Street Art a Roma: i quartieri da non perdere

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Street Art a Roma: i quartieri da non perdere

Roma è un enorme laboratorio urbano in continua trasformazione, per questo realizzare una guida che sia minimamente esaustiva della street art a Roma è estremamente complesso. Ci teniamo ad essere sincere con te che ci stai leggendo in questo momento perché siamo certe che questo articolo non sarà mai completo, ci impegneremo per aggiornarlo di volta in volta, ma a Roma potresti passare una vita intera alla ricerca della street art.

In questo articolo condividiamo quali sono i quartieri in cui poter ammirare i progetti di street art più interessanti a nostro avviso, sia finanziati con fondi pubblici e privati, sia indipendenti. Quello di cui non ti parleremo in questo articolo invece è tutto l’universo dei graffiti che vede tra i suoi massimi esponenti della scena romana Geco e siamo certe che ti accompagnerà per tutto il tuo viaggio nella capitale, in qualsiasi quartiere andrai, esattamente come ha fatto con noi.

Quadraro

Per parlare di street art a Roma partiamo dal Quadraro, uno dei primi progetti che abbiamo scoperto diversi anni fa ed è anche uno dei più noti. La street art al Quadraro è nota con il nome di MUro, un progetto nato nel 2010 dall’artista Diavù che ha trasformato questo quartiere romano in un vero museo a cielo aperto.

Le opere di MUro sono nate in seguito ad una condivisione con i cittadini che hanno partecipato attivamente alla scelta dei soggetti realizzati dagli artisti, talvolta anche mettendo a disposizione i propri muri di casa. Si potrebbe definire oltre ad un progetto site-specific, un progetto community-specific ed è proprio questo che ha reso la street art al Quadraro uno degli esempi più importanti per la città di Roma. Un’altra nota importante riguarda la sperimentazione messa in atto per preservare e restaurare le opere degli artisti, pratica decisamente non comune quando si parla di arte urbana.

Tra gli artisti che hanno realizzato opere al Quadraro di Roma ci sono Alice Pasquini, Zio Ziegler, Nicola Alessandrini, Diavù, Gary Baseman, Lucamaleonte, Jim Avignon, Ron English, Daniele Tozzi, Fin DAC e tantissimi altri nomi italiani e internazionali.

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Per scoprire la storia del Quadraro, quartiere con una forte anima di resistenza, e per fare un meraviglioso tour dei murales puoi partecipare ad una delle visite guidate che vengono effettuate a piedi o in bici. Abbiamo scritto un articolo che racconta la nostra esperienza!

Come riferimento per le vie in cui trovare i murales ci sono: Largo dei Quintili, Via dei Lentuli, Via dei Pisoni. Prenditi il tempo per esplorare il quartiere e noi ti consigliamo assolutamente di prenotare una visita guidata!

Leggi anche: MUro, il museo di urban art di Roma al Quadraro

Tor Marancia

Un altro quartiere decisamente molto noto a Roma per la street art è Tor Marancia che nel 2015 è stato protagonista del progetto Big City Life realizzato da 999Contemporary con l’obiettivo di trasformare la zona in un museo condominiale.

Big City Life è nato come progetto di partecipazione pubblica delle 500 famiglie residenti nello storico lotto 1 di Tor Marancia all’interno di case popolari, insieme alle scuole e alle associazioni locali che hanno avuto la possibilità di incontrare e conoscere gli artisti.

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Ciascuna delle 22 opere realizzate sulle facciate delle palazzine è stato proprio frutto di questo incontro tra comunità locale e artisti nazionali e internazionali. A Tor Marancia, la street art è diventata una vera e proprio attrattiva, con lo scopo non solo di coinvolgere la popolazione e rendere uniche e di valore le facciate delle palazzine, ma anche di attrarre visitatori che vengono in  questo quartiere solitamente escluso dagli itinerari turistici della capitale.

Tra gli artisti coinvolti ci sono: Alberonero, Moneyless, SatOne, Seth, Vhils e tanti altri.

San Basilio

Restiamo sempre in periferia di Roma, ma dal sud di Tor Marancia ci spostiamo ad est e arriviamo a San Basilio e Rebibbia, due luoghi straordinaria in Europa in cui ogni amante dell’arte urbana dovrebbe andare.

Se parli con un romano e gli dici che stai andando a San Basilio o a Rebibbia la sua faccia sarà di stupore e incredulità: perché andarci?

Noi li abbiamo visitati in una fresca mattina di ottobre e dobbiamo dire che ne siamo uscite entusiaste! San Basilio con il progetto SanBa è un perfetto esempio di come l’arte urbana debba necessariamente andare di pari passo a interventi più strutturali di riqualificazione urbana. Oltre ad essere un progetto partecipato infatti, l’arte urbana ha senso nei quartieri periferici quando è accompagnata da processi di miglioramento degli spazi comuni che così, diventano più fruibili dalle famiglie che ci risiedono.

