Biennale Venezia 2022: guida e consigli di visita

La Biennale di Venezia 2022 è iniziata e se ci dovessi chiedere come la descriveremmo usando solo 2 parole non abbiamo dubbi: un viaggio nell’autodeterminazione.

Durante la nostra visita abbiamo avuto il piacere di ascoltare dal vivo la curatrice Cecilia Alemani e il suo racconto di questa 59esima Esposizione Internazionale d’Arte è stato illuminante. I temi affrontati sono di un’attualità disarmante e gran parte degli artisti coinvolti partecipano per la prima volta a questo appuntamento: entrambi questi aspetti per noi sono stati motivo di ispirazione e riflessione, per questo vogliamo raccontarti la nostra personalissima visita alla Biennale d’Arte.

Biennale Arte 2022: informazioni pratiche

La Biennale d’Arte 2022 si svolge dal 23 aprile al 27 novembre 2022 (con giorni di pre-apertura 20, 21 e 22 aprile). Il costo del biglietto intero è di 25,50 euro e il ridotto per gli studenti è di 16,50 euro ed è valido per un ingresso alla sede dei Giardini e un ingresso alla sede dell’Arsenale, da utilizzare anche in giorni differenti. Il biglietto non deve essere necessariamente stampato, ma può essere salvato in formato pdf sullo smartphone o tablet: deve essere presentato ai varchi di mostra e, a seconda della tipologia, deve essere presentato con un documento di identità ( nei casi di biglietti con riduzioni e accrediti).

@Travel On Art – Cecilia Alemani

The Milk of Dreams: il titolo e i temi

La mostra “Il latte dei sogni” si ispira al titolo di un libro di favole di Leonora Carrington: l’artista surrealista crea un mondo magico in cui la vita si plasma con l’immaginazione e in cui il cambiamento è necessario. Questa mostra è visitabile negli spazi del Padiglione Centrale ai Giardini e in quelli delle Corderie, delle Artiglierie e negli spazi esterni delle Gaggiandre e del Giardino delle Vergini nel complesso dell’Arsenale.

Puoi immergerti tra le opere di oltre 200 artiste e artisti, la maggior parte delle quali e dei quali hanno partecipato per la prima volta a questo appuntamento, e fidati che questo aspetto si respira ad ogni passo durante la visita e per noi è stato elettrizzante. I temi affrontati sono principalmente 3 e si intersecano tra loro creando delle contaminazioni di cui ignori l’inizio: la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi, la relazione tra gli individui e tecnologia e infine il legame tra il corpo umano e la Terra.

Noi siamo rimaste conquistate in particolare da due aspetti:

  • la ricchezza variegata dei linguaggi espressivi e dell’uso dei materiali, che contribuisce ad offrire al visitatore un’esperienza immersiva e anche stupefacente;
  • il profondo di valore di ricerca interconnesso alla realtà che apre a riflessioni che sono già in atto in molti di noi.

Stiamo arrivando alla fine dell’antropocentrismo? La tecnologia creerà una nuova versione dell’individuo? Ci sarà un ritorno ad antichi miti e alle leggi della natura?

“Il latte dei sogni” è una mostra in cui puoi riconoscerti intimamente, ma anche provare disorientamento, meraviglia, paura, eccitazione: in quest’occasione più che mai la maggior parte degli artisti ha scelto di mettersi a disposizione dell’altro e dell’altrove, generando nuovi mondi e nuovi modi di pensare, lasciando a noi lo spazio per interpretare.

Per noi l’esperienza di visita ha lasciato il segno e sai come lo abbiamo capito?

Perché non appena siamo rientrate abbiamo iniziato a raccontare agli amici cosa abbiamo visto e che cosa quell’artista ha suscitato in noi. Quando l’arte crea il desiderio di condivisione, ha raggiunto un obiettivo importante.

