In My Name: viaggio nell’arte urbana alle Ex Ceramiche Pagnossin a Treviso

In questi anni di esplorazioni urbane in città italiane, europee ed extra europee abbiamo visto tantissimi interventi di arte urbana sui muri delle città e delle periferie urbane e rurali.

Graffiti, opere spontanee, pezzi di grandi dimensioni, interventi più piccoli: ma come si sta evolvendo, dal punto di vista stilistico ed espressivo, il lavoro degli artisti urbani? Ci sono nuove visioni? Nuovi linguaggi?

“IN MY NAME. ABOVE THE SHOW” non è solo una mostra, ma un viaggio alla scoperta di 17 artisti urbani e di come il loro modo di praticare l’arte stia cambiando.

Noi l’abbiamo visitata nella sede delle Ex Ceramiche Pagnossin, oggi Opendream, in via Noalese 96 a Treviso.

“In My Name. Above The Show”: si può andare oltre i muri?

Partiamo dal titolo: come ci ha spiegato Antonio Caruso, curatore insieme a Martina Cavallarin, IN MY NAME deriva dalla tag. Il concetto è lo faccio con il MIO nome: e infatti la tag non è una semplice scarabocchiata, come spesso viene definita, ma un potentissimo esercizio di stile e di individuazione, per un artista, della propria identità.

Dai primi interventi illegali negli Stati Uniti, precisamente Philadelphia e New York, l’arte urbana ha cambiato e continua a cambiare approccio, soggetti, supporti, visioni. Nel 2024 anche in Italia siamo circondati da festival e progetti su commissione, spesso da parte di amministrazioni o aziende private, ma alcuni artisti hanno capito che le opere su muri urbani non bastavano più, almeno non per loro.

in my name copertina articolo
@Travel on Art

E così, oltre ai muri, hanno scelto di lavorare sperimentando con installazioni, video, sculture in 3D, realtà virtuale e molto. IN MY NAME. ABOVE THE SHOW diventa quindi un viaggio alla scoperta dell’evoluzione stilistica ed espressiva di 17 artisti urbani storici: Boost, Cento Canesio, Dado, Etnik, Giorgio Bartocci, Hemo, Joys, Macs, Made514 (che è anche direttore artistico del progetto), Peeta, Proembrion, Satone, Soda, V3RBO, Vesod, Won ABC, Zed1. 

Nello spazio scenografico e ricco di memoria storica industriale del ‘900 dell’ex Ceramiche Pagnossin di Treviso puoi vedere 155 opere tra tele, disegni, opere in realtà virtuale, sculture, installazioni, video installazioni e proiezioni.

Perché ti consigliamo di andarci?

Perché crediamo che questa mostra sia stimolante per creare delle riflessioni legate alla tecnica, alla metodica e alle nuove tecnologie che sono parte integrante dell’evoluzione dell’arte in questo periodo storico.

La nostra top 5 delle opere in mostra

Abbiamo trascorso circa 2 ore a visitare la mostra: le opere sono tante e alcune interattive, per cui ti consigliamo di ritagliarti il giusto tempo per goderne a pieno. Siamo rimaste colpite da vari interventi, ma se dovessimo individuare la nostra top 5, ecco com’è composta:

  • Rafael Gerlach, in arte SatOne, ha un linguaggio visivo distintivo e il suo lavoro è stato come una calamita al primo sguardo. Si intitola “Shelter” ed è l’inizio di una nuova serie di lavori: gli oggetti che ha recuperato nello spazio pubblico (come sedie e bidoni) sono presentati come diorami, che tradotti in scala e materia danno vita ad una nuova realtà;
  • il labirinto verticale di Joys è una composizione perfettamente orchestrata: potrebbe sembrare semplice, ma in realtà richiede grandi capacità tecniche e una coerenza quasi architettonica;
  • WON ABC ci invita ad addentrarci a vivere un contro-mondo, all’interno di un cubo interamente dipinto e abitato da vari personaggi. Uno spazio nuovo in cui dobbiamo re-imparare a muoverci (la carta da parati esterna è un capolavoro);
  • un grande sì per il lavoro di V3RBO con la realtà virtuale: è uno dei lavori più interessanti in cui ci siamo immerse;
  • e infine una chicca: MACS ha creato un modellino funzionante di Vespa composto dall’assemblaggio di sette bombolette spray.
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@Travel on Art, opera di Joys

Una mostra evento in 2 tappe: da Treviso a Monopoli

“IN MY NAME. ABOVE THE SHOW” è visitabile a fino al 30 giugno a Treviso e poi dal 19 luglio al 3 novembre 2024 a Monopoli, in provincia di Bari (negli spazi dell’Ex Deposito militare Carburanti).

Un altro aspetto da evidenziare di questo progetto è il ricco calendario di eventi proposti: dall’apertura a Treviso fino alla chiusura a Monopoli, sono stati previsti vari eventi come performance, azioni time specific, talk, discipline urbane come parkour, bike e skate e 1 contest per videomaker.

Per questo, prima di organizzare la tua visita, ti consigliamo di consultare il calendario per capire se puoi unire la mostra ad uno dei vari eventi in programma.

“IN MY NAME. ABOVE THE SHOW” è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19 e il costo del ticket di ingresso è di 16 euro, ma sono previsti numerosi sconti per studenti e per chi vuole visitare la mostra con dei bambini. Inoltre i cani sono i benvenuti, Thor è stato con noi e ha testato l’esperienza!


Articolo realizzato in collaborazione con IN MY NAME.

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