Henri de Toulouse-Lautrec oltre i manifesti: tutto quello che devi sapere

Durante i nostri viaggi a Parigi abbiamo avuto più occasioni di vedere le opere di Henri de Toulouse-Lautrec dal vivo.

Oltre al talento straordinario come artista pubblicitario, con i suoi manifesti indimenticabili, quello che ci ha colpito di lui è lo sguardo con cui studiava, interpretava e poi ritraeva le donne dell’epoca. La sua vita, nonostante sia morto a soli 36 anni, è stata densa di avvenimenti personali, opere d’arte rivoluzionarie, eccessi umani e un modo di approcciarsi al mondo da osservatore acuto e profondo.

In questo articolo scopriamo insieme la sua vita, il suo processo creativo, alcuni dei suoi capolavori e la mostra che lo vede protagonista a Palazzo Roverella a Rovigo fino al 30 giugno.

Toulouse-Lautrec biografia

Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa è nato nel 1864 all’Hôtel du Bosc di Albi, nella Francia meridionale.

I suoi genitori erano di origini nobili e la sua infanzia si snodò a Parigi a fianco dell’amatissima madre Adèle Zoë Tapié de Celeyran, che amava chiamarlo “gioiellino” e che si era separata dal marito Alphons Charles, conte di Toulouse-Lautrec-Montfa. Fin da bambino Henri aveva manifestato un amore per il disegno, in particolare per le caricature: la famiglia inizialmente lo supportò in questo talento, affidandolo al pittore René Princeteau, amico del padre.

Appena adolescente dovette fare ritorno ad Albi a causa dei problemi di salute sempre più insistenti: si scoprì presto che soffriva di una deformazione ossea congenita e purtroppo a 13 anni si fratturò prima il femore destro e l’anno successivo quello sinistro. Le sue fratture non si rimarginarono mai in modo corretto e la sua altezza da adulto si bloccò a 1.52 metri.

Questa condizione fisica di estrema fragilità, si abbinava ad un’estetica a tratti grottesca a causa del viso da adulto e delle proporzioni fisiche da ragazzino, ma queste difficoltà non lo hanno mai fermato. Dopo il diploma, decise di rientrare a Parigi per studiare con Léon Bonnat e poi con Fernand Cormon.

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Parigi gli ha offerto la possibilità di conoscere Vincent van Gogh, Émile Bernard e altri artisti, e la sua prima esposizione risale al 1885 al cabaret Mirliton di Aristide Bruant. Negli anni successivi, con lo pseudonimo di “Tréclau”, ha continuato ad esporre e partecipare al Salon des Indépendants. Parallelamente al lavoro di artista Toulouse-Lautrec trascorreva molto tempo nei locali di Parigi come il Moulin de la Galette, il Café du Rat-Mort, il Moulin Rouge e si dedicò anche ad alcuni viaggi in altre città europee.

Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta la sua produzione artistica continuò a crescere con dipinti di scene del Moulin Rouge e del Moulin de la Galette, sul teatro, sui bordelli e sul circo. Una serie di litografie molto famosa è stata Elles, dedicata alle prostitute della Maison Close di rue d’Amboise, in cui lui risiedeva stabilmente. Purtroppo però i problemi di salute e la sua dipendenza dall’alcol causarono una serie di ricoveri: fu colpito da due ictus e il 9 settembre del 1901 morì accudito dall’amatissima madre.

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@Travel on Art, Elles, Palazzo Roverella a Rovigo

Lo stile artistico e il processo creativo di Toulouse-Lautrec

La morte prematura a 36 anni non ha ostacolato Henri de Toulouse-Lautrec nel creare numerose opere d’arte tra dipinti, acquerelli, litografie e disegni).

