Joseph Beuys in Abruzzo: arte e vino alla Cantina Zaccagnini

Questa è una storia che inizia con un cappello di feltro e un tralcetto di vite, due elementi apparentemente lontani che si sono incontrati e hanno scritto insieme una delle pagine più importanti della storia dell’arte contemporanea. 

Era il 13 maggio del 1984 quando Joseph Beuys, artista e performer tedesco, tenne la sua celebre dissertazione Difesa della Natura a Bolognano, in Abruzzo, negli spazi della Cantina Zaccagnini.
Una performance filosofica, o meglio ancora, un dialogo visionario che poneva le basi di ciò che oggi chiameremmo “attivismo ambientale”.

Beuys aveva individuato un legame imprescindibile tra uomo e natura, tra creatività ed ecologia, un’idea che trovava la sua massima espressione proprio in una delle regioni più verdi d’Italia: l’Abruzzo.
Il cuore del suo pensiero è racchiuso in una frase: “L’uomo e la natura con l’animo riunito creeranno un nuovo mondo.”
Per Beuys, l’arte era sì ecologica, ma anche profondamente antropologica: una difesa dell’uomo, dei suoi valori e della sua capacità creativa.

Il legame tra Beuys e l’Abruzzo

Nel tempo trascorso da Beuys in Italia, l’Abruzzo ha rappresentato una parentesi fondamentale.

Dopo Foggia e Napoli, Beuys fu invitato nel piccolo comune di Bolognano, in provincia di Pescara, ospite dei coniugi Lucrezia De Domizio e Buby Durini.
Arrivò per la prima volta nel 1972 e tornò