Fotografia di viaggio: 8 fotografi contemporanei da seguire

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Fotografia di viaggio: 8 fotografi contemporanei da seguire

La Photographic Society of America definisce la fotografia di viaggio come “un’immagine che esprime il sentimento di un tempo e di un luogo, ritrae una terra, la sua gente o una cultura nel suo stato naturale, e non ha limitazioni geografiche”. Per chiunque ami viaggiare, la fotografia di viaggio così come i grandi reporter diventati famosi nel tempo, hanno da sempre un fascino irresistibile. Merito anche di riviste come il National Geographic che ci trasportano in mondi così lontani da non sembrare a volte reali.

D’altronde, come avevamo già scritto nell’articolo sulla fotografia di Walker Evans: il vero fotografo racconta storie attraverso le immagini e ci trasporta in mondi lontani, quasi irraggiungibili. Così hanno fatto breccia nei nostri cuori Steve McCurry, Sebastiao Salgado, Lee Jaffries, Ansel Adams alcuni tra i fotografi di viaggio più famosi al mondo.

Ma dopo che questi grandi nomi hanno già scritto gran parte dei capitoli della fotografia di viaggio, cosa significa oggi essere questo tipo di reporter? Abbiamo provato a rispondere a questa domanda andando a ricercare alcuni fotografi di viaggio contemporanei da seguire.

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@Alex Webb

Sivan Askayo

Vive tra Tel Aviv e New York, è specializzata in fotografia di viaggio, ma anche in ritratti, cibo e street art. Ha viaggiato in quasi tutti i continenti e le sue foto ritraggono scene e paesaggi di Europa, Americhe, Africa, Asia e Medio Oriente. Oltre a collaborare con grandi aziende e riviste come Condè Nast Traveller, Marie Claire e Lonely Planet ha un suo progetto personale molto interessante chiamato Intimacy under the wires. Nel suo progetto Sivan Askayo scatta foto della biancheria appesa ai fili, guardando dal basso verso l’alto, proprio come quando si cammina per le strade di una città. Questo progetto è iniziato a Tel Aviv e ha proseguito poi a Madrid, Barcellona, Londra, Firenze, Venezia, Buenos Aires, in Vietnam e a Napoli. Insieme a questo c’è anche l’altro suo progetto On the table, nato invece come storytelling digitale attraverso la fotografia mobile. Sivan ritrae le tavole di tutto il mondo, durante i suoi viaggi, ricostruendo un atlante delle tradizioni culinarie mondiali.

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@Sivan Askayo

David Du Chemin

Fotografo canadese, è un viaggiatore nato. Ha visitato tutti e 7 i continenti e la sua vita nomade l’ha portato a compiere avventure straordinarie. Lavora in particolare in campo umanitario ed è a tutti gli effetti uno storyteller. Le sue fotografie si concentrano su ritratti di persone, natura e animali selvatici. I suoi scatti indagano chiaramente la condizione sociale dei vari paesi del mondo ed è proprio nei ritratti che David Du Chemin raggiunge la sua massima creatività. A tratti molto simile a Steve McCurry, i volti delle persone che ritrae sono naturali e i loro occhi fanno capire esattamente situazione e contesto. Questo si riscontra in particolare nei suoi progetti: Global Prayers, Global Village e Global Vision. Se amate il minimalismo invece, non sono da perdere gli scatti del progetto Hokkaido.

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@David Du Chemin

Alex Webb

Fotografo di viaggio californiano classe 1952. Alex Webb è un fotografo Magnum e tra tutti quelli di cui vi parliamo in questo post, è sicuramente il più conosciuto. Ha iniziato negli anni ’70 fotografando le zone rurali degli USA in bianco e nero con il progetto Mound Bayou, per proseguire con Messico e Caraibi, dove inevitabilmente ha scoperto la fotografia a colori. Il suo stile è molto naturale, a differenza di Du Chemin, gli scatti sono meno nitidi, meno perfezionisti ma carichi di emozioni. In particolare nei progetti di Messico, Paraguay e Sud del Caucaso, indaga condizioni sociale difficili, problematiche che ancora oggi affliggono questi paesi. Alex Webb ritrae l’istante in movimento e quando si guardano le sue fotografie, sembra di catapultarsi nella scena.