Possiamo dire che nella prima fase della sua carriera si lasciò ispirare da Edgar Degas, come si può notare ammirando una delle sue opere più note che è “La Toilette”. Ma Toulouse Lautrec amava studiare e approfondire: per questo si è aperto con curiosità anche alle stampe giapponesi che lo hanno ispirato per il segno grafico minimale e i piani piatti, che si possono riscontrare in alcune delle sue opere grafiche più famose. Ma non si fermò nemmeno lì: definito da molti il ritrattista del popolo della notte, lavorò tantissimo anche sulle ombre, per accarezzare le figure femminili e gli uomini annoiati che animavano i locali parigini che lui era solito frequentare.

Non solo uno sguardo diverso, ma anche un’innovazione nella tecnica pittorica: Toulouse-Lautrec, come raccontato da Fanny Girard, direttrice del museo a lui dedicato ad Albi, sviluppò una pratica personale, interessandosi a materiali e supporti diversi a seconda degli effetti che voleva raggiungere. Un esempio concreto è la pittura a olio diluito nella trementina su cartone: i pigmenti, sciolti in questo solvente, permettono di ottenere una grande fluidità nel segno, oltre ad una asciugatura più rapida.

Ma non si fermò qui: un altro aspetto importante del suo stile artistico e del suo processo creativo riguarda i supporti, in particolare cartoni grezzi e tavole. Per gli studi si serviva spesso di cartoni sui quali tracciava linee di colore diluito su fondo intatto, mentre le tele utilizzate per i grandi formati erano semplicemente incollate.

La sua capacità di andare oltre ciò che sapeva padroneggiare, lo portò ad aprirsi ad altri ambiti creativi, come l’incisione, l’illustrazione e le arti decorative, per cui ancora oggi è ricordato e celebrato.

Toulouse-Lautrec e la potenza comunicativa dei suoi manifesti

Se ti è capitato di partecipare ad una mostra dedicata a Henri de Toulouse-Lautrec, avrai sicuramente visto alcuni dei suoi manifesti: l’opera grafica è stata particolarmente importante nella sua carriera e lui è stato considerato uno dei più apprezzati e talentuosi disegnatori del suo tempo.

Per questo possiamo dire con grande tranquillità che Toulouse-Lautrec ha saputo prevedere le potenzialità dell’arte usata a fini pubblicitari, promuovendo libri, ma anche locali. Il suo talento nel trasformare i manifesti in strumenti capaci di attirare gli sguardi dei consumatori è evidente, tanto che ha optato per colori intensi che attiravano l’attenzione e tagli compositivi con linee audaci.

Per descrivere a pieno la chiave del successo dei suoi manifesti, che conquistano ancora oggi a più di 100 anni di distanza, vorremmo usare le parole del critico d’arte Giulio Carlo Argan che ha scritto di lui:

È stato il primo a intuire l’importanza di quel nuovo genere artistico, tipicamente cittadino, che è la pubblicità: disegnare una affiche o la copertina di un programma costituiva, per lui, un impegno non meno serio che fare un quadro. E si capisce: nella pubblicità il comunicare per sollecitare è più importante che il rappresentare.

Se la rappresentazione è qualcosa che si fissa e si prospetta, la comunicazione si insinua e colpisce: per la prima volta, con Toulouse, l’attività dell’artista non tende più a concludersi in un oggetto finito, il quadro, ma si dipana nella serie ininterrotta dei dipinti, delle incisioni, dei disegni, nell’album di schizzi che si sfoglia come si leggerebbe una raccolta di poesie”.

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@Travel on Art, sezione mostra Palazzo Roverella a Rovigo

Toulouse-Lautrec e alcune opere più famose

Toulouse-Lautrec non ha avuto paura di ispirarsi a grandi maestri come Edgar Degas e nemmeno a sperimentare a livello tecnico e creativo. Alcune sue opere sono indubbiamente diventate dei capolavori e tra queste possiamo citare:

