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Cosa succede quando il mercato dell’arte sbarca al cinema?

Quante volte abbiamo visto dei film che hanno ripercorso la storie, le vite e le poetiche di tanti famosi artisti? Ma se come protagonista non ci fosse più l’opera d’arte ma il sistema che c’è dietro? Prendiamo in esempio tre film che hanno parlato di questo come La migliore offerta, The Square e Velvet Buzzsaw: tutti e tre hanno fornito un nuova sfaccettatura del mondo dell’arte contemporanea, tentando di andare oltre per scoprire gli aspetti “più nascosti” del mercato dell’arte. Ecco il mio racconto di questi film!

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@CinemaTographe, La migliore offerta

La migliore offerta

Al centro del film uno splendido Geoffrey Rush nei panni di Virgil Oldman, un richiestissimo battitore d’aste che, con la complicità dell’amico di vecchia data Billy, riesce a impossessarsi a basso costo di tele dal valore inestimabile. Il film gira attorno a questo personaggio, che tra colpi di scena e furti improvvisi delinea una figura professionale mai esplorata nel mondo cinematografico: il banditore d’asta e perciò con esso, il mondo delle case d’aste. Il concetto di “hasta” ha origine nell’antica Roma e fungeva da mezzo per ripartire il tesoro conquistato in guerra. Le aste ebbero successo fin dall’antichità, ma fu solo nel XVIII secolo, con Christie’s e Sotheby’s che le opere d’arte hanno cominciato a definire il loro mercato. Un film a dir poco meraviglioso che nella sua durata porta alla luce i misteri e gli intrighi che si celano nel sistema della compravendita. Che valore acquisisce un quadro? Secondo quali sistemi? Cosa c’è dietro ad un falso? Il geniale thriller di Tornatore riesce a sovvertire tutte queste domande e a porci dall’altra parte, dietro al martelletto. Dietro a chi vende e a chi compra.

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@CameraLook, The Square

The Square

The Square è un film del 2017 diretto da Ruben Östlund, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes 2017. Il protagonista è Christian, curatore di un importante museo di Stoccolma, che una mattina soccorre una donna in pericolo e si scopre poi derubato del telefono e del portafoglio. Dopo aver raggiunto il museo, il curatore si dedica alla costruzione di uno spazio che deve esporre un’installazione artistica dal nome: “The Square”. Essa consiste in un piccolo spazio aperto ma delimitato, di forma quadrata, i cui confini sono tracciati solo per terra, tra le pietre di un pavé. All’interno di questa struttura dovrebbe rappresentarvisi l’uguaglianza, come viene definito nel film: “un santuario di fiducia e altruismo”. Christian  nel frattempo decide di scrivere una lettera in cui reclama il furto subito , innescando una serie di conseguenze che spingono l’uomo in una serie di caotici eventi. E sono proprio questi ultimi che dirigono la linea dell’azione. The Square diventa una vero e proprio rebus dove lo spettatore è chiamato a trarne una soluzione.

Attraverso scenografie e tagli strettamente surrealisti (a tratti anche Duchampiani) il regista fa emergere le difficoltà del mondo dell’arte. Un film che vuol indagare sia sul ruolo dell’individuo all’interno di una società, che su quello del limite e del confine.  Fino a che punto oggi un’opera d’arte può definirsi tale?

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@LaScimmiaPensa, Velvet Buzzsaw

Velvet Buzzsaw

L’affascinante Jake Gyllenhaal interpreta i panni dello spietato critico d’arte Morf Vandewalt, che rimane particolarmente affascinato dai lavori di un misterioso artista. Nel frattempo l’agente emergente Josephina riesce a trovare un centinaio di opere appartenenti a questo pittore che si rivela essere l’inquilino del suo palazzo, morto in totale solitudine. La donna trova però tra le tele dell’artista un suo messaggio, in cui invita chiunque lo avrebbe preso fra le mani a distruggere tutte le sue opere. Ma quest’ultima non vuole saperne e decide di condividere tutti i suoi dipinti attraverso gallerie ed eventi espositivi.

Scritto e diretto da Dan Gilroy, rispetto ai due film sopracitati perde in quanto a struttura e drammaticità. Vengono a mancare dialoghi d’impatto o scenografie degne di nota, ma riesce comunque nella sua produzione a tratti splatter, a farci interrogare su alcuni aspetti del mondo dell’arte. Le gallerie, le fiere espositive, la constante e bramosa ricerca da parete delle istituzioni di trovare qualcosa di nuovo, che sia capace di vendere e stupire. Tra battitori, curatori e critici, il mondo dell’arte contemporanea si descrive come una voragine di dubbi, satire e aspetti contraddittori. Perciò siamo così sicuri che ad essere complicati siano solamente gli artisti?


Ph copertina: CinemaTographe

 

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