Microbo, la street art e i silos di Catania

Raccontare la Sicilia in un museo si potrebbe, ma esistono anche delle valide alternative. Una di queste ha richiesto circa centotrenta ore di lavoro e più di 700 bombolette spray per dipingere sui silos del Porto di Catania l’identità della Sicilia: da Ulisse a Colapesce, da Scilla e Cariddi a Polifemo, dal Minotauro all’ironia di una sirenetta sott’olio, ovviamente d’oliva, altro elemento identitario del Mediterraneo.

Questa monumentale opera d’arte contemporanea voluta dall’Amministrazione comunale, nell’ambito del Festival I art, ha come obiettivo la rigenerazione e la valorizzazione dell’area del porto di Catania. I silos di Catania sono gli unici silos rimasti in Sicilia e svolgono una funzione strategica per gli abitanti dell’isola, raccogliendo tutti i cereali d’importazione destinati al consumo umano e le granaglie per la zootecnia. Raccontare la storia di una regione bella e controversa come la Sicilia, attraverso la conversione dei silos in musei all’aperto, è l’ennesima dimostrazione del successo della street art.

silos catania

@CityMapsSicilia

Gli artisti che hanno aderito al progetto sono gli spagnoli Okuda e Rosh333, gli italiani Danilo Bucchi, Microbo, Bo130 e il catanese Vlady Art e il duo ucraino Interesni Kazki. Uno dei soggetti che più mi ha colpito è “Il moto perpetuo di Scilla e Cariddi“, realizzato da Microbo. Ma chi si nasconde dietro questo pseudonimo? Sicuramente sarà un uomo visto che la street art appartiene esclusivamente all’universo maschile! Purtroppo questa è una frase che si sente ripetere spesso, ma si sa, appena una forma d’arte inizia a riscuotere del successo è inevitabile che alcuni sentano il bisogno di etichettarla. Chi fa cosa? Chi non fa cosa? Di certo c’è solo che Microbo è una donna e allo stesso tempo è una tra le più talentuose street artist a livello europeo.

Nata e vissuta in Sicilia, Microbo ha trascorso parte degli anni 90 a Londra, studiando e lavorando nell’ambito della grafica, avviando una stretta collaborazione con il suo compagno, l’artista italiano Bo130. Dopo anni le sue opere si trovano sui muri, ma anche nelle gallerie, delle più importanti città europee ed americane del mondo, raccontando le storie di un mondo invisibile, abitato da colorati microrganismi fluttuanti, rievocando atmosfere ancestrali. Intuitiva e talentuosa, Microbo vanta una timidezza che le conferisce un’aurea quasi magica, indispensabile per interpretare i significati nascosti dietro l’imponente realtà.

Collaborando a fianco di molti colleghi, Microbo riconosce nella street art un potenziale unico, che consiste nell’opportunità concreta di rieducare la persone alla bellezza. Lavorare insieme, imparare a conoscere altri artisti di differenti paesi, condividere la propria arte attraverso il web sono solo alcuni dei punti di forza che rendono grande questa splendida forma d’arte.

microbo

@Viavaiproject

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