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Insegnare l’arte ai ragazzi: i consigli di Mark Rothko

Insegnare l’arte ai bambini seguendo i consigli di Mark Rothko è possibile? Assolutamente sì e oggi vogliamo parlarti proprio di questo straordinario artista e di quanto per lui l’arte sia sempre stata una fonte di libertà. Partendo dalla necessità di esprimere sé stessi attraverso le immagini, Rothko, magnifico interprete dell’espressionismo americano, ha provato a rispondere a questa domanda. Conosciuto per le sue forti ed essenziali pennellate di colore, non tutti sanno che non fu solo un grande sperimentatore, ma anche uno stimato professore al Brooklyn Jewish Center; qui seguiva la formazione degli alunni della scuola materna fino all’ottavo anno di scuola elementare, condividendo pillole indimenticabili del suo sapere.

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Durante la sua carriera ha pubblicato il saggio “New Training for Future Artists and Art Lovers” che avrebbe desiderato trasformare in un libro, ma nonostante non sia riuscito a completare il progetto, ha lasciato 49 fogli di appunti, noti come “The Scribble Book”. Qui veniva decritta, in modo molto approfondito e personalizzato, la sua pedagogia progressista, tanto che sono state estrapolate cinque lezioni che voleva che tutti gli insegnanti di arte conoscessero: ecco quindi i 5 consigli di Mark Rothko.

@Mark Rothko

I consigli di Mark Rothko: l’arte come fonte di libertà 

Secondo il grande artista “un bambino non deve far altro che essere e sentirsi libero” ed è esattamente da questo concetto che derivano i punti fondamentali del suo pensiero e i 5 consigli elaborati da Artsy. Nella lezione #1 Rothko si era predisposto un obiettivo preciso: mostrare agli studenti come l’arte sia una forma universale di espressione e per questo meriti la massima libertà interpretativa. Indipendentemente dai propri studi o dai propri allenamenti, l’arte appare come una qualità innata di tutti gli esseri umani di tradurre le proprie emozioni in “esperienze visuali”. Procedendo con la lezione #2 il focus si sposta, ma neanche troppo in realtà: il maestro ha voluto sottolineare quanto sia determinante non sopprimere la creatività di un bambino con troppe nozioni accademiche. Sconsigliando lo studio accademico dell’arte perché potrebbe ridurre e sopprimere la creatività, consiglia un approccio più libero e autentico.

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E arriviamo ora alla lezione #3 in cui evidenzia quanto sia bello e importante incoraggiare l’autostima degli allievi, magari aiutandoli ad organizzare mostre ed eventi gestiti proprio da loro. La lezione #4 invece è forse la nostra preferita e dovrebbe essere presa da esempio nelle scuole di oggi: introdurre gli studenti alla storia dell’arte con l’arte contemporanea, poi fare il percorso all’indietro fino ai Maestri dell’antichità. Rothko ha sempre proposto e consigliato il famoso percorso inverso: partire dalle ultime opere a disposizione del pubblico per poi andare a tornare indietro. Quest’operazione ha lo scopo di avvicinare gli studenti alla materia partendo da un linguaggio a loro più vicino e di facile discussione.

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@Mark Rothko

Infine, ecco la lezione #5: lavorare con gli studenti per farli diventare creativi, non professionisti di settore. Rothko era piuttosto diffidente verso i grandi professionisti nel settore dell’arte, evidenziando quanto fosse importante accompagnare i bambini e i ragazzi in un percorso di crescita non solo artistico, ma anche personale. Si vede dunque quanto l’artista, famoso per aver dipinto il distacco cromatico nelle sue opere, non voglia in questo caso segnare una linea di confine tra l’essere adulto e l’essere bambino. Entrambi i sistemi sono e devono essere sorretti dalla creatività, regalando attimi di autentica bellezza.

 

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