  • “La Toilette”, di cui abbiamo già accennato: il soggetto ritratto è una donna seduta, con la schiena scoperta. La rappresentazione e l’inquadratura ricordano l’influsso naturalista di Degas, ma lo sguardo è tutto e completamente di Toulouse-Lautrec che si contraddistingue per una totale assenza di malizia e civetteria e per l’umanità con cui vede e ritrae le donne;
  • “À Granelle: l’attente” che ritrae ancora di spalle una donna dal volto che si intravede lateralmente, con un’espressione tra l’assente e il triste mentre beve un calice di assenzio;
  • “A letto” è una tela eseguita intorno al 1892 che raffigura due ragazze che appaiono sul punto di svegliarsi, illuminate dalla primissima luce del mattino. L’intreccio dei loro sguardi rivela un affetto profondo: al primo sguardo si coglie la delicata sospensione di ogni pregiudizio da parte di Toulouse-Lautrec;
  • “Studio per Au Salon de la Rue des Moulins” che spicca per la potenza evocativa della palette accesa e per il coinvolgimento dello stesso Toulouse-Lautrec che lì trovava consolazione e rifugio;
  • “Jane Avril dansant” che ritrae Jane Avril, protagonista del mondo della notte e dello spettacolo di cui Toulouse-Lautrec si è proclamato il cantore. In questo dipinto, grazie alla fluidità della pittura ad olio diluita con l’essenza di trementina, è riuscito a cogliere tutta l’eleganza delle figura che balla e il dinamismo del movimento delle gambe.

Toulouse-Lautrec e le donne

Un aspetto non secondario del lavoro e della visione di Lautrec nell’Ottocento riguarda il suo modo di osservare e raccontare le donne. L’artista francese ha vissuto per più di un anno a contatto con le prostitute (oggi sex worker) di un bordello, cogliendo le loro abitudini, ma anche le loro gioie quotidiane, come la complicità che si creava tra loro.

Come ha evidenziato la giornalista Roberta Scorranese nel suo libro “A questo serve il corpo. Viaggio nell’arte attraverso i corpi delle donne”, Toulouse-Lautrec imparò la bellezza della contemplazione, senza possesso e senza giudizio e questo traspare in modo evidente davanti alle sue tele.

Un uomo dell’epoca che amava le donne, ma che sapeva anche come guardarle e raccontarle, senza addossarle di significati patriarcali ed evitando qualsiasi narrazione torbida e maliziosa: questo conferma quanto Henri de Toulouse-Lautrec sia sempre stato un passo avanti, anche rispetto a molti colleghi artisti di quel periodo.

@Travel on Art, À Granelle: l’attente, Palazzo Roverella a Rovigo

Toulouse-Lautrec in mostra a Palazzo Roverella a Rovigo

Fino al 30 giugno 2024 a Palazzo Roverella a Rovigo viene ospitata una mostra su Henri de Toulouse-Lautrec e la Parigi di fine secolo, curata da Jean-David Jumeau-Lafond, Francesco Parisi e Fanny Girard e con la collaborazione di Nicholas Zmelty.

Una grande esposizione che ospita più di 200 opere, di cui 60 dell’artista, ripercorrendo l’opera di Toulouse-Lautrec, ma anche la società a cui appartenne. Ma c’è un’altra co-protagonista importante che è la città di Parigi, indagata e raccontata nei suoi luoghi iconici di fine Ottocento, come il primo cabaret artistico Le Chat Noir.

Inoltre un aspetto da sottolineare di questa mostra è che viene esposta in anteprima mondiale un gruppo di opere di “Les Art Incohérents”, movimento artistico anticipatore delle Avanguardie storiche, oltre che opere di Henri de Toulouse-Lautrec che arrivano da importanti musei statunitensi, collezioni private e anche dallo stesso Museo Toulouse Lautrec di Albi.

Se pensavi che Toulouse Lautrec fosse “solo” l’artista dei manifesti, questa mostra ti farà cambiare idea, restituendo alla storia dell’arte la complessità di un artista poliedrico e visionario: hai tempo fino a fine giugno per visitarla e noi ti consigliamo assolutamente di farlo!

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