo Albizzini e gli ex Seccatoi, ed è uno dei complessi museali monografici più grandi al mondo. Palazzo Albizzini è stata la prima sede della fondazione, individuata proprio da Burri nel 1978. Oggi ospita 150 opere delle serie Catrami, Muffe, Gobbi, Sacchi, Legni, Ferri, Combustioni, Cretti e Cellotex.

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@Travel On Art, Fondazione Burri, Città di Castello

Gli ex Seccatoi nascono invece come luoghi per l’essiccazione del tabacco tropicale, sono composti da 11 capannoni e nel 1990 Burri ne scelse uno come sede espositiva delle sue ultime opere. Oggi ospita 128 opere.

Prima di visitare la Fondazione Burri ti consigliamo di controllare gli orari di apertura sia di Palazzo Albizzini, sia degli ex Seccatoi. Le 2 sedi hanno ticket diversi (esiste un ticket cumulativo).

Campo del Sole, Tuoro sul Trasimeno

Ci spostiamo sul Lago Trasimeno, dove l’artista Pietro Cascella, insieme allo scultore Mauro Berrettini e alla scultrice svizzera Cordelia von den Steinen, ha creato un’opera di arte pubblica composta da 27 colonne con al centro un simbolo solare.

Le colonne sono disposte a spirale e ciascuna è stata progettata da un diverso artista tra il 1985 e il 1989, creando un memorial storico che ricorda anche un po’ la monumentalità di Stonehenge.

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@Travel On Art, Campo del Sole, Tuoro sul Trasimeno

Campo del Sole è immerso in un ambiente naturalistico di grande interesse, proprio sulle sponde del Trasimeno e da qui puoi partire per escursioni in barca, a piedi o in bici.

Se invece preferisci rilassarti, in estate puoi goderti un aperitivo nel chiosco in legno situato proprio dietro all’opera, godendoti la vista di Campo del Sole al tramonto.

Il parco di Beverly Pepper, Todi

Beverly Pepper è stata un’artista straordinaria: originaria di Brooklyn è stata art director negli anni ’40, per poi trasferirsi prima a Parigi per studiare pittura e in seguito a Roma con una borsa di studio sempre in pittura.

Nel corso degli anni ’50 ha continuato a dividersi tra gli Stati Uniti e l’Italia, fino a che nel 1961 ha esposto le sue opere alla Galleria Pogliani di Roma, dove ha incontrato Giovanni Carandente, direttore delle arti visive del Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Carandente l’ha invitata ad esporre nel 1962 a “Sculture nel borgo”, ma prima ha trascorso un po’ di tempo alle officine Italsider per imparare a saldare. Dagli anni ’60 in poi, la sua vita professionale si è focalizzata quasi esclusivamente su progetti e opere realizzate in Italia. Dal 1972 insieme alla sua famiglia, ha scelto di trasferirsi a Todi, dove ha creato anche il suo studio.

Oggi a Todi esiste la Fondazione Progetti Beverly Pepper e dal 2019 ha inaugurato il suo parco di sculture, libero, gratuito e sempre aperto.

Siamo giunti al termine di questo viaggio alla scoperta dell’arte contemporanea in Umbria, un viaggio spaziale, ma anche temporale che ci ha fatto capire perchè tantissimi artisti hanno scelto di realizzare proprio qui, alcune tra le loro migliori opere.

L’Umbria è così: silenziosa, contemplativa, ma riesce ad entrarti dentro e ad infonderti quella pace che forse un po’ tutti cerchiamo.

La casa dipinta di Bryan O’Doherty a Todi

Non c’è stata solo Beverly Pepper ad esaltare con la sua arte il borgo di Todi!

Un’altra tappa che non può mancare, se ti stai chiedendo cosa vedere in Umbria, è la casa dipinta di Bryan O’Doherty, che insieme a sua moglie, la docente universitaria e critica d’arte Barbara Novak, ha acquistato un’abitazione ottocentesca nel 1975 in cui trascorrere le loro vacanze.

A partire dal 1977, l’artista ha iniziato a dipingerla, trasformandola in una straordinaria opera d’arte complessiva, oggi conosciuta come la “Casa Dipinta”: oltre alle pareti dipinte ci sono anche tre istallazioni che l’artista ha posizionato nel salotto e nella camera da letto.

Per avere informazioni su giorni e orari di apertura, ti consigliamo di consultare il sito dell’Ufficio del Turismo che svolge anche la funzione di Biglietteria dei Siti del Circuito Museale di Todi.

2 commenti su “Cosa vedere in Umbria: itinerario d’arte in 3 giorni

  1. Marcello Fringuelli ha detto:

    Tra questi luoghi da visitare sarebbe stato doveroso inserire il Fuseum di Brajo Fuso, a Montemalbe, Perugia. Centro culturale, museo personale dell’artista, creato nel 1960 , con quadri, ceramiche, composizioni e parco-bosco disseminato di installazioni artistiche, sculture, composizioni realizzate con materiali di recupero, scartati dalla società industriale, recuperati e fatti assurgere ad opere d’arte.
    Per rendersi conto di quanto sia interessante il suo lavoro, basta andare su google e cliccare la parola Fuseum.
    Nel 1980, poco prima che l’artista morisse, in una intervista rilasciata alla Rai-Tv, il critico d’arte Giulio Carlo Argan ha detto che la sua opera ha una importanza storica, come uno dei massimi esempi della cosiddetta arte del bricolage, cioè di scoperta improvvisa di un qualche oggetto della realtà e della sua immediata assunzione ad un livello estetico. Tra tutte le sue opere esiste un filo conduttore, un discorso, lo sviluppo di una fantasia, di una vita vissuta con la fantasia, che costituisce un fatto unico, non esito a dirlo, nella storia dell’arte di questo secolo, e non soltanto in Italia. Credo di poter dire che il lavoro artistico di Brajo Fuso autorizza oggi i paragoni al massimo livello. Inoltre il vederlo in questo ambiente costituisce una esperienza importante di rapporto tra fatto artistico e interpretazione, lettura della natura; è una delle cose che mi ha maggiormente colpito, tanto che io penso che verrà il momento in cui l’opera di Brajo Fuso verrà valutata sul piano estetico generale per quello che realmente rappresenta : la capacità di reazione creativa all’ambiente in cui si vive. Il fatto di raccogliere oggetti qualsiasi, cocci, magari mozziconi di sigaretta e riabilitarli in una immagine di valore estetico, non può essere interpretato altrimenti che in questo modo : saper vivere positivamente, creativamente, quell’ambiente urbano e naturale che oggi viene considerato alienante. Per cui, al di là della valutazione critica, pienamente positiva, che io dò di questo lavoro, come uno dei fatti importanti nella storia artistica europea del nostro tempo, vorrei aggiungere qualche cosa : Brajo, con la sua opera è un benefattore dell’umanità perché ha insegnato una visione non tanto ottimistica quanto fantastica, immaginaria del mondo….
    Cordiali saluti
    Marcello Fringuelli

    1. Anastasia Fontanesi ha detto:

      Buongiorno Marcello, la ringraziamo per il suggerimento, ahimè non abbiamo l’onniscenza su tutti i progetti artistici umbri, quindi non conoscevamo questa realtà. La ringraziamo anzi di avercela fatta conoscere e al prossimo giro in Umbria, l’andremo a visitare, così potremo inserirla in questo articolo.

      A presto!

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