4 mostre d’arte contemporanea da non perdere a gennaio 2026

Gennaio è il mese che sembra non finire mai!

Dopo le luci natalizie, ci ritroviamo con delle giornate fredde e il desiderio di ritagliarci del tempo piacevole (in attesa della primavera che avanza). E allora che fare? Noi abbiamo trovato una soluzione che non tradisce mai ed è andare al museo.

Durante le vacanze abbiamo fatto qualche giro e così abbiamo selezionato 4 mostre d’arte contemporanea da non perdere a gennaio tra Parma, Milano, Roma e Torino: te le raccontiamo qui!

The Island – Fondazione Prada

Fino al 30 ottobre 2026 alla Fondazione Prada a Milano.

Ci sono mostre che non ti chiedono semplicemente di essere osservate e attraversate, ma di cambiare prospettiva. The Island di Hito Steyerl, all’Osservatorio della Fondazione Prada a Milano, è una di quelle esperienze che ti spostano leggermente l’asse e proprio per questo funzionano così bene. Fino al 30 ottobre 2026, questo progetto site-specific mixa realtà, tecnologia e immaginazione.

Steyerl costruisce un racconto stratificato che prende forma attraverso un nuovo film, installazioni video, sculture e materiali che sembrano provenire da mondi paralleli. Il filo conduttore è quello dell’“isola”, ma anche dell’inondazione: un’immagine potente che diventa metafora di un presente sovraccarico, dove informazioni, crisi ambientali, algoritmi e narrazioni si accavallano continuamente. Non c’è un percorso da seguire in modo lineare, e va bene così.

Quello che colpisce è la capacità di Steyerl di parlare di temi complessi, dalla tecnologia alla politica, dall’ecologia alle strutture del potere, senza mai risultare distante. Anzi, The Island riesce a essere sorprendentemente accessibile, pur mantenendo una profondità che invita a fermarsi e riflettere.

Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts – Museo dell’Ara Pacis

Fino al 3 maggio 2026 al Museo dell’Ara Pacis di Roma.

Se gennaio ti sembra un mese che corre lentamente tra freddo e ritorni alla routine, Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts al Museo dell’Ara Pacis è esattamente quel tipo di esperienza che ti fa dimenticare il tempo.

Fino alla primavera, Roma ospita una selezione straordinaria di 52 capolavori provenienti da una delle collezioni più significative degli Stati Uniti: il Detroit Institute of Arts, un museo con oltre 65.000 opere e una storia di collezionismo internazionale che ha valorizzato l’arte moderna europea già nei primi decenni del Novecento.

La mostra è un autentico viaggio nell’evoluzione della pittura moderna, cominciando dai pionieri dell’Impressionismo come Degas e Renoir, straordinari nel catturare luce e movimento con le loro pennellate, fino alle sperimentazioni di Cézanne e Van Gogh e poi alle avanguardie che ridefiniscono il linguaggio visivo con Picasso, Matisse, Modigliani e Kandinsky.

Quello che la rende speciale è l’opportunità rara di vedere capolavori che difficilmente lasciano gli Stati Uniti, qui messi a confronto in un percorso chiaro e ben calibrato: un invito non solo a guardare opere famose, ma a capire come la modernità pittorica si sia affermata tra luci, colori e rivoluzioni visive.

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Fernand Léger! – Reggia di Venaria

Fino al 1 febbraio 2026 alla Reggia di Venaria a Torino.

Alla Reggia di Venaria Reale l’arte moderna entra in dialogo con una delle architetture barocche più spettacolari d’Italia grazie alla mostra Fernand Léger!.

Il progetto non si limita a raccontare Léger come grande protagonista delle avanguardie del Novecento, ma lo inserisce in una narrazione più ampia, fatta di rimandi, influenze e continuità che arrivano fino al secondo Novecento e oltre. Accanto a una selezione importante di opere dell’artista francese, il percorso mette in relazione la sua ricerca con quella di artist* come Yves Klein, Niki de Saint Phalle, Arman, Keith Haring e Gilbert & George, mostrando quanto il suo linguaggio sia stato anticipatore e ancora incredibilmente attuale.

Uno degli aspetti più interessanti della mostra è proprio questo gioco di confronti: non una retrospettiva chiusa su se stessa, ma un racconto dinamico che attraversa movimenti, generazioni e contesti diversi. Le opere provengono da importanti collezioni internazionali, tra cui il Museo Nazionale Fernand Léger di Biot e il Centre Pompidou, e costruiscono un percorso fluido e accessibile, capace di parlare anche a chi si avvicina per la prima volta all’arte.

Il contesto fa il resto: visitare una mostra di avanguardia all’interno della Reggia di Venaria significa vivere un’esperienza che unisce epoche, stili e visioni. Tra sale monumentali e una scenografia architettonica unica, questa esposizione è una di quelle che restano impresse!

Giacomo Balla. Un universo di luce – Palazzo del Governatore

Fino al 1 febbraio 2026 a Palazzo del Governatore a Parma.

Ora non hai davvero scuse per non venire a Parma!

Fino al 1 febbraio Palazzo del Governatore ospita la mostra Giacomo Balla. Un universo di luce, una di quelle retrospettive che riescono a raccontare un artista senza togliere spazio allo stupore.

Il percorso parte da una certezza semplice: per Balla la luce era una vera ossessione e sala dopo sala lo vedi succedere davanti ai tuoi occhi: dalle prime opere più legate al realismo e al divisionismo, fino alle esplosioni futuriste in cui tutto corre e si moltiplica.

Il fatto che oltre 60 opere arrivino direttamente dalla GNAMC di Roma, e che per la prima volta lascino la capitale tutte insieme, rende la visita ancora più speciale: è un’occasione rara per attraversare tutte le fasi della sua ricerca senza salti o semplificazioni.

Quello che funziona è anche l’allestimento: ci sono momenti in cui ti sembra di entrare nella sua casa-studio, altri in cui colori e forme prendono letteralmente movimento. E poi c’è il dialogo con il presente, tra video immersivi e interventi contemporanei, che ricordano quanto Balla abbia ancora molto da dire!

Leggi anche: Guida all’arte contemporanea a Roma

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