L’arte pubblica realizzata da Hitnes, Liquen e Agostino Iacurci ha lasciato il proprio segno sulle facciate delle case popolari del quartiere e in particolare le opere di Hitnes fanno da cornice ad uno splendido parco con un percorso fitness attrezzato e un’area giochi per bambini recentemente realizzata.

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Il progetto risale al 2015, è stato curato da Stefano Pallotta e curato da WALLS che hanno coinvolto gli artisti in un processo di partecipazione con la comunità locale a nostro avviso davvero riuscito.

Ne è un esempio la dedica che Liquen ha lasciato in uno dei murales: “Grazie al Lotto 26 e alle signore del pranzo”. Quando arte pubblica e umanità si incontrano, non possono che nascere autentiche meraviglie!

Noi ti consigliamo di non perdere le opere “El Renascer” e “El Devenir” di Liquen in via Maiolati e in via Fiumata, le opere di Hitnes nella piazza tra via Arcevia e via Treia, le opere di Iacurci in via Osimo e in via Fabriano. Infine l’opera di Blu che rappresenta il santo patrono del quartiere e rievoca le proteste per il diritto alla casa del 1974, in cui perse la vita Fabrizio Ceruso.

Rebibbia

Poco distante da San Basilio si trova Rebibbia, storico quartiere di Roma conosciuto per la presenza del penitenziario, ma noi siamo felici di dirti che è anche noto per ospitare 3 opere di Blu davvero uniche.

Si tratta di muri di grandi dimensioni 2 situati in via Ciciliano al Lotto 24 e uno in via Palombini, realizzati tra il 2015 e il 2019. Come sempre Blu tratta importanti temi sociali nelle sue opere e lo fa solitamente in zone periferiche che hanno una storia importante e complessa, esattamente come Rebibbia.

I 3 murales sono: Càpita, la Spirale dell’Evoluzione e la terza rappresenta un corpo vegetale rampicante che agguanta un edificio di cemento.

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Càpita rappresenta l’impossibilità per l’essere umano di scegliere da che parte nascere, se da quella più ricca o più povera, mentre la Spira dell’Evoluzione mostra il circuito straziante dell’evoluzione umana, destinata a sgretolarsi completamente.

Infine, l’ultima opera di Blu rappresenta un corpo vegetale rampicante che si aggrappa ad un edificio in cemento. Il motivo per cui Blu ha realizzato queste opere? Supportare i comitati di quartiere di Rebibbia nell’ottenere la possibilità di proporre attività sportive a tutti.

Trullo

Quella del Trullo è una storia di quartiere che si contrappone alle dinamiche da grande metropoli. Il Trullo è un quartiere periferico della zona sud di Roma, poco distante dall’Eur e la sua storia di rigenerazione parte non solo dall’arte urbana, ma anche dalla street poetry.

I protagonisti di questa storia sono i Pittori Anonimi del Trullo e i Poeti der Trullo che si autodefiniscono metroromantici. Una commistione di parole e immagini che spingono le persone e i residenti ad osservare la realtà che stiamo vivendo. Quindi al Trullo non troverai i “big player” che sono scesi in campo per Tor Marancia ad esempio, ma artisti locali, insieme a grandi nomi, per un progetto che è nato e rimane del quartiere.

Da non perdere comunque ci sono l’opera “Ovunque Sono” di Gomez in via del Trullo, l’opera di Mercy e Mistercaos nella piazza ad angolo con via Campagnatico, l’opera “Il Campione” di Jorit in via del Trullo.

Altre vie da prendere come riferimento per non vedere i murales del Trullo sono via di Massa Marittima, via Ventimiglia, via Campagnatico e via di Monte Cucco.

Tufello

Si spostiamo in un’altra zona periferica di Roma, ma questa volta a nord: il Tufello dove i primi murales si possono vedere già usciti dalla fermata della metro Jonio. Qui si trova l’opera di Krayon in supporto alla comunità LGBTQ+ che rappresenta con il suo stile pixellato, un bacio tra 2 donne.

Al Tufello si trovano anche diversi tributi ad alcune figure dello spettacolo che hanno reso Roma grande in tutto il mondo: Vittorio De Sica al Parco Jonio e Gigi Proietti in via del Tonale, realizzato da Lucamaleonte.

In via Monte Rocchetta si trova anche un tributo a Stefano Cucchi, realizzato dall’artista Harry Greb, il quale ha realizzato anche un’altra opera dedicata a Gigi Proietti in via Capraia.

