5 mostre d’arte contemporanea da non perdere a novembre 2024

Novembre è quel mese in cui rifugiarsi tra le mura accoglienti di un museo diventa un piacere ancora più irresistibile.

Sono tanti i musei che hanno da poco inaugurato nuove mostre che uniscono pittura, design, digitale, riflessioni che si ripetono nel tempo e sperimentazioni contemporanee. Così, se nelle prossime settimane hai in programma di concederti una domenica o un weekend all’insegna dell’arte, abbiamo deciso di raccogliere alcune ispirazioni in questo articolo.

Ecco la nostra lista delle 5 mostre d’arte contemporanea da non perdere a novembre 2024: si tratta di un viaggio denso e particolarmente ricco di suggestioni.

Mostre d’arte contemporanea novembre 2024: gli appuntamenti imperdibili

Il nostro viaggio alla scoperta delle mostre d’arte contemporanea da non perdere a novembre 2024 si sviluppa tra Roma, Torino, Milano e Lugano.

Partendo da alcuni dei nostri artisti preferiti come Yves Klein che ci conduce fino a Lugano, ci siamo accostate ad esperienze uniche come “futurBella”, la mostra negli spazi di rhinoceros che è il meraviglioso palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico.

Ecco quindi quali sono gli appuntamenti che ti consigliamo di segnare in calendario per i tuoi prossimi weekend di novembre.

Futurbella – Rhinoceros Roma

Fino al 30 novembre da Rhinoceros Roma.

Cosa sarebbe scaturito dall’incontro di Bella Baxter e Fortunato Depero?

Possiamo immaginarlo grazie al progetto futurBella curato da Raffaele Curi in scena da rhinoceros, lo spazio di Fondazione Alda Fendi dedicato alle arti nel cuore di Roma, in zona Foro Boario. Si tratta di un percorso che si snoda tra ispirazioni novecentesche e linguaggi contemporanei e si sviluppa sui sei piani del palazzo progettato da Jean Nouvel, realizzando un ritratto sfaccettato di Depero (pittore, scultore, illustratore, scenografo, costumista, designer). 

Tutto inizia con un’installazione dedicata all’iconica bottiglia Campari, un evergreen del Depero designer e si prosegue con altre opere di grande impatto estetico. La mostra è visitabile gratuitamente fino al 30 novembre e noi ti consigliamo di non mancare.

PS: se la visiti in orario serale come abbiamo fatto noi, quando esci presta attenzione all’Arco di Giano e allo splendido lavoro di light design che è stato finanziato sempre da Alda Fendi come dono alla città di Roma.

Leggi anche: Guida all’arte contemporanea a Roma

Rabbit Inhabits the Moon – MAO

Fino al 23 marzo 2025 al MAO a Torino.

Questa mostra è un ottimo modo per celebrare il 140° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Corea e Italia: l’esposizione, curata da un team internazionale guidato da Davide Quadrio e Joanne Kim, mette a confronto la visione artistica di Nam June Paik con l’evoluzione contemporanea dell’arte coreana.

Nel percorso espositivo spiccano 17 lavori di Paik, come l’installazione che dà il titolo all’evento, “Rabbit Inhabits the Moon”, “Plexiglass Cello TV” e “Fluxus Island in Décollage Ocean Human”, ma non solo: ad affiancare questi capolavori iconici ci sono le creazioni di sei artisti coreani contemporanei che esplorano le risonanze tra l’eredità artistica di Paik e le nuove tendenze visive.

Un’esperienza viva di dialogo e riflessione, di contaminazione e di nuove scoperte: tra le mostre d’arte contemporanea da non perdere a novembre 2024, questa al MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino è una vera perla.

Da Dubuffet all’Art Brut – MUDEC

Fino al 16 febbraio 2025 al MUDEC a Milano.

L’arte può essere teorizzata lontano dalle sale dei musei d’arte? Questo è quello che è successo nella Parigi postbellica, quando l’artista e teorico Jean Dubuffet ha dato vita all’Art Brut, considerata un’arte priva di filtri.

Al Mudec di Milano va in scena una mostra appositamente concepita per il Museo delle Culture, frutto della collaborazione con la Collection de l’Art Brut di Losanna, che possiede una straordinaria raccolta di oltre 70.000 opere nata dal nucleo della donazione fatta da Dubuffet alla Città di Losanna nel 1971. 

Il percorso espositivo si compone di disegni, dipinti, sculture e opere tessili: in mostra è a disposizione un’audioguida gratuita, che si può scaricare come app in biglietteria; tra le voci e i commenti che accompagnano la visita c’è anche quella dello stesso Jean Dubuffet e di altri artisti di Art Brut. 

Yves Klein e Arman. Le Vide et Le Plein – Collezione Giancarlo e Danna Olgiati

Fino al 12 gennaio 2025 alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati a Lugano.

Ci spostiamo fino a Lugano per la prossima mostra, precisamente nella sede della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati. “Yves Klein e Arman. Le Vide et Le Plein” è un progetto espositivo inedito che mette in dialogo per la prima volta l’opera dei due artisti francesi esponenti di punta del celebre movimento del “Nouveau Réalisme”.

Il percorso espositivo si snoda tra sessanta lavori e mette in luce due aspetti antitetici e allo stesso tempo complementari della loro poetica: il vuoto e il pieno. Per Klein il Vuoto, in quanto qualità spaziale, si identifica anche con la dimensione poetica di “immaterialità” verso cui tende la sua ricerca artistica, mentre attraverso il concetto di Plein Arman esalta l’oggetto frutto della produzione industriale e ne duplica la presenza fisica fino alla saturazione.

Un’esperienza immersiva e riflessiva davvero interessante.

Post scriptum – MACRO Museo d’Arte Contemporanea

Fino al 16 febbraio 2025 al MACRO Museo d’Arte Contemporanea a Roma.

Dimenticare a memoria è un’espressione che ci ha colpito tantissimo. Tu l’avevi mai sentita?

Si tratta di un’espressione coniata alla fine degli anni Sessanta dall’artista concettuale Vincenzo Agnetti ed è il titolo della collettiva che conclude la programmazione del MACRO con la direzione artistica di Luca Lo Pinto. Si tratta di un progetto durato 5 anni che è nato dall’esigenza dell’istituzione museale di interrogarsi sulla sua identità e sulle sue modalità di produzione artistica e relazione con il pubblico.

Il museo si riflette in una mostra, diffusa in tutta la sua architettura, in una superficie di oltre 10.000 metri quadri: un’esperienza di grande impatto anche per il visitatore che si sente protagonista di un processo più ampio di “una classica mostra”.

Sempre al MACRO ti consigliamo di non perdere una delle installazioni artistiche più celebri di Allan Kaprow che è Yard.

Non si tratta solo di un’opera, ma del manifesto di un’arte rivoluzionaria e decisa a rompere gli schemi che è stata realizzata originariamente nel 1961, in occasione della collettiva Environments, Situations, Spaces presso la Martha Jackson Gallery di New York. Fidati, è un’esperienza!

Leggi anche: Guida alla street art a Roma!

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