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Sharing economy: come sta cambiando il mondo dell’arte contemporanea?

sharing economy

06 Ago Sharing economy: come sta cambiando il mondo dell’arte contemporanea?

Con l’avvento della crisi economica è nato un nuovo modello di consumo, basato sulla condivisione e sulla collaborazione: la sharing economy è un sistema che promuove forme di consumo più consapevoli e che generino minore impatto ambientale, attraverso l’utilizzo congiunto di un bene o sul suo riutilizzo. E’ strettamente connessa al concetto di economia circolare, ovvero all’uso comune delle risorse disponibili, che passano così da un individuo all’altro, per il bene del verde ma anche del portafoglio.

Questo nuovo modello è stato applicato in diversi modi, dal fai da te al baratto, dal crowdsourcing alla più concreta condivisione di un bene o servizio (ad esempio di un’auto, come con BlaBlaCar); ma soprattutto ha investito vari settori, tra cui anche quello dell’arteIl mondo moderno è in continuo divenire e anche il circuito dell’arte non è da meno: quanto e in che forme la sharing economy ha influenzato l’arte contemporanea e l’operato degli artisti? Oggi voglio condividere con te una serie di interessanti iniziative che diffondono l’arte in modo innovativo e non convenzionale!

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@Greenme.it

L’Artist Pension Trust è un fondo pensionistico per artisti che, in cambio della cessione del diritti d’autore di un’opera all’anno, garantisce sicurezza economica ai membri che ne fanno parte. L’accordo stabilisce che gli incassi ottenuti dalla vendita dell’opera stessa tornino solo in parte all’autore (per il 40%), mentre il 32% venga distribuito tra gli artisti che fanno parte del fondo. L’APT, fondato nel 2004 da Moti Shniberg, David Ross, Pamela Auchincloss e Dan Galai, risponde all’esigenza di molti artisti di godere di una certa stabilità finanziaria duratura nel tempo, garantita anche dal successo dei colleghi e grazie alla condivisione dei profitti.

Mi è capitato svariate volte di voler andare a un’esposizione che mi interessava ma che nessuno potesse venire con me. Con Arsity ho creato un profilo che descrive i miei interessi e che grazie alla geolocalizzazione mi permette di trovare eventi d’arte e compagni di mostre vicino a me. Una piattaforma che favorisce l’incontro e la condivisione e che aggiunge all’esperienza di visita al museo una nuova socialità.

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@Laura Savina

Sono 68 in Italia le piattaforme di crowdfunding per finanziare idee imprenditoriali, cause sociali o progetti di qualsiasi tipo, delle quali 12 sono specificatamente volte a sovvenzionare l’arte contemporanea e la progettazione artistica in generale (la musica, il cinema, l’editoria). Negli ultimi anni sono cresciute le campagne di raccolta fondi per finanziare la cultura (di pochissimo superate da quelle ideate per cause sociali o per progetti di business). Tali iniziative hanno cambiato il modo di finanziare le idee e i progetti artistici: la difficoltà sempre maggiore nel reperire fondi da parte di enti pubblici e privati ha favorito la nascita di piattaforme alternative basate sul finanziamento dal basso e sul sostegno degli utenti, dando all’arte e alla cultura nuove possibilità e nuova vita. Le più conosciute? BeArt, Art Rising, BeCrowdy, CrowdArts.

Accanto al crowdfunding è nata anche un altro modo di sovvenzionare l’arte in maniera condivisa: l’applicazione Artuu si basa sull’opportunità di effettuare investimenti congiunti su una stessa opera d’arte, rendendo la sovvenzione  meno rischiosa e onerosa, ma anche più facile. Il ritorno sull’investimento è dato dall’entità dello stesso e avviene nel momento in cui l’opera è venduta. La startup italiana, fondata da Sofia Beltramo e Giovanni Mavaracchio, promuove e finanzia l’operato di artisti emergenti, sia attraverso privati che attraverso l’intermediazione di gallerie d’arte.

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@iFinance

L’incontro tra sharing economy e arte contemporanea non ha cambiato solo il modo di sostenere economicamente l’arte, ma anche di diffonderla: TeatroXCasa è una piattaforma che promuove il teatro libero, portandolo nelle case degli italiani e creando un festival di arti performative permanente che si esibisce nei nostri salotti. Il palcoscenico incontra la comunità e l’offerta culturale si arricchisce dell’esperienza sociale di condivisione. La formula magica dell’iniziativa è lo spettacolo di qualità, l’intimità dell’esperienza e la convivialità

La diffusione dell’arte e della cultura non è più nelle mani di una ristretta cerchia di esperti, ma è ora in mano al suo pubblico: nell’era della sharing economy, anche l’arte diventa ubiqua ma soprattutto più innovativa e più democratica!

 

Silvia Puelli
silvia.puelli@live.it

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