Le nostre 5 opere preferite di The Milk of Dreams

Fare questa selezione è stato difficilissimo, ma crediamo possa essere utile raccontarti le nostre 5 opere preferite della mostra “Il latte dei sogni”: in questo modo vogliamo farti immergere in quell’atmosfera e farti toccare con la mente i processi creativi di alcuni degli artisti coinvolti nella Biennale di Venezia 2022.

Classe 1988 e sud coreana di Seoul, Mire Lee è un’artista che ci ha immobilizzate con la sua arte. La sua installazione “Endless House: Holes and Drips” sembra vivente ed è animata dai movimenti concitati di una macchina che ricorda il sistema digestivo di un animale. Per questa mostra si è messa alla prova realizzando un’opera che estende il concetto di contenitore ad una struttura scultorea: noi avremmo trascorso ore a guardarla.

@Travel On Art – opera di Mira Lee

La tua visita non può non prevedere almeno 10/15 minuti all’interno del giardino entropico di Precious Okoyomon, che brulica di una vita che ti contagia positivamente al primo passo. Nell’opera intitolata “To See the Earth before the End of the World”, tratto da una poesia di Ed Roberson, le sue sculture sono disposte sullo sfondo di un campo di erbe selvatiche: pensare ad una rivoluzione ecologica non solo è possibile, ma diventa necessario.

@Travel On Art – opera di Precious Okoyomon

“Tunnel Boring Machine” di Teresa Solar consiste in 3 sculture in bilico tra l’eterna lotta dei contrasti: complementari o in opposizione? Queste 3 grandi sculture che si ispirano agli animali e alle forme di vita preistoriche, così lucenti e così passate, stimolano una riflessione sulla nostra memoria.

@Travel On Art – opera di Teresa Solar

In “Dependency” Ambra Castagnetti cala l’asso: la sua serie di sculture in tecnica mista, ripropongono il tema della fluidità per cui esseri umani, animali e vegetali possono trasformarsi, mutando la propria forma. L’artista ci racconta la sua visione metamorfica del corpo, che cambia seguendo l’evoluzione o l’involuzione delle circostanze ambientali, sociali e politiche.

Infine Elaine Cameron-Weir con i suoi oggetti scultorei mostra come dolore e piacere possano vivere in un equilibrio molto precario. In particolare l’opera “Low Relief Icon and Low Relief Icon 2” è costituita dai nastri trasportatori in tensione a cui fa da contrappeso una serie di casse metalliche che vengono usate dall’esercito americano per il trasporto dei resti umani.

@Travel On Art – opera di Elaine Cameron-Weir

Biennale Venezia 2022: 5 padiglioni + 1 da non perdere per noi

Dopo averti raccontato la mostra “Il latte dei sogni” ora vogliamo concentrarci sui padiglioni, in particolare su quelli che abbiamo visitato in prima persona e ci hanno colpito maggiormente.

Padiglione Estonia

Partiamo con una confessione: l’Estonia, in particolare Tallinn, è uno dei luoghi che più ci ha ispirato a livello artistico negli ultimi anni. Infatti se hai in programma un viaggio da queste parti, ti consigliamo di non perderti il Museo Kumu, che è uno dei più grandi del Nord Europa.

Ma veniamo al Padiglione Estonia e alla mostra “Orchidelirium: An Appetite for Abundance” che comprende installazione, film, fotografia, archivio e performance, collegando il passato con il presente, attraverso l’interessante lente della botanica coloniale e delle sue ramificazioni sociopolitiche. Un ambiente immersivo che parte dal viaggio e dalla natura, in particolare dai fiori e dalle piante, per creare una narrazione che intreccia storia e politica in una prospettiva di autodeterminazione.

