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Collettivo DIP.news: il fotogiornalismo d’inchiestra in mostra

Quanto spesso in Italia si sente la fatidica frase: “I giovani al giorno d’oggi non hanno voglia di fare niente”? Bene oggi vi parliamo di due giornalisti d’inchiesta, Nicola di 24 anni e Gabriele di 22, che insieme hanno fondato il Collettivo DIP.news, voce indipendente nel giornalismo di reportage ed inchiesta italiano. Li abbiamo conosciuti per caso, ma quando abbiamo visto uno dei loro lavori non abbiamo avuto dubbi: The Famous Kingdom of Macaria infatti è una delle mostre che ospiteremo a spazio reFactory durante Fotografia Europea 2019. Per farvi capire l’importanza del loro lavoro e l’impegno che mettono nel raccontare storie che troppo spesso sono condannate all’oblio, li abbiamo intervistati: sei pronto a scoprire il loro mondo?

Collettivo DIP.news: storie di giornalismo d’inchiesta

Nicola Fornaciari e Gabriele Gatti sono due ragazzi under 25 di Reggio Emilia e il loro primo incontro è avvenuto durante l’estate 2016 a FestaReggio. Dopo aver scoperto di condividere l’amore per il viaggio e la passione per la politica, hanno deciso di pianificare insieme una partenza: se all’inizio avevano pensato all’India, le cose sono presto cambiate. La scelta è ricaduta sui Balcani anche se, come da loro stessa ammissione, il primo piano di viaggio era molto più teorico che pratico! Così a fine dicembre sono arrivati con un FlixBus a Zagabria e poi hanno noleggiato un’auto per raggiungere prima l’Ungheria e poi la Serbia. Dopo aver costeggiato la barriera di separazione tra questi due paesi, sono poi arrivati a Belgrado, dove sono entrati in contatto con un autentico girone infernale. La mostra The Famous Kingdom of Macaria è un racconto fotografico proprio di questi giorni trascorsi nella capitale serba, ritrovandosi catapultati in una realtà che purtroppo andava oltre l’immaginazione.

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@Collettivo DIP.news, The Famous Kingdom of Macaria

Dopo aver pubblicato il loro reportage su The Post Internazionale, non si sono fermati: hanno proseguito con un altro viaggio in Serbia, precisamente a Banja Koviljača, in cui hanno visitato un orfanotrofio per bambini disabili. Ad agosto 2017 si sono poi diretti a Kiev in Ucraina e poi a Černobyl’ dove hanno visitato il reparto di ginecologia e ostetricia di una clinica pubblica. Ad ottobre 2017 è stata la volta di Atene e Patrasso e poi l’isola di Chios tra Grecia e Turchia. Ma perché hanno scelto questi luoghi? Il loro obiettivo è quello di mappare tutto quello che succede intorno alla rotta balcanica, approfondendo tematiche come il traffico di esseri umani, grazie anche al supporto di Lungo la rotta balcanica. I loro reportage sono stati pubblicati da testate importanti come The Post Internazionale e il settimanale svizzero il Caffè, ma dall’estate 2018 hanno deciso di aprire il loro sito, in cui potrai trovare i loro reportage.

Tra i loro lavori più di spicco c’è sicuramente quello sulla Bosnia, in particolare la città di Bihać che è situata al confine tra Bosnia e Croazia: qui tantissime persone in fuga da paesi come Afganistan, Iraq, Siria, Pakistan dormono in palazzi abbandonati o per strada, dimostrando come la violazione dei diritti umani accada anche a pochi passi da paesi democratici come l’Italia. Questa drammatica situazione ha portato all’esplosione di importanti proteste, che sono state documentate in questo approfondimento.

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@Collettivo DIP.news, Bihać Bosnia

Il giornalismo d’inchiesta, soprattutto nel nostro paese, è riservato ai soliti e noti e non sempre il grado di approfondimento è quello che dovrebbe essere. Per questo motivo il lavoro di due giovani ragazzi come Nicola e Gabriele diventa così importante, regalando nuove opportunità di vita a persone che per anni sono state vittime di soprusi. Il loro obiettivo è quello di sensibilizzare maggiormente su queste tematiche e portare la luce negli angoli scuri in cui troppo spesso veniamo tenuti dalla mala informazione e da alcune logiche politiche.

The Famous Kingdom of Macaria

The Famous Kingdom of Macaria è una mostra che siamo particolarmente orgogliose di ospitare perché poter usare il nostro spazio come location per affrontare tematiche così importanti, è davvero motivo di entusiasmo. Ma che cosa raccontano queste fotografie?

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@Collettivo DIP.news, The Famous Kingdom of Macaria

Parlano dei capannoni dietro la stazione di Belgrado, durante il freddissimo gennaio del 2017. Circa 2000 persone, pachistani afgani e siriani, sono partiti con una meta, l’utopia della salvezza in occidente, dove le singole persone hanno una loro dignità rispettata da istituzioni e popolazione. L’utopia che si trasforma in distopia nel giro di qualche migliaio di chilometro e a distanza di qualche mese prende forma in un’insediamento informale dove neanche i diritti umani più basilari trovano spazio. Freddo, mancanza di cibo ed intossicazione creano uno squarcio temporale alle porte d’Europa che ci porta direttamente indietro di 80 anni. Le fotografie proposte indagano come ed in che forma la solidarietà trova spazio in un abisso del genere, una città invisibile dove solo grazie alla “social catena” si ha possibilità di sopravvivere, tutto in nome della terra promessa, quell’Europa che a denti stretti è sulla bocca di tutti.

Se vuoi vedere la mostra del Collettivo DIP. News e conoscere Nicola e Gabriele, ti aspettiamo a spazio reFactory il weekend dal 12 al 14 aprile!

2 Comments
  • Salvatore Alagna
    Posted at 09:45h, 18 Aprile Rispondi

    Senza parole

    • Anastasia Fontanesi
      Posted at 10:54h, 19 Aprile Rispondi

      Anche noi siamo rimaste senza parole quando abbiamo visto i loro reportage!

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