Damian Ortega e l’arte messicana

Il panorama artistico contemporaneo del Messico sta attraversando un periodo di autentico splendore, sfoggiando artisti che sono riusciti a raggiungere il successo globale. Tra questi Damian Ortega ha evidenziato un talento visionario unico, esponendo le proprie opere nei più famosi musei di tutto il mondo. Da Berlino a Venezia, da New York a Londra, l’arte messicana ha raccontato la propria storia e la propria idea di ciò che accade nel mondo, aprendo la porta ad una realtà a cui troppo spesso noi occidentali non prestiamo attenzione.

Nato a Città del Messico nel 1967, negli ultimi anni è diventato molto famoso, esponendo le proprie opere in tutto il mondo. Chi ha avuto l’occasione di conoscerlo ha sempre confermato che l’artista messicano è rimasto abbastanza indifferente al successo, continuando a realizzare solo ciò che veramente gli piace. Abbandonata la scuola a 16 anni, si accostò all’arte alla fine degli anni Ottanta, nel suo quartiere a sud di Città del Messico, Tlalpan, grazie ai “Laboratori del Venerdì” ideati dal suo amico Gabriel Orozco.

Nel 1999, per spezzare il tradizionale legame con il circuito delle gallerie, i “Laboratori del Venerdì” organizzarono una mostra in un mercato ortofrutticolo di Città del Messico. Tra le bancarelle di frutta e verdura, Ortega espose alcuni trasformatori elettrici con innesti di jicama, cipolle e chele di granchio, mostrando come il futuro dell’ecosistema fosse la biodegradabilità. Il suo genio visionario inizialmente non fu capito dai cittadini messicani, molto ancorati al fascino dell’ornamento a tutti i costi.

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@Damian Ortega

Nonostante l’iniziale diffidenza, Damian Ortega ha continuato a creare le sue installazioni, arrivando a realizzare nel 2002 la grande opera Cosmic Thing: un Maggiolino Volkswagen dell’89 si disfa in una farragine flottante, mettendone a fuoco ogni pezzo e facendolo apparire molto più affollato di quanto si possa credere. Ed ecco che l’automobile così smantellata, volatile come il coleottero da cui prende il nome, ritrova una sua acerba infanzia, quando la sua esistenza era ancora in forse.

Nella sua opera il Maggiolino non è più una semplice auto, ma diventa un oggetto sublimato, che cade dal cielo, a cui non si chiede più alcuna prestazione, se non farsi fondamento di una cultura stratificata e popolare. L’arte di Damian Ortega si pone l’obiettivo di smontare e smascherare nelle sue profondità e nelle sue stratificazioni tutto ciò che gli si para davanti: da una lampadina ad una automobile, tutto può essere scomposto e quindi ricreato. Un genio assoluto.

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@Damian Ortega

Category: Arte contemporanea

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