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Quando la moda si fa arte: 4 quadri diventati abiti

Chi crea cosa? Artisti e stilisti, che sono prima di tutto creativi. Elsa Schiapparelli e Salvador Dalì, Yves Saint Laurent e Piet Mondrian. Il fotografo di moda Cecile Beaton e Jackson Pollock, Vivienne Westwood e Keath Haring. Ancora Alexander McQueen e Damien Hirst. Queste sono solo alcune tra le collaborazioni più celebri che hanno visto arte e moda contaminarsi a vicenda fino al punto di riuscire a costruire, in una collezione haute couture, delle figure che sembrano essere uscite da vere e proprie opere d’arte.

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Gli stilisti sono stati sempre attenti al ruolo dell’artista: soprattutto negli anni ’20 queste due figure hanno iniziato a confrontarsi e a volte anche a sfidarsi. Gli artisti erano per la maggior parte delle volte dei veri e propri “dandy” e in quanto tali, specie nei “passages” parigini, non potevano girare per la città senza un bel completo. Balenciaga magari. A loro volta, stilisti come Yves Saint Laurent, hanno collezionato così tante opere d’arte da aprire poi una loro galleria privata. Designer che si sono guardati attorno hanno scavato nella loro interiorità e hanno esteriorizzato le loro creazioni  e “la loro arte” al pubblico. Se come sosteneva Gianni Versace “nella moda non è artista solo chi la crea, ma allo stesso tempo chi la interpreta”, allora possiamo sentirci anche noi, come in un museo, protagonisti dello stesso spettacolo. Addentrandoci nelle tinte, ma sopratutto “nei tessuti”, proviamo a spiare più da vicino alcune collezioni di alta moda che sembrano trarre ispirazioni da iconiche tele d’artista.

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@GlamourZone

Dolce & Gabbana e Modigliani

Colletti alti, ricamo e colori forti: sono queste le parole chiave che più richiamano la collezione primavera\estate 2017 di Dolce e Gabbana. In particolare il tubino in pizzo nero, noto marchio di fabbrica della maison che però ci rimanda a qualcos’altro. O a qualcun altro. Il collo lungo, i visi “spezzati” e l’acconciatura bon ton delle modelle, ci suggeriscono Parigi, Montparnasse, Modì. L’artista livornese sembra proprio che abbia collaborato alla collezione. Grazie al gusto per il sagomato e per le forme allungate, Dolce e Gabbana trasporta la sfilata di Milano da un altra parte e forse anche in un altro tempo.

Marchesa e Egusquiza

Rouches, tulle e toni di rosa: il brand Marchesa cuce sul corpo delle indossatrici abiti ottocenteschi con una leggerezza unica. Modelli eleganti e da un vago stile retrò che potrebbero provenire benissimo da una tela naturalista. Ad essere interessato alla moda spagnola e parigina di quegli anni fu in particolare Egusquiza. Pittore che ha indagato sulla raffinatezza dello stile femminile immortalandola nei suoi dipinti, era particolarmente legato alla musica, soprattutto a quella sperimentale del tempo. L’attaccamento al compositore Wagner si traduce in Marchesa con una presenza incessante di organza. Il rumore e i suoni sprezzanti del musicista diventano tessuti, onde, dettagli.

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@Grazia

Gucci e De Madrazo y Garreta

Centrini, pietre preziose e colori sgargianti. La primavera\ estate 2017 di Gucci crea un vero e proprio “caleidoscopio di tonalità brillanti”. (Vogue). La collezione Cruise ci porta a Westminster, Londra, un luogo dove l’eccentrico stile della maison dà vita ad uno stile indefinito, a tratti british, a tratti esotico. Le gitane dipinte da De Madrazo y Garreta sono capaci di racchiudere tutto questo e il gusto verso l’ornamento e il colore delle terre spagnole abbracciano la raffinatezza del realismo dei primi anni del novecento. Se da una parte figure del passato e della tradizione (vedi la Medusa di Caravaggio) hanno reso celebre brand come Versace, dall’altra nuove campagne pubblicitarie di moda invece, vogliono puntare ad altro. A qualcosa che vada oltre l’immagine e la pura riproduzione. La moda tende ad ispirarsi all’arte, ma i ruoli possono davvero invertirsi? Questo il caso di Maison Margiela e Benjamin Shine.

Maison Margiela e Benjamin Shine

Mai prima del 2017,  abbiamo visto sfilare nelle passerelle di tutto il mondo  un lavoro inedito, dove l’artista ha creato dal nulla un’installazione. Non un allestimento (come nel caso di Damien Hirst e McQueen), ma una vera e propria opera d’arte. In occasione della Fashion Week 2017 di Parigi, John Galliano direttore creativo di Maison Margiela, insieme all’artista londinese Benjamin Shine, ha dato vita a qualcosa di unico e spettacolare: Maison Margiela Artinasal. Un ritratto femminile realizzato con un solo tulle cucito a mano è ciò che guida l’intera collezione, dove l’artista non più sottofondo, diventa protagonista!

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