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Intervista a Paola Tassetti: quando l’arte è una questione di grazia

Paola Tassetti è stata la vincitrice di Paratissima nel 2016, lo sapevamo, ma vedere dal vivo uno dei suoi lavori, realizzato all’interno del Madama Hostel & Bistrot di Milano, è stata un’autentica emozione. Forse perché, oltre all’indiscutibile talento, ci ha trasmesso qualcosa di positivo, stimolando una riflessione profonda e totalmente priva di polemiche su ciò che riguarda il rapporto tra l’uomo e la natura. In questi tempi purtroppo la delicatezza e l’equilibrio hanno lasciato il posto ad un costante senso di pessimismo: per questo abbiamo sentito l’esigenza di metterci al riparo e la chiacchierata con Paola Tassetti è stata un autentico toccasana per lo spirito e la mente. Per questo ora vogliamo prenderti per mano e immaginare di andare insieme a visitare il suo splendido laboratorio, che lei è solita chiamare “UTERO“: ti va di partire?

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@Paola Tassetti, parete Madama Hostel & Bistrot Milano

Paola Tassetti: quando la diversità è un tesoro da custodire

Paola si definisce diversa e lo è davvero, ma nel senso più puro e bello del termine. Nata nel piccolo borgo di Civitanova Marche Alta, quando aveva quindici anni ha iniziato a dipingere opere che rappresentavano elementi vegetali, ritrovandosi nello stile di Cézanne. L’amore per la natura ha sempre fatto parte di lei tanto che, quando ne ha la possibilità, continua a dedicarsi a lunghe passeggiate tra i suoi incantevoli Monti Sibillini, portando con sé solo lo stretto indispensabile come zaino e bussola. Questo legame così puro e autentico con la natura le ha regalato tantissimo, portandola a valorizzare la sua apparente diversità rispetto ai suoi coetanei e considerando queste camminate come una vera valvola di sfogo.

Parallelamente, grazie all’attività professionale dei suoi genitori, ha sviluppato una grande curiosità verso il Giappone, tanto da decidere poi di trasferirsi a Kyoto durante il periodo della tesi di laurea in Architettura, con indirizzo Paesaggio. Gli studi alla scuola d’arte di Macerata prima e all’università di Ascoli Piceno poi sono stati per lei quasi uno “sfogatoio”, senza mai perdere il suo amore per la semplicità e per i dettagli che molti considerano impercettibili, come le foglie cadute per strada.

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@Paola Tassetti, Laboratorio

Con il passare del tempo ha sentito il desiderio di non dedicarsi solo alla botanica, ma di analizzare il rapporto tra uomo e natura. Le sue emozioni pulsavano nelle vene insieme al paesaggio circostante e questa straordinaria percezione l’ha condotta in una direzione precisa: iniziare a consultare e studiare manuali medici. Il legame tra arte ed essere umano per lei è una religione: nel suo incantevole laboratorio, infatti si possono trovare reliquiari vegetativi, modelli anatomici di parte del corpo e molti altri piccoli e grandi tesori. Per questo Paola si è definita una accumulatrice seriale: ama prendere campioni di paesaggio ovunque si trovi e li associa poi a dei calchi del corpo, uno dei suoi sogni infatti è quello di vedere la struttura anatomica di una foglia prendere vita.

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@Paola Tassetti, Reliquario Vegetativus

Paola Tassetti e il rapporto con l’arte

Alla domanda con quali aggettivi si definisce in quanto artista, Paola è stata cristallina: vera, viscerale e versatile. Per quanto posso averla conosciuta mi sento di dire che proprio la sua visceralità è un dono che custodisce con la stessa grazia con cui crea i suoi capolavori artistici. Ciò che secondo lei non dovrebbe mai mancare ad un artista è la libertà di essere se stesso e di seguire la propria creatività: dopo un periodo personale impegnativo, molto dedicato alla ricerca, è riuscita a raggiungere la fine del suo percorso, trovando quella libertà che è sia impulso che affetto per la sua interiorità. La vittoria di Paratissima le ha permesso di avviare molte collaborazione e di fissare un punto a livello di coerenza nella sua ricerca artistica. Si è trovata davanti ad un bivio: trasferirsi in una grande città o rimanere nel suo piccolo borgo? Ha deciso di investire sulla sua solitudine creativa, facendo mostre in giro per il mondo, ma continuando a vivere nelle Marche. La frase più bella che ha detto è stata che prima di Paratissima si sentiva una persona libera, ma che dopo la vittoria ha capito di essere un’artista.

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@Paola Tassetti, Residenza d’artista a Mazara del Vallo

Ultime chiacchiere, tra viaggi e sogni nel cassetto

Quando le ho chiesto se viaggiare l’aiuta a creare, Paola mi ha risposto di sì: in particolare le residenze d’artista, di cui una recente in Slovenia, stimolano in lei il potere della condivisione. Capace di creare ovunque si trovi, tra le sue opere che più ci hanno conquistato ci sono quella al Madama e la parete realizzata durante la residenza al Periferica Residency a Mazara del Vallo, in Sicilia. E i sogni nel cassetto di un’artista come Paola Tassetti, quali possono essere? Al momento sogna di dedicarsi tre mesi di solitudine, tra le montagne dei Friuli o del Trentino, perdendosi in un cammino spirituale e dicendo addio agli strumenti troppo tecnologici. Fare radiografie al territorio montano in Italia e pulirsi dai media che sporcano la realtà sarebbe un toccasana: ovviamente il tutto verrà raccontato alla fine con una delle sue incredibili installazioni. Dalla botanica e l’uomo al rapporto con il sacro: Paola Tassetti ha fatto della sua arte uno strumento di pura grazia che noi fortunati abbiamo il compito e il dovere di maneggiare con estrema cura.

 

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