Camilla Falsini e la libertà dell’arte

Dopo aver chiacchierato con Isabella Bersellini, oggi vogliamo parlarvi di Camilla Falsinipittrice ed illustratrice romana che ci ha completamente conquistate: le sue opere colorate sono il trionfo della libertà e dell’immaginazione. Camilla lavora come illustratrice e ha realizzato alcuni libri per bambini: ma un foglio può anche trasformarsi in un muro bianco e, quasi per magia, Camilla si tasforma in una pittrice.

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Se dovessi descrivermi raccontando le mie passioni parlerei di certo dell'arte, della lettura e del viaggio. La mia passione per l'arte credo sia nata grazie alla mia famiglia: sono cresciuta tra i libri, ad esempio di Rodari, illustrato magari da Bruno Munari. I miei genitori mi compravano “L'illustrazione dei Piccoli”, con Kamillo Kromo di Altan, Mordillo... In casa, appesi alle pareti, c'erano poster di Picasso (il mio poster preferito da piccola raffigurava 4 figure nude che sorseggiavano vino: 2 donne, un uomo barbuto e un minotauro!), Kandinsky, Magritte, o serigrafie di Guttuso.

 

camilla falsini

@Camilla Falsini, dipinto Fante cavallo e Re morte

Il suo talento di artista ci ha colpito molto non solo da un punto di vista estetico: uno degli aspetti del lavoro di Camilla Falsini che più ci ha incuriosite è l’estrema versatilità con cui alterna opere di illustrazione ad opere di pittura. Così le abbiamo chiesto se usa due approcci diversi o se segue un unico modus operandi:

A livello di contenuto ovviamente l'approccio è molto diverso: nell'illustrazione bisogna comunicare sempre qualcosa in modo semplice ed immediato, ci si relaziona ad un testo o ad altro, mentre nell'arte si può essere liberi, quello che si deve comunicare è un'emozione o una suggestione, che può variare a seconda di chi guarda, può piacere o non comunicare nulla... A livello di metodo di lavoro invece ci sono molte somiglianze: in entrambi i casi sono abbastanza intuitiva, ma allo stesso tempo razionale e pignola al limite del maniacale. Parto da schizzi su carta che poi elaboro al computer, faccio prove colore, e poi, nel caso della pittura, trasporto tutto su legno o tela, magari cambiando dettagli o colori ma comunque partendo in genere abbastanza con le idee chiare.

 

camilla falsini

@Camilla Falsini studio

La libertà artistica di Camilla si fonde ad un profondo rigore: questa è la sua ricetta magica per realizzare opere coivolgenti e allo stesso tempo impeccabili. Guardando le sue illustrazioni e i suoi dipinti ci sentiamo trasportare in un’altra dimensione: un luogo colorato in cui sentirsi di nuovo bambini.

L'aspetto che prediligo del mio lavoro di illustratrice è vedere l'opera stampata, o comunque diffusa. L'aspetto invece che preferisco del mio lavoro di pittrice è la grande libertà che anima le mie opere. Tra le mie principali fonti di ispirazione c'è sicuramente la passione per il medioevo, anche se forse in una visione fantastica e surreale come quella che si può trovare nel film Brancaleone o nelle illustrazioni di Luzzati. L'arte bizantina e medievale, caratterizzate dall'assenza di prospettiva e da figure piatte, ha condizionato il mio modo di disegnare: al momento tutto ciò che faccio è piatto e bidimensionale, con linee dritte e geometrie. Anche come contenuti trovo molta ispirazione nell'arte medioevale: spesso infatti le mie opere sono popolate da cavalieri, re, cavalli e draghi, che nell'iconografia occidentale vengono associati al male: mi piace ribaltare questo significato e amo raffigurarli vincenti sugli esseri umani, vendicatori di una natura sempre troppo martoriata. Infine, un'altra cosa che mi affascina molto è il concetto di evoluzione delle specie, in particolare gli animali.

 

camilla falsini

@Camilla Falsini al lavoro

Pochi mesi fa abbiamo seguito la partecipazione di Camilla Falsini al Premio Antonio Giordano (PAG), evento nato con l’intento di promuovere e divulgare le arti visive in ogni sua forma, dedicato alla memoria dell’artista poliedrico santacrocese, scomparso nel 2013. Siamo rimaste davvero colpite dall’intensità del suo lavoro e abbiamo voluto chiederle se si identifica anche come street artist:

No, non mi riconosco molto in questo termine. Dipingere sui muri mi piace molto, ma non riuscirei a dedicarmi solo a a quello perchè amo troppo la pittura su legno e l'illustrazione. Poi personalmente non credo nelle categorizzazioni:conosco tanti artisti che operano in diversi campi e credo sia una cosa molto positiva. Chi dipinge muri in genere dipinge anche in studio. Forse è più raro il connubio pittore-illustratore. Il metodo di lavoro che uso per i muri è identico a quello che uso quando dipingo quadri: mi servo di un bozzetto a colori abbastanza accurato. Ovviamente poi l'opera finita spesso differisce un po' dal bozzetto, perchè alcune cose che funzionavano in piccolo non vanno bene in grande, oppure semplicemente cambio idea su alcune cose. Dipingo a vernice anche sul muro! Per quanto riguarda invece la tutela dell'opera a posteriori, tendo a pensare che una tutela possa snaturare la natura di questa forma d'arte e che sia invece meglio lasciare l'opera libera di modificarsi con il tempo: magari anche di lasciarsi coprire da un'altra opera. Tempo fa passando davanti ad un mio lavoro del 2008 mi ha fatto quasi piacere vedere come si era modificato, era ormai parte del muro, con tanto di muschio: non ci stava affatto male! So che può sembrare folle, ma mettere un muro sottovetro mi sembrerebbe ancora più folle!

 

camilla falsini

@Camilla Falsini, muro a Certaldo per Local Art Walls

Creatività, versatilità, dedizione e cura dei dettagli: Camilla Falsini non lascia nulla al caso. L’amore per il suo lavoro traspare in ogni opera che crea, che si tratti di un libro illustrato o un muro animato. Questa sua professionalità è uno dei tratti che più ammiriamo del suo essere artista così le abbiamo chiesto qualche consiglio per come accostarsi alla sua professione.

Pur avendo io fatto una scuola di illustrazione, penso che ci si possa formare anche da autodidatti, anzi, per la mia esperienza lo consiglio. Devo dire, ma forse sono stata sfortunata, che tutto ciò che so del mio mestiere l'ho imparato dopo, da sola, e non durante il corso di studio. Il mio cosiglio, riprendendo anche la domanda di prima, è quello di spaziare in vari campi e provare davvero tutto!

 

 

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