Bruxelles, tre giorni per conoscere la città

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Bruxelles, tre giorni per conoscere la città

Appena ho messo piede a Bruxelles, ho capito subito che non potevo fare a meno di guardare le persone, di seguirle con lo sguardo mentre si muovevano durante la loro giornata. In metro, in taxi, mentre camminano per la città o si concedono qualche pausa caffè, in giacca e cravatta appena usciti dal Parlamento Europeo, oppure vaganti senza troppi obiettivi, in una metropolitana sventrata dalle ruspe e dai lavori in continuo divenire, di una città che ormai da 20 anni non ha mai smesso di crescere. Bruxelles la definirei “la città dei volti”, è la sede dell’Europa e da brava portavoce delle istituzioni europee, ne incarna tutti i lati positivi e negativi.

Leggi anche: Bruges, itinerario tra antico e moderno

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Per uno short break invernale Bruxelles è perfetta, facilmente raggiungibile con voli Ryanair da Milano o Bologna, rientra tra le mete low-cost da non perdere in Europa. Due o tre giorni sono sufficienti per visitare gran parte della città, scoprendo le sue mille sfumature: dai quartieri più moderni a quelli più antichi ed eleganti, passando per locali hipster, antiche birrerie surrealiste, negozi vintage, ristoranti fusion e bar con cortili “newyorkesi”.

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Si parte da Mont des Arts, il trampolino per guardare la città vecchia dall’alto. Il giardino ideato René Pechère permette infatti di avere una visuale strategica del quartiere delle arti di Bruxelles: dall’antica biblioteca, ai musei reali delle Belle Arti, dal museo del Cinema al giardino di sculture… arrivando fino al museo Magritte, tempio del celebre artistica belga dove poter vedere gran parte delle sue opere e scoprire il suo mondo, ideale e surrealista.

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Grazie alla metropolitana è molto semplice muoversi in città, malgrado i perenni lavori di ristrutturazione e ampliamento che interessano diverse stazioni sotterranee. Per conoscere veramente Bruxelles, si consiglia quindi di iniziare a scoprire i suoi diversi quartieri, perdendosi in passeggiate lungo le vie trafficate di persone. Uno dei quartieri più famosi è la Grand Place (patrimonio UNESCO) e l’Ilot Sacré, ricco di locali pittoreschi come dicono tutte le guide di viaggio del mondo, ma anche fin troppo turistici e “inflazionati” per cogliere veramente lo spirito belga.

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Per chi desidera invece scoprire luoghi più autentici e perdersi in mezzo a locali moderni e innovativi, sicuramente il quartiere Sablon è più indicato, con i suoi palazzi antichi stile art nouveau, l’eleganza nelle ampie vie ricche di boutique e i ristoranti e le brasserie tipiche e ricercate, dove i tavoli sono occupati solo da “bruxellois”.

Ovviamente, è imperdibile il quartiere delle istituzioni europee, con la Commissione, il Parlamento e il Parlamentarium (entrata gratuita), ci si ritrova in mezzo a colossi di vetro e acciaio catapultati in una città parallela che nulla o poco ha a che vedere con la città antica.

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Ma oltre ai quartieri, ai monumenti e ai musei, il vero interesse di Bruxelles sono le persone, gli sguardi, le loro giornate così di corsa e indaffarate, i volti di così tante etnie e culture messi insieme in un’unica città, così slegati tra di loro da creare la vera armonia dell’Europa. Vedere Bruxelles a parte i gusti personali, fa bene… fa ritrovare un senso a questo continente così vecchio, da dimenticarsi a volta le proprie origini e il proprio obiettivo.

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Dove mangiare e dove bere

  • Soul Restaurant – quartiere Sablon, ristorante fusion asiatico, belga e italiano, caratterizzato da piatti freschi con tendenze esotiche, ma legati alle tradizioni europee;
  • La Fleur en Papier Doré – quartiere Sablon, birreria storica della città, sottoposta a vincolo da parte dell’Amministrazione, era il bar di ritrovo dei surrealisti belga, qui Magritte organizzò una delle sue prime mostre. È il locale perfetto per gli amanti della birra e della cucina casereccia. Ne parlo anche su Viaggi Low Cost;
  • Mi figue-mi raisin – quartiere istituzioni europee. Café biologico con cortile interno stile “newyorkese”, un’oasi di pace dove poter fare colazione con le golose torte al cioccolato o al limone oppure per un pranzo o un aperitivo, nel cuore della città, nella quiete del giardino interno.


PH copertina: Travel on Art

1Comment
  • Bruges, itinerario tra antico e moderno - Travel on Art
    Posted at 09:06h, 11 Febbraio Rispondi

    […] Bruges racchiude in sé un piccolo concentrato del nostro continente: ha la storia, la cultura, l’eleganza, il verde dei parchi, i colori dei giardini fioriti, le architetture ricercate e per finire… il gusto. Non c’è da stupirsi infatti che Bruges (o Brugge in fiammingo) sia la città più visitata del Belgio, molto più della capitale Bruxelles, di cui ho parlato in questo post.  […]

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