Padiglione Belgio

Nel Padiglione del Belgio puoi regalarti un viaggio nel tempo che ti emoziona, ma può anche colpirti come una morsa allo stomaco. “The Nature of the Game” è un’installazione di filmati dell’artista Francis Alÿs realizzati durante le sue esperienze in Iraq, Hong Kong, Repubblica Democratica del Congo. L’artista, da sempre interessato ai mutamenti socio-politici, ci offre il suo sguardo davanti a momenti e situazioni che difficilmente si spiegano a parole. Nonostante la violenza di conflitti bellici, i ritratti di bambini che giocano ci riportano ad una realtà gestuale condivisa che annulla ogni distanza, lasciandoci piccoli e increduli davanti al mondo che ci circonda e che stiamo contribuendo a creare.

@Travel On Art – Padiglione Belgio

Padiglione Spagna

Prima di parlarti del Padiglione Spagna, vogliamo condividere un momento verità: è stato il primo padiglione che abbiamo visitato e, dopo aver varcato la soglia, abbiamo visto solo uno spazio bianco. La prima domanda che ci siamo fatte in silenzio è stata: “Dovranno finire l’allestimento?”. Ovviamente no! “Correzione” è il progetto di Ignasi Aballí che ha apportato una piccola ma importante traslazione, rispetto alla pianta originaria dello stabile. I muri infatti sono stati riedificati con una nuova angolazione e un colore differente: come reagiamo ai cambiamenti? Che relazione c’è tra contenitore e contenuto?

Padiglione Italia

Purtroppo non siamo riuscite a visitare il Padiglione Italia, ma il progetto di Gian Maria Tosatti merita indubbiamente di essere visto. Intitolato “Storia della notte e destino delle comete”, si tratta di un lavoro in due atti, contornato da una scenografia immersiva. Tosatti ha affrontato temi urgenti come il rapporto tra uomo e natura, tra sviluppo sostenibile e territorio, etica e profitto, interpretando metaforicamente il sogno industriale italiano.

Padiglione Ucraina

Voluta e supportata da Cecilia Alemani e attivata dai tre curatori del Padiglione dell’Ucraina Borys Filonenko, Lizaveta German e Maria Lanko, “Piazza Ucraina” è l’installazione progettata dall’architetta Dana Kosmina e allestita allo Spazio Esedra dei Giardini della Biennale. Lo scopo di questo progetto è dar voce agli artisti e alla comunità artistica dell’Ucraina e contribuire a costruire un dialogo profondo. Il monumento ricoperto da sacchi di sabbia, evoca il simbolo della pratica diffusa di proteggere l’arte pubblica durante i bombardamenti.

Padiglione Ungheria

La mostra di Zsófia Keresztes è il paradiso degli Instagram addicted: se vuoi scattare una foto scenografica, questo padiglione è perfetto per te. Ma non limitarti solo a questo perché le sue opere riflettono profondamente le sfide del nostro tempo, una situazione in cui la presenza digitale diventa quasi obbligatoria. Con le sue installazioni si dedica in più tappe ad un percorso di ricerca di identità. La mostra, in quattro sezioni, esplora sia l’ambivalente rapporto tra passato, presente e futuro, sia le fasi attraverso le quali le persone tracciano la propria identità.

@Travel On Art – Padiglione Ungheria

Perché visitare la Biennale di Venezia 2022?

Visitare la Biennale di Venezia in 1 o 2 giorni per noi è sempre stato difficile: sono talmente tanti gli stimoli e le ispirazioni che incameriamo che è impossibile che il cervello possa assimilare tutto in così poco tempo. In questo articolo ci siamo dedicate al racconto delle opere che abbiamo visto e dei padiglioni che abbiamo visitato in prima persona, ma a breve ritorneremo per chiudere il nostro cerchio.

Quello che è certo è che questa Biennale d’Arte ci ha permesso di scoprire delle artiste e degli artisti che non conoscevamo o che non avevamo avuto il piacere di vedere di persona. Attraverso la loro ricerca, interconnessa alla realtà che stiamo vivendo in molte sue sfaccettature, abbiamo avuto molto di riflettere sia a livello professionale che umano: l’arte contemporanea che ruolo ha in questo momento storico?

Per quanto tempo ancora l’arte sarà considerata un sinonimo di bellezza?

