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Street art a Comacchio: alla scoperta del Manufactory Project

Comacchio è una piccola perla della provincia di Ferrara, famosa per il suo centro storico in bilico tra terra e acqua: siamo state qui diverse volte, ma durante quest’ultimo viaggio abbiamo avuto la possibilità di trovare una città diversa, sicuramente più colorata. Se ti stai chiedendo dove trovare la street art a Comacchio non abbiamo alcun dubbio: lo Stadio Raibosola ospita alcune delle opere più belle dei più famosi street artist italiani. Ma come mai è stata scelta questa location? Com’è nato questo progetto? Ora ti sveliamo tutto quello che devi sapere sul Manufactory Project.

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Manufactory Project: l’arte urbana a Comacchio

Comacchio, oltre ad essere la destinazione perfetta per gli instagram addicted, ha accolto fin dal passato alcuni tra i più importanti street artist italiani, come Blu ed Ericailcane. Proprio qui i due artisti hanno mosso i primi passi nel mondo della urban art, rivoluzionando il modo di concepire lo spazio pubblico e intervenendo sulla lunga parete dietro le case popolari di via Spina, sulle pareti della palestra scolastica, tra via Fattibello e via Squero, e su quelle del vecchio depuratore di via Marina. Ma se pensi che la street art a Comacchio finisca qui, ti sbagli di grosso.

A distanza di alcuni anni, Riccardo Buonafede, urban artist locale, e Marco Miccoli, con la collaborazione dell’amministrazione comunale, hanno dato vita al Manufactory Festival, un progetto nato dalla necessità di valorizzare e tutelare le opere che già colorano Comacchio, offrendo la possibilità ad artisti internazionali di dedicarsi ad un percorso  di riqualificazione di alcune zone della città. Da qui si è poi deciso che una importante porzione delle mura esterne dello Stadio Raibosola venisse trasformata in un museo a cielo aperto: in questo caso la mescolanza di stili ha trovato nella componente “marittima” il vero punto in comune.

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Il festival si è tenuto dal 22 al 24 giugno e tutti gli artisti che desideravano candidarsi hanno dovuto inviare il proprio progetto: sono state ammesse le tecniche di spray painting, stencil e brush-painting, ma non quelle di sticker e wheatpasting. Ospite d’eccezione della prima edizione del Manufactory Project è stato il writer belga Dzia, celebre per i suoi dipinti in tutta Europa. A Comacchio Dzia si è dedicato alla facciata dello stadio comunale, mentre il resto delle mura di cinta sono stati affidati agli altri artisti, 10 dei quali invitati dagli organizzatori e 10 selezionati attraverso una call pubblica.

Street art a Comacchio: le nostre opere preferite 

Durante i nostri giorni a Comacchio, ci siamo ritagliate un po’ di tempo per ammirare le opere sullo Stadio Raibosola ed è stata una visita molto piacevole. Di fianco allo stadio infatti, immerso nel verde, è stato realizzato anche uno skatepark in cui abbiamo potuto vedere bambini e ragazzini in piena azione, tra salti e piroette. Dopo esserci sentite giovani come una volta, abbiamo passeggiato intorno alla parte esterna dello stadio, ammirando uno ad uno tutti i murales e siamo state piacevolmente colpite: oltre all’indubbio talento degli artisti scelti, ciò che spicca è la coerenza artistica. Ogni street artist ha interpretato un soggetto che aveva a che fare con il mondo marino, servendosi però di tutta la sua creatività e di tecniche tra loro molto diverse: il risultato? La street art a Comacchio si afferma come una finestra aperta sull’attuale mondo della urban art, conquistando gli art addicted, ma anche i viaggiatori casuali. Ecco quindi la nostra personalissima top five dei muri che più ci hanno fatto innamorare:

  • l’opera di Reve+ è un concentrato esplosivo di colore e dialogo tra cielo e mare;
  • il grande capolavoro realizzato da Dzia è un autentico inno alla bellezza delle creature marine, uniche e speciali;
  • Alessandra Carloni, con il suo muro, ci ha fatto sentire bambini esploratrici, alla ricerca della bellezza che crescendo a volte si perde;
  • Riccardo Buonafede, artista oltre che organizzatore, ha realizzato un’opera pop dal fascino indimenticabile;
  • infine l’occhio del granchio di Dissenso Cognitivo è un concentrato di intensità e colore davanti a cui siamo rimaste davvero incantate.

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Se hai in programma di concederti una giornata alla scoperta della street art, Comacchio è la destinazione perfetta per te: e ricordati di farci sapere quali saranno le tue opere preferite 😉

 

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