6 mostre d’arte contemporanea da non perdere a maggio 2025

Inizia ufficialmente uno dei periodi più interessanti per le persone appassionate d’arte perché sono tantissimi i musei che durante la primavera si dedicano a inaugurazioni di eventi e mostre e i festival che vanno in scena. In queste settimane ci siamo concesse varie trasferte tra Torino, Reggio Emilia, Forlì e abbiamo collezionato varie ispirazioni.

Se stai cercando ispirazioni per i tuoi prossimi weekend d’arte, questo è l’articolo giusto per te!

Il nostro viaggio tra le mostre d’arte contemporanea da non perdere a maggio 2025 ci porta a Venezia, Torino, Reggio Emilia, Forlì e Verona, tra fotografie, opere pittoriche, installazioni e molto altro. Partiamo!

Il ritratto dell’artista – Museo Civico San Domenico

Fino al 29 giugno al Museo Civico San Domenico a Forlì.

Una mostra può diventare una macchina del tempo? “Il ritratto dell’artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie” al Museo Civico San Domenico a Forlì è riuscita in questa impresa.

Questa esposizione, con più di 200 opere provenienti da collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero, copre un arco temporale vastissimo: dai mosaici di Antiochia e dagli affreschi di Pompei arriviamo alle tele di De Chirico e alle opere di Bill Viola e Marina Abramović.

Tutti questi artisti e tutte queste artiste sono stati chiamati a raccontare come, la rappresentazione di sé, sia un mezzo per proiettarsi nel mondo, per raggiungere l’affermazione sociale e anche per diventare parte integrante dell’opera stessa, favorendo un dialogo più diretto con l’osservatore.

Il percorso espositivo non propone solo pitture, ma anche sculture e installazioni che supportano la complessità variegata di questa narrazione che ci invita a riflettere sul tema dello specchio, di come ci rapportiamo ad esso e di come abbia conquistato un ruolo rilevante nella nostra quotidianità attraverso i nuovi media.

Una mostra che richiede almeno 3 ore per essere attraversata e vissuta, ponendoci come parte di un’esperienza di cui anche noi, come spettatori e spettatrici, facciamo parte.

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Travel on Art, opera Ecstasy I di Marina Abramović
@Travel on Art, opera Ecstasy I di Marina Abramović

Teresa Solar Abboud. Bird Dream Machine – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Fino al 12 ottobre alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino.

Che la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino sia una garanzia lo sappiamo da tempo, ma ne abbiamo ulteriore conferma grazie alla prima mostra personale in Italia di Teresa Solar Abboud.

Intitolata “Bird Dream Machine”, questa mostra indaga il rapporto tra linguaggio, corpo e materia, attraverso delle installazioni che integrano elementi architettonici e fanno quasi scomparire in un’altra dimensione il confine tra interno ed esterno.

Appena ti immergi nella sala l’impatto visivo è potente e inizi a passeggiare in un ambiente in cui tutto è fermo, ma pare essere in costante movimento. Questa mostra rappresenta l’ultimo capitolo di un progetto suddiviso in tre episodi concepito in collaborazione con il Centro de Arte Dos de Mayo (CA2M) di Madrid e il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (MACBA).

Street Art Against a Rancid Future – Forte Sofia

Fino al 29 giugno a Forte Sofia a Verona.

Qui parliamo di sua maestà Martha Cooper, la fotografa che più di tutte e tutti ha raccontato il graffiti writing statunitense dagli anni Ottanta. A Verona, precisamente a Forte Sofia, è stata allestita una sua mostra fotografica dedicata all’omonima azione collettiva ideata dall’artista e attivista CIBO.

Puoi vedere circa 50 scatti che documentano il “festival illegale” di graffiti che ha riunito artisti come Pixel Pancho, Eron, Ozmo per restaurare murales vandalizzati da gruppi neofascisti. “Street Art Against a Rancid Future” è un’occasione collettiva per riaffermare il potere espressivo di una pennellata, con Martha Cooper che ha immortalato tutto il processo creativo.

Daido Moriyama. A retrospective – Chiostri di San Pietro

Fino al 22 giugno ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia.

Daido Moriyama ha sempre usato la sua macchina fotografica per documentare ciò che lo circondava e per indagare la società giapponese del dopoguerra.

Il suo inconfondibile linguaggio visivo invade alcune sale dei Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia, durante il Festival di Fotografia Europea, con una mostra che propone numerose opere e installazioni su larga scala e decine di libri fotografici e riviste.

“Daido Moriyama: A Retrospective” nasce da una ricerca durata tre anni ed è una delle mostre più complete mai allestite sul lavoro di questo artista. Organizzata dall’Instituto Moreira Salles in collaborazione con la Daido Moriyama Photo Foundation, è stata selezionata dal The Guardian come migliore mostra fotografica dell’anno a Londra nel 2024.

PS: sempre ai Chiostri di San Pietro puoi visitare fino all’8 giugno altre mostre del Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia!

Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio – Collezione Peggy Guggenheim

Fino al 15 settembre alla Collezione Peggy Guggenheim a Venezia.

Maria Helena Vieira Da Silva è tra le artiste che non sono state valorizzate quanto meritavano, finendo nel dimenticatoio dopo la sua morte.

Per questo siamo felici che la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia le abbia dedicato una importante mostra con circa 70 opere, provenienti da musei internazionali come il Centre Pompidou e il MoMA di New York, che ripercorrono la sua carriera.

La sua opera si muove tra astrazione e figurazione ed è intimamente legata all’idea di spazio come entità mutevole. Le sue tele, costituite da strutture labirintiche e prospettive spezzate, rendono l’architettura una visione interiore.

Questa mostra ripercorre l’evoluzione dello stile di Da Silva, dagli esordi negli anni Trenta all’esilio a Rio de Janeiro durante la Seconda Guerra Mondiale, dal legame personale e artistico con il marito Arpad Szenes fino alla riscoperta dello spazio urbano nel dopoguerra. Un appuntamento davvero interessante che poi si sposterà in autunno al Guggenheim di Bilbao.

Luigi Serafini: Da Serafini a Luigi – Labirinto della Masone

Fino al 13 luglio al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato, Parma.

Questa mostra racconta un percorso e celebra una ricorrenza.

Il 2025 è il decimo anno dalla nascita del Labirinto della Masone e in occasione di questo anniversario la mostra “Luigi Serafini. Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno” si propone come un vero e proprio ritorno alle origini.

Fu proprio Franco Maria Ricci l’editore che per primo, nel 1981, pubblicò il Codex Seraphinianus di un allora sconosciuto Luigi Serafini. Il percorso di questa mostra, con un allestimento site-specific, è un inedito racconto della genesi di Codex Seraphinianus e ne coglie l’influsso sull’intera produzione dell’artista.

Inoltre, se non hai ancora visitato il Labirinto della Masone, ti consigliamo di farlo perché è uno spazio unico tra arte e natura, incastonato nella bellissima provincia di Parma.

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