Quanto siamo pronti noi fruitori a metterci in gioco per esprimere il nostro potenziale interpretativo?

Quello che abbiamo chiaro, ormai da un po’, è che l’arte deve tornare ad essere un’interprete dei grandi avvenimenti in corso e non guardarli passivamente scivolare via. E siamo felici di dire che i lavori di gran parte degli artisti che hanno partecipato alla Biennale di Venezia 2022 sono testimonianze acutissime del presente. Coscienza, approfondimento, ricerca e consapevolezza: la visita alla Biennale d’Arte è un viaggio che ci invita a metterci alla prova e noi non vedevamo l’ora di farlo!

Illy Art Collection ai Giardini Reali

Durante la tua visita alla Biennale 2022, ti consigliamo di non perdere anche la mostra realizzata da Illy ai Giardini Reali di Piazza San Marco, in occasione dei 30 anni delle Illy Art Collection, le iconiche collezioni di tazzine di caffè disegnate da artisti contemporanei.

Fino al 30 giugno 2022 potrai ammirare 459 tazzine disegnate da 125 artisti, da Ai Wei Wei a Marina Abramovic, passando per Pedro Almodovar e gli artisti protagonisti delle 59esima edizione della Biennale.

5 mostre da non perdere a Venezia

Sei a Venezia o pianifichi un viaggio a breve? Oltre alla Biennale d’Arte 2022, ci sono alcune mostre che ti consigliamo assolutamente di non perdere:

  • “Open-End Marlene Dumas” a Palazzo Grassi fino all’8 gennaio 2023. Questa mostra, curata dalla stessa artista con Caroline Bourgeois, presenta oltre cento opere, con una selezione di dipinti e disegni che vanno dal 1984 a oggi;
  • Anish Kapoor alle Gallerie dell’Accademia di Venezia fino al 4 settembre 2022. Il percorso espositivo si sviluppa in due location, da un lato le Gallerie e dall’altro lo storico Palazzo Manfrin, nel sestiere Cannaregio di Venezia: un’occasione straordinaria per ammirare i suoi capolavori;
  • Anselm Kiefer a Palazzo Ducale fino al 29 settembre 2022. La nuova installazione site-specific nella Sala dello Scrutinio ribalta ogni ordine e sconvolge;
  • Surrealismo e Magia” alla Collezione Peggy Guggenheim fino al 26 settembre 2022. Si tratta della prima mostra internazionale ad affrontare l’interesse dei surrealisti per la magia, l’esoterismo, la mitologia e l’occulto con opere di Leonora Carrington, Remedios Varo e altri artisti;
  • Homo Faber” alla Fondazione Cini fino al 1 maggio 2022 presenta 15 mostre che raccontano l’eccellenza dell’artigianato internazionale, attraverso il contributo di un team di curatori, architetti e designer di livello mondiale.

6 commenti su “Biennale Venezia 2022: guida e consigli di visita

  1. Susanna Carrara ha detto:

    Buongiorno!Grazie davveto per questo reportage molto utile ed interessante.Leggero’ con piacere la seconda parte e poi mi……avventurerò in questo mondo sicuramente coinvolgente….
    Ancora grazie!
    Cordiali saluti
    Susanna Carrara

    1. Anastasia Fontanesi ha detto:

      Buongiorno Susanna, grazie a lei, questa edizione della Biennale le piacerà sicuramente! A presto

  2. Claudia ha detto:

    Grazie per i suggerimenti, ne farò tesoro!

    1. Anastasia Fontanesi ha detto:

      Buona biennale!

  3. Naouel ha detto:

    Grazie mille per questo reportage. E stato di un grande aiuto avendo programmato di andarci settimana prossima.

    Cordiali saluti

    Naouel Chaoui

    1. Anastasia Fontanesi ha detto:

      Buongiorno Naouel, grazie a te per il tuo feedback! Ci fa molto piacere 🙂

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