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I 5 consigli di Mark Rothko per insegnare l’arte ai ragazzi

Insegnare l’arte ai bambini seguendo i consigli di Mark Rothko è possibile? Assolutamente sì e oggi vogliamo parlarti proprio di questo straordinario artista e di quanto per lui l’arte sia sempre stata una fonte di libertà. Partendo dalla necessità di esprimere sé stessi attraverso le immagini, Rothko, magnifico interprete dell’espressionismo americano, ha provato a rispondere a questa domanda. Conosciuto per le sue forti ed essenziali pennellate di colore, non tutti sanno che non fu solo un grande sperimentatore, ma anche uno stimato professore al Brooklyn Jewish Center; qui seguiva la formazione degli alunni della scuola materna fino all’ottavo anno di scuola elementare. Nonostante nutrisse già grande fama anche all’interno del suo istituto, un suo ex studente Martin Lukashok, ha ricordato Rothko alla redazione di Artsy non tanto per la sua notorietà, quanto per il suo carattere dolce ed affabile: il suo soprannome era “Rothkie”.

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“Un grande orso, il maestro più simpatico e caloroso dell’intera scuola”. Seguace della leggerezza del movimento e dell’assoluta libertà d’azione, Rothko pubblicò un saggio, chiamato “New Training for Future Artists and Art Lovers” nel 1934. Questo, accompagnato da 49 fogli di appunti, noti come “The Scribble Book”, riassumeva in cinque lezioni ciò che voleva che tutti gli insegnanti di arte conoscessero. Immerso in una dimensione di totale appagamento, la sua esigenza di svelare l’arte agli occhi di un bambino, partiva proprio da un bisogno di uscire dagli schemi e dalle paure. In una società che si restringe attraverso limiti e incertezze, i giovanissimi non devono mai reprimere i loro istinti, anzi, sono chiamati a svilupparli: ecco quali sono i 5 consigli di Mark Rothko.

@Mark Rothko

I consigli di Mark Rothko e l’arte come fonte di libertà 

Secondo il grande artista “un bambino non deve far altro che essere e sentirsi libero” ed è esattamente da questo concetto che derivano i punti fondamentali del suo pensiero e i 5 consigli elaborati da Artsy . Lezione #1: mostrare agli studenti come l’arte sia una forma universale di espressione, naturale come la comunicazione o il canto; in quanto tale non deve essere ostacolata. Indipendentemente dai propri studi o dai propri allenamenti, l’arte appare come nulla di più della qualità innata di tutti gli esseri umani di tradurre le proprie emozioni in “esperienze visuali”. Consta dunque solo nel saper ascoltare la bellezza che ci circonda. Lezione #2: fare attenzione a non sopprimere la creatività di un bambino con troppe nozioni accademiche Il maestro dell’espressionismo astratto sconsiglia lo studio accademico dell’arte, sostenendo che questo potrebbe ridurre e sopprimere la creatività, trasformandola in conformismo.

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Lezione #3: organizzare mostre degli studenti, incoraggiando la loro autostima. Uno studente non può rimanere chiuso in una stanza, bensì deve uscire non solo dai preconcetti o dagli schemi, ma anche dall’aula. Lezione #4: introdurre gli studenti alla storia dell’arte con l’arte contemporanea, poi fare il percorso all’indietro fino ai Maestri dell’antichità. Rothko non sopportava il percorso canonico delle accademie d’arte: iniziare dalle pitture rupestri e finire con l’arte contemporanea. L’artista ha sempre proposto e consigliato il percorso inverso: partire dalle ultime opere a disposizione del pubblico per poi andare a tornare indietro. Quest’operazione ha lo scopo di avvicinare gli studenti alla materia partendo da un linguaggio più attuale e di facile discussione.

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@Mark Rothko

Lezione #5: lavorare con gli studenti per farli diventare creativi, non professionisti di settore. Rothko era molto riluttante verso i grandi professionisti nel settore dell’arte; basandosi infatti sulla concezione del teatro di Grotowski secondo lui ” l’uomo prima di essere un grande artista deve allenarsi per essere un grande uomo”. Si vede dunque quanto l’artista, famoso per aver dipinto il distacco cromatico nelle sue opere, non voglia in questo caso segnare una linea di confine tra l’essere adulto e l’essere bambino. Entrambi i sistemi sono e devono essere sorretti dalla creatività, coesi come i concetti melodrammatici che reggono le tele del pittore: il segreto della tragedia del nascere, del vivere e del morire.


Scritto da Ilaria Ferretti

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