Al Tufello ha lavorato anche Jorit con un murales dedicato a Valerio Verbano situato in via delle Isole Curzolane e sempre sua è l’opera dedicata a Bobby Sands all’interno del cortile della palestra Valerio Verbano. Un’altra tappa da non perdere al Tufello per la street art è via Monte Meta con l’Atelier Popolare d’Arte in cui si può vedere anche un’opera di Alice Pasquini.

Trastevere

Trastevere è il cuore della vita notturna di Roma, dei ristoranti ed è uno dei primi posti in cui approdano i turisti in città. Eppure c’è molto più di questo. Passeggiando lungo viale Trastevere oppure nei vicoli stretti che caratterizzano il quartiere, ti accorgerai subito di come questo sia il quartiere della street poster art di Roma. Qui i graffiti si uniscono a interventi spontanei e solitamente di piccole dimensioni, ma decisamente interessanti. Artisti come Merioone, Elia900, Query e Harry Greb hanno reso i muri e le serrande di Trastevere un mix di satira politica e temi sociali su cui riflettere.

I luoghi clou in cui poter vedere un po’ di street poster art sono viale Trastevere, via della Lungaretta, via della Paglia e la facciata del cinema America, una delle zone di Trastevere che abbiamo preferito.

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Sulla facciata esterna dell’ospedale Nuovo Regina Margherita invece si trova una delle opere più iconiche del quartiere, realizzata da My Dog Sighs e rappresenta oltre 500 occhi all’interno dei quali è presente lo skyline di Roma. A questo progetto ha lavorato anche la nostra amica Giulia di Blocal e ne ha raccontato il making of.

In via Ugo Bassi invece, una laterale di viale Trastevere, vedrai una scalinata realizzata da Diavù che rappresenta il volto dell’attrice Elena Sofia Ricci. Infine in Piazza Sant’Egidio, nel cuore della movida di Trastevere puoi trovare un’opera di Neve sulla serracinesca di un palazzo della piazza.

Ostiense

Poco distante da Trastevere si trova Ostiense, quartiere che negli ultimi anni è diventato il punto di riferimento per i creativi, le start up e le agenzie di comunicazione di Roma. A Ostiense si trovano alcuni degli spot di Roma che abbiamo preferito e te ne abbiamo parlato molto bene nell’articolo dedicato al nostro itinerario alla scoperta dell’arte contemporanea e moderna della capitale.

Da non perdere a Ostiense è il Gazometro tra via Riva Ostiense e via del Porto Fluviale. Qui si trova una lunghissima murata di artisti urbani e graffiti writer che ti consigliamo assolutamente di vedere.

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Spostandosi poi in via del Porto Fluviale verso la Pescheria, si trovano diverse opere di artisti internazionali, tra cui Axel Void e Agostino Iacurci, situato proprio sulla pescheria.

Proseguendo ancora, si arriva a un incrocio: qui si trova il cuore di Ostiense e lo noterai perchè sull’ex Caserma Aeronautica è presente una delle opere più straordinarie di tutta Roma: “I Mille Volti” di Blu. Di fronte a questo capolavoro, si trova l’opera di Iena Cruz realizzata con la pittura AirLite, di cui hanno parlato su numerose testate nazionali.

Leggi anche: 10 murales realizzati con la pittura AirLite

Noi ti consigliamo di non perdere anche il sottopasso di via delle Conce perché qui potrai vedere una fiancata dell’opera di Blu davvero ben conservata perché meno esposta allo smog e alle intemperie, un’opera di Huyro, diversi poster e usciti dal sottopasso un’opera di Herbert Baglione e una di Sten Lex.

Una vera chicca infine è l’ex centro sociale Alexis, purtroppo oggi chiuso, situato vicino alla Centrale Montemartini, dove puoi vedere un’altra opera di Blu, opere di Alice Pasquini e di altri artisti.

Ostiense è uno dei quartieri che abbiamo preferito in assoluto a Roma, goditi una bella passeggiata e poi un caffè in uno dei bar che abbiamo menzionato nella nostra guida di viaggio a Roma!

Testaccio

Arriviamo ora a Testaccio, uno dei quartieri di Roma in cui si mangia meglio (avrai l’imbarazzo della scelta per i ristoranti), ma anche uno dei quartieri più vivi e creativi della capitale.

Qui ha sede l’ex Mattatoio che, da luogo di sofferenza, si è trasformato in una:

  • sede dell’università Roma Tre
  • sede espositiva di mostre temporanee ed eventi (come il Romaeuropa Festival)
  • sede di residenze d’artista e progetti di ricerca culturale

L’ex Mattatoio ha al suo interno anche diverse murate realizzate da writer locali che ti consigliamo di non perdere, ma la street art a Testaccio non finisce qui.

