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Milano Arch Week: sette giorni alla scoperta dell’arte architettonica

milano arch week 2017

20 Giu Milano Arch Week: sette giorni alla scoperta dell’arte architettonica

Si è da poco conclusa la Milano Arch Week, la settimana dedicata all’architettura: io sono andata e non vedo l’ora di raccontarti com’è stata questa esperienza! Dal 12 al 18 giugno la città meneghina è stata gremita di turisti da tutto il mondo, venuti ad assistere a 7 giorni di eventi incentrati sul tema dell’architettura, dell’urbanistica e della progettazione edilizia. Il grande evento, sotto la direzione artistica di Stefano Boeri e promosso dal Comune di Milano, dalla Triennale Design Museum e dal Politecnico di Milano, ha avuto luogo in diverse location della città, oltre alle già citate Università e Museo del Design: tra gli altri, la Fondazione Riccardo Catella, il Gruppo Mondadori, Villa Necchi Campiglio, lo spazio BASE, la Fondazione Prada. Gli eventi si sono svolti principalmente al Museo della Triennale e hanno trattato prevalentemente dei nuovi progetti di riqualificazione urbanistica e architettonica, per la trasformazione della configurazione urbana del milanese e non solo.

 

milano arch week 2017

@Silvia Puelli

Il focus principale sono stati le “Talk”, dibattiti sulla funzione dell’architettura: dall’estetica alla funzionalità, dall’ecosostenibilità all’ideazione di progetti per lo sviluppo economico del paese. Ma l’evento è stato un’occasione per ospitare anche artisti ed esponenti di altre discipline, dando alla settimana dell’architettura la connotazione di un evento artistico a 360 gradi. In particolare, videomaker e filmmaker, designer, fotografi e scrittori hanno arricchito il calendario, proponendo proiezioni di documentari, film e cortometraggi, presentazioni di libri e progetti artistici e culturali.

I temi affrontati sono stati vari e trasversali: la relazione dell’architettura con il paesaggio e il ruolo di quest’ultimo nella progettazione urbana; la commistione tra città e natura, edifici e spazi verdi; l’architettura come spazio funzionale, ma anche come spazio da vivere, punto di ritrovo, luogo sociale di condivisione e di divulgazione d’offerta culturale; l’improvvisazione e il pizzico di anarchia necessari in un progetto di riqualificazione urbana e architettonica.

 

milano arch week 2017

@Silvia Puelli

Nel corso di queste giornate ci sono state raccontate storie che fanno da esempio e da modello per la città, che hanno saputo utilizzare le fragilità e i limiti di determinati contesti come risorse per l’implementazione di nuovi progetti, in una Milano che diventa rete urbana dove lo slancio e l’iniziativa si intrecciano con la bellezza, la cultura e la solidarietà. Un lodevole esempio è rappresentato dal progetto “Il giardino oltre il Muro“, all’interno del quale rientrano la creazione di un orto urbano al CAS di Via Corelli e il Giardino degli Aromi all’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini. Entrambe le iniziative rappresentano una ristrutturazione dal basso di spazi abbandonati, al fine di renderli luoghi di incontro per comunità cosiddette “fragili”, favorendo l’interazione dei volontari italiani con i rifugiati nel primo caso, con gli ex ricoverati dell’ospedale nel secondo.

 

milano arch week 2017

@Silvia Puelli

Attraverso la cura del verde e degli spazi, si è creata una sinergia tra cittadini appartenenti a distinte categorie, promuovendone la partecipazione attiva e la cooperazione, e donando doppia memoria ad un luogo riconoscendone la vecchia identità ma allo stesso tempo valorizzando la nuova.

Il ruolo del paesaggio nell’architettura moderna e nella riqualificazione della città è stato trattato anche da un punto di vista più “leggero”, inteso come spinta propulsiva al turismo, all’accrescimento della notorietà e della reputazione di un paese: ne è un esempio concreto la progettazione ed edificazione del museo Peggy Guggenheim di Bilbao, che ha fatto letteralmente rinascere la città dal punto di vista economico, turistico e culturale nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione del territorio in seguito alla crisi post-industriale (ma di questo ve ne parleranno più approfonditamente Anna e Anastasia, visto che una delle loro destinazioni estive sarà proprio Bilbao). Il nodo centrale delle tematiche sviluppate in questi sette giorni è il doppio ruolo dell’arte architettonica, quale tradizione e innovazione: vecchie pratiche, antichi limiti, nuove possibilità.

 

Silvia Puelli
silvia.puelli@live.it

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