Come diventare creativi: ve lo raccontano tre artisti

Come diventare creativi: ve lo raccontano tre artisti

Come diventare creativi? Sono in molti a chiederselo: non sempre esistono il corso perfetto da frequentare o l’università ideale a cui iscriversi perché la creatività fa parte dell’indole di ognuno di noi; alcuni ne sono sprovvisti, altri, come i tre artisti di cui vi parleremo oggi, ne hanno da vendere. Essere creativi significa inventare, sperimentare, giocare con le proprie idee, anche con quelle apparentemente più assurde.

Ma se le idee mancano o sono nebulose che cosa dobbiamo fare? Intanto dovete provvedere ad acquistare il vostro personalissimo kit da creativo. In che cosa consiste? Ecco che cosa non dovrà mai mancare sulla vostra scrivania:

  • fogli e pastelli;
  • matite e gomma;
  • forbici, libri e riviste;
  • dizionario e computer;
  • litri di te o caffè a piacere
  • possibilmente una finestra davanti a voi

come diventare creativi

Una volta che sarete dotati di questi beni di prima necessità, che potranno cambiare di volta in volta, il passo successivo è quello di lasciarvi ispirare dai maestri della creatività. Conoscere e scoprire i lavori di grandi artisti, grafici, illustratori e fotografi è il modo migliore per aprire la vostra mente e riflettere su ciò che vi piacerebbe realizzare. Così oggi vi proponiamo i nomi di tre artisti molto diversi tra loro, ma accomunati da una caratteristica precisa: comunicare un messaggio attraverso la propria arte. Affidandovi a loro potrete imparare come diventare creativi, perciò ecco i maestri di oggi:

  • Austin Tott
  • Sarah Illenberger
  • Guda Coster

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@Austin Tott

Austin Tottè un fotografo, art director e designer di Seattle, autore di una serie fotografica di piccoli tatuaggi minimalisti e astratti. Tott ha abbracciaro la fotografia concettuale, sviluppando uno stile con cui fonde concetti e composizioni surreali alle emozioni. Ognuno di noi, da piccolo e non solo, si è abbandonato al fascino irresistibile di disegnarsi degli oggetti sulle mani o sulle braccia: partendo da questa semplice idea Tott ha realizzato una serie fotografica intitolata“Tiny Tattoos”.

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Piccolissimi (e finti) tatuaggi realizzati sul polso della mano, vengono poi fotografati e contestualizzati all’ambiente circostante. Piante, gioielli, ancore: qualunque oggetto può diventare protagonista dei tatuaggi di Austin Tott, raccontando una storia che profuma di viaggi, colori e nuove opportunità.

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@Sarah Illenberger

Sarah Illenberger è un’artista multidisciplinare laureata in Graphic Design. Il grande talento di Sarah è quello di  mischiare arte, grafica e fotografia, servendosi come fonte di ispirazione di oggetti di uso quotidiano. L’ironia delle sua immagini e la particolarità delle sue prospettive hanno reso la Illenberger una tra le artiste più ricercate dai grandi brand, soprattutto quelli più desiderosi di una azione di “svecchiamento” dell’advertising.

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Sarah guarda ciò che la circonda e lo decontestualizza, dando vita ad immagini  incredibilmente vivaci. Molto attratta dal cibo, la sua serie “Tutti Frutti” è iniziata durante una passeggiata a spasso per  i mercati della Toscana, che si è rivelata una fonte inesauribile di idee colorate. La natura diviene oggetto, è trasformata con un intento fortemente provocatorio. Composizioni, colori ed inquadrature, studiate in ogni dettaglio, vanno a formare immagini surreali e divertenti. Andando oltre la routine e l’aspetto del quotidiano, Sarah gioca con la nostra memoria e le associazioni d’idee, ingannando la nostra mente. Il suo talento nel trasformare materiali ordinari analogicamente, si limita infatti all’utilizzo di software di ritocco, è un ulteriore esempio del suo talento visionario: molte idee e perfettamente eseguite, questa è Sarah Illenberger.

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@Guda Koster

Guda Koster è un’artista olandese che crea sculture viventi servendosi di  articoli d’abbigliamento e di arredamento di interni come la tappezzeria, tappeti e altro. Pur vantando un percorso ventennale come artista, la Koster si è dedicata alle “sculture viventi” solo da quattro anni. La scelta dei tessuti non è mai casuale perché, secondo Guda, il vestito definisce la vita quotidiana, la nostra posizione sociale, il modo in cui interagiamo con gli altri e con noi stessi. Tratto distintivo della sua opera è la mancanza del volto: coperti da maschere o altri oggetti, i volti non sono mai visibili e questo è senza dubbio uno spunto molto interessante. Il motivo è semplice: il volto distrarrebbe dagli abiti, dai modelli e dalla composizione dell’opera, perciò l’artista ha scelto di disumanizzare la scultura, concentrandosi sull’atmosfera circostante. Punto di vista originale, no?

 

 

2 Comments
  • Lucrezia & Stefano - in world's shoes
    Posted at 12:28h, 18 Agosto Rispondi

    Quanto ci piace scoprire questi artisti, ci danno tantissima carica e ispirazione! Soprattutto a Stefano che ama la grafica , questo lo porta a segnarsi un sacco di spunti!
    Grazie ragazze!
    Un bacione 🙂

    • Anna Fornaciari
      Posted at 22:26h, 18 Agosto Rispondi

      Ma grazie a voi!! Loro sono molto bravi: trovare l’ispirazione negli oggetti di uso quotidiano non è facile. Poi riescono a combinare colori e idee originalissime: siamo certe che Stefano ne trarrà grande ispirazione!

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