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In via Galvani troverai l’opera di Roa “The Jumping Wolf”: un’opera straordinaria come è nello stile di Roa. Avvicinandoti all’ex Mattatoio invece puoi intravedere all’interno della vetrata dell’Hotel Retesta un’opera botanica di Tellas e infine all’interno del mercato di Testaccio, un’opera di Alice Pasquini.

Prenestina

Lungo la Prenestina si stanno sviluppando una serie di progetti molto interessanti. Prima di tutto devi sapere che via Prenestina è la strada che collega il centro di Roma con quartieri più periferici come Pigneto, Torpignattara, Centocelle, fino ad uscire dalla città. È lungo questa dorsale che artisti e creativi si stanno spostando per creare progetti e insediare i loro studi.

Sulla Prenestina quindi ti consigliamo di andare per due progetti in particolare:

  • il MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz
  • Villa Gordiani con le opere di Tellas

Il MAAM è un museo urbano, ma prima di tutto è uno spazio occupato in cui hanno trovato casa numerose famiglie straniere rivendicando il proprio diritto all’abitare. Oggi è un perfetto esempio di inclusione e valorizzazione delle diversità. All’interno del MAAM troverai opere di artisti urbani noti e opere realizzate insieme ai residenti. Tra gli artisti che sono intervenuti al MAAM ci sono: Millo, Lucamaleonte, Alice Pasquini, Kobra, Borondo e tanti altri.

A Villa Gordiani invece, nell’ambito del festival E.P.ART. l’artista Tellas ha realizzato due opere, la prima a largo delle Terme Gordiane, la seconda invece in via Basiliano, il tutto è stato curato dalla Wunderkammern Gallery. Le opere si integrano con la flora romana andando a creare un continuum tra i parchi e gli spazi urbani.

Torpignattara e Pigneto

Quando si pensa alla street art a Roma è inevitabile dirigersi in due quartieri confinanti che sono Torpignattara e Pigneto. Proprio a Torpignattara la galleria d’arte contemporanea Wunderkammern ha contribuito attivamente a rendere questo quartiere perfetto per gli art addicted. Inizialmente sono stati realizzati interventi in collaborazione con la Galleria, ma nel tempo sono stati tantissimi gli artisti indipendenti che hanno deciso di lasciare il loro segno sui muri. Le vie più cool per la street art a Torpignattara sono via Ciro Da Urbino, via Alessi e via Serbelloni e gli artisti più interessanti da vedere sono Blek Le Rat, Sten Lex, Hogre, C215, Crayon e MP5. 

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In particolare una delle opere che più vogliamo consigliarti è la Cappella Sistina di Torpignattara, realizzata nel 2015 da Nicola Verlato in via Alessi, uno straordinario tributo a Pasolini, di cui viene raccontata la morte.

Spostandosi a piedi verso il Pigneto, cuore della vita notturna romana, si possono vedere molti micro interventi di artisti come Alice Pasquini e Jef Aérosol. Via Fanfulla è l’indirizzo che devi segnare in agenda se sei alla ricerca di opere d’arte urbana perché qui sono custoditi molti interventi dedicati a Pasolini, come quelli di MAUPAL e Omino 71, e in via via Fortebraccio il maxi intervento “Intersection” di Jacopo Ceccarelli.

San Lorenzo

San Lorenzo è il quartiere degli studenti: il dinamismo della vita notturna e dei locali, si manifesta anche sui muri con stencil e opere di artisti più o meno famosi.

Una delle opere simbolo di San Lorenzo è quella dedicata al bombardamento subito durante la Seconda Guerra Mondiale, realizzato da Giulio Vesprini e Nulo in via degli Ausoni. Un altro muro che ci ha colpito tantissimo, realizzato in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne da Elisa Caracciolo, si trova lungo via Dei Sardi: raffigura oltre 100 sagome che si tengono per mano, con una targhetta e una data, in ricordo degli omicidi avvenuti quell’anno.

Altri muri da vedere sono quello di Sten Lex sul centro culturale Nuovo Cinema Palazzo, “Kidz are the future” in via De Lollis di Napal, Brus, Brek e Ade, e quello realizzato da Francesco Pirsichella, in arte Piskv, nel progetto di riqualificazione e miglioramento dell’impianto di basket di San Lorenzo.

Tor Bella Monaca

Tor Bella Monaca è uno dei quartieri periferici di Roma più interessanti per gli appassionati di arte urbana e custodisce tantissimi interventi, affermandosi come un museo a cielo aperto.

Il Museo Laboratorio di Tor Bella Monaca, in via dell’Archeologia 74, è stato inaugurato con i due muri realizzati da Leonardo Crudi e Elia Novecento, tra i maggiori esponenti  della Street Arte della Capitale, noti per la natura culturale della loro produzione. Tra gli artisti che hanno realizzato opere ci sono Flavio Solo, GECO, Zerocalcare, Lucamaleonte e molti altri.

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