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@Alex Webb

Lindsay Addario

Fotografa di viaggio americana, Lindsay Addario lavora per il National Geographic, il New York Times e nel 2015, l’American Photo Magazine l’ha inserita tra i 5 fotografi più influenti degli ultimi 25 anni. Il suo obiettivo è indagare i grandi conflitti in Medio Oriente e Africa, per questo ha viaggiato tra Afghanistan, Iran, Libia, Libano, Darfur, Sudan, Congo e ultimamente in Siria. Sono molto intensi i suoi reportage sull’occupazione dell’ISIS in Iraq, sui rifugiati siriani, sulla dipendenza da eroina in Afghanistan e su Baghdad dopo la tempesta. I suoi scatti sono diretti, schietti e crudeli. Raccontano di quel mondo che nessuno vuole vedere, in cui ragazzi e bambini sono purtroppo i protagonisti. Lindsay Addario racconta davvero storie che trasportano in un mondo così lontano, da sembrare surreale, eppure è più reale di qualsiasi altra fotografia.

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@Lindsay Addario

 

Palani Mohan

Nato in India, cresciuto in Australia, ora vive e lavora a Hong Kong. Molti dei suoi progetti sono in bianco e nero, alcuni addirittura con il classico formato mobile quadrato. Palani Mohan racconta in modo non scontato paesi, tradizioni ed eventi che tutti conosciamo. Passa dalla fotografia dell’Opera House di Sydney, ai cacciatori di balene e alla caccia con le aquile in Mongolia, passando attraverso l’Outback australiano, i lottatori di Sumo e i terremoti in Nepal. Il suo stile a tratti minimalista, non segue le regole della “perfezione” fotografica, ma è molto efficace. Le sue foto trasportano nei diversi mondi e ogni suo progetto racconta una storia da cui non si possono scollare gli occhi.

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@Palani Mohan

Justin Mott

Tra tutti i fotografi di viaggio di cui abbiamo parlato, è quello più dedito all’attività commerciale. Justin Mott ha lavorato con diversi brand come Microsoft, Bosch, Hyatt, ma ha collaborato anche con diverse riviste di viaggio. Di recente ha avviato la sua campagna social #aksMOTT, in cui dispensa consigli sulla fotografia a chiunque inserisca l’hashtag nella propria foto sui social. L’occhio social da instagramer è ben visibile nelle sue fotografie di viaggio, contraddistinte da colori vividi e un’armonia compositiva davvero impressionante. Anche se alcuni scatti sono forse un po’ troppo “costruiti”, Mott centra il bersaglio in particolare con le sue fotografie dedicate al sociale e alle ONG.

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@Justin Mott

Jake Stangel

Fotografo e amante della bicicletta di San Francisco, la sua lista di collaborazioni con riviste e brand è praticamente infinita. Quello che ci colpisce più delle sue foto sono i colori tenui, la composizione minimalista, molto armoniosa e lo stile decisamente hipster. Non fotografa grandi eventi sociali, conflitti e causa umanitarie, i suoi progetti sono focalizzati sul viaggio inteso proprio come viaggio di piacere, sui momenti di vita quotidiana e sui grandi paesaggi della natura. Tra i suoi progetti più interessanti ci sono: Three Weeks in India, Deep Montana, Patagonia e Facial Studies.

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@Jake Stangel

Emily Mott

Vive in una fattoria nel West Sussex circondata da alberi di mele, con 8 galline felici (così le descrive) e un gatto chiamato Groucho. Ha iniziato la sua carriera di fotografa passando un mese interno nel Northern Territory australiano insieme a una famiglia aborigena, per fotografare le abitudine e le usanze della loro cultura. Da allora ha continuato a viaggiare per il mondo, facendo anche diversi reportage per promuovere l’eco-turismo come pratica sostenibile.  I suoi progetti fotografici in Borneo, Mali, Spagna, Madeira e Italia sono stati pubblicati da diverse riviste di viaggio di fama mondiale. La natura è il tema principale, ma anche le persone e come queste due entità si relazionano tra di loro. Emily Mott ha a cuore il tema dell’ambiente e della sostenibilità nel suo senso più ampio, tutto questo emerge molto bene dai suoi scatti che raccontano storie di tradizioni locali, riserve naturali e culture da scoprire.

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@Emily Mott

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