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Giulia Bernardelli e il vero significato della parola “creatività”

giulia bernardelli

11 Lug Giulia Bernardelli e il vero significato della parola “creatività”

Giulia Bernardelli, su Instagram “Bernulia“, è una delle persone con cui più desideravo parlare: sicuramente la conoscerete come la maga del caffè. Ho iniziato a scoprire i suoi lavori qualche mese fa e le sue capacità mi hanno immediatamente colpita: usare la polvere di caffè per realizzare opere d’arte d’altronde non è da tutti, anzi. Dopo aver parlato con lei, le mie aspettative sono state ampiamente confermate: una chiacchierata a base di creatività e zero convenevoli, un po’ come piace a me. Parlando con Giulia ho avuto la conferma di un fatto importante: la creatività non è a portata di tutti, anzi, e la maggior parte delle persone che si riempie la bocca con questa parola è spesso e volentieri del tutto inconsapevole di ciò di cui sta parlando.

giulia bernardelli

@Giulia Bernardelli

Figlia d’arte, il papà possedeva una libreria-galleria d’arte, Giulia era, o forse è ancora, una bambina che ama disegnare su qualsiasi superficie le capiti a mano. Che sia un portacenere o il grande tavolo bianco della cucina dei suoi genitori. Di solito mi piace chiedere alle persone che intervisto quali sono gli aggettivi in cui più si riconoscono, ma con lei faccio un’eccezione e li sceglierò io: curiosa, esplosiva e divertente. La chiacchierata con Giulia Bernardelli non è stata minimamente professionale: sembravamo due bambine che parlano di mille cose e che vorrebbero aggiungerne altre cento, il tutto alla velocità della luce. Ma ora bando alle ciance e buona lettura!

Ciao Giulia! La prima domanda che vorrei farti, anche se è piuttosto banale, è: ma tu lo bevi il caffè?

Io bevo tantissimo caffè: potrei quasi definirlo una dipendenza. Infatti ho deciso che fosse arrivato il momento di smetterla e affrontare una seria disintossicazione: nei momenti di peggiore astinenza però me lo preparavo comunque, anche se sapevo di non poterlo bere. Il semplice gesto di mettere sul fuoco la moca mi ha molto aiutata!

giulia bernardelli

@Giulia Bernardelli

Dimmi tutto quello che devo sapere su di te: qual è stato il tuo percorso?

Diciamo che fin da bambina sono cresciuta in un ambiente creativo: mio padre era proprietario di una libreria-galleria e ho passato tantissimo tempo in quel luogo. Fin da bambina amavo disegnare su qualunque cosa mi capitasse a portata di mano, come un portacenere. Dopo il diploma ho deciso di iscrivermi alla Facoltà di Architettura, ma dopo un anno ho capito che non era la strada più adatta per me, così mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti di Bologna, indirizzo Comunicazione e Didattica dell’Arte. Oggi lavoro a Palazzo Ducale di Mantova e mi ritengo davvero molto fortunata.

E poi che cos’è successo? Come hai iniziato a realizzare piccoli capolavori con la polvere di caffè?

La prima volta che ho usato la polvere di caffè è stato tre anni fa, credo, o forse due. Ero a casa dei miei genitori, in cucina, e mi stavo per preparare un buon caffè quando ho immaginato che un po’ di quella meravigliosa polvere potesse cadere sulla superficie del tavolo bianco. In quel momento è nata l’idea di creare qualcosa, la definirei forse una composizione. Mi è sempre interessata più la questione compositiva rispetto a quella artistica: non era disegnare il punto. Il mio obiettivo era dare sfogo alla mia immaginazione e creare qualcosa di un po’ magico: direi che quello che cerco di suscitare è lo stupore. Da allora ho anche iniziato ad usare il mio profilo instagram per pubblicare i miei piccoli lavori quotidiani: addio alle foto in compagnia degli amici e di un aperitivo!

giulia bernardelli

@Giulia Bernardelli

Come inizi a creare? Devi prima preparare una bozza o ti affidi esclusivamente all’improvvisazione?

Direi che tutto parte dallo studio di un elemento che abbia delle caratteristiche particolari: da lì creo la mia composizione. Il bello e basta non mi interessa, preferisco andare oltre e cogliere un significato più autentico. Normalmente non disegno di getto, devo avere una immagine prima. Poi procedo con la composizione: sinceramente non credo di essere così brava nel disegno, quanto piuttosto nel creare una composizione che abbia un significato anche profondo. Per esempio, non disegnerei mai con il caffè sulla carta: per me l’immagine deve essere naturale e vera e quindi il caffè deve essere rigorosamente rovesciato sulla tavola. Mi piace quando una magia quotidiana diventa possibile e poi reale.

Se tu potessi spiegarmi il significato che attribuisci alla parola “creatività“, che cosa mi diresti?

Se penso alla mia idea di creatività mi viene in mente quando, qualche anno fa mi dedicavo a cucinare dei dolci, soprattutto per il piacere di poterli decorare. Amo moltissimo la decorazione: è una cosa che mi ha trasmesso mia madre. Poi ho sempre amato scrivere: potrei dire che ho sempre sentito qualcosa muoversi dentro di me. La creatività fa parte di me, c’è sempre stata, e adesso si sfa sfogando in questo nuovo modo, ma prima ha assunto forme differenti. Ripenso a quando da bambina disegnavo sui posa cenere della scrivania di mio padre: la creatività fondamentalmente è un modo di vivere.

giulia bernardelli

@Giulia Bernardelli

Instagram ti ha permesso di raggiungere un pubblico molto vasto: che cosa pensi di questo strumento?

La prima cosa che cerco di fare è tenermi lontana dalla logica dei numeri: ovvio che se una mia creazione riscuote successo ne sono felice, ma non voglio essere dipendente dal  numero di mi piace, altrimenti rischierei di perdermi. Ad Instagram sono molto grata perché posso dire che mi ha lanciata: lo trovo uno strumento democratico sotto molto aspetti perché va avanti ciò che piace alla gente. 

Ora direi che possiamo concludere la chiacchierata con due domande: quali sono le tue passioni e qual è il tuo sogno nel cassetto?

Di passioni ne ho davvero tantissime: il design, l’arredamento, i libri, la scrittura, le piante, i dolci e visitare le mostre, interesse che ho riscoperto soprattutto nell’ultimo periodo. Poi mi piace il ripiano degli alcolici che ho in casa 😉 Se invece devo dirti qual è il sogno nel cassetto che coltivo in questo momento è riuscire a continuare a fare questo lavoro con stimoli e opportunità nuove. Fare cose nuove senza fissarmi solo in un determinato ambito: vale anche per il disegno con il caffè. Per quando lo ami, non voglio che diventi esclusivo. Infine vorrei tornare in Giappone e riuscire a scrivere qualcosa, anche se non so cosa: forse una guida illustrata per bambini. Amo la scrittura animata: mi permetterebbe di unire entrambi i miei mondi. Infine sicuramente comprare più piante!

 

Anna Fornaciari
takeawayartblogger@gmail.com

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2 Comments
  • andrea
    Posted at 18:55h, 13 luglio Rispondi

    spettacolare, dove si possono scoprire le sue opere?

    • Anna Fornaciari
      Posted at 17:13h, 14 luglio Rispondi

      Puoi trovare gran parte dei suoi lavori sul suo profilo instagram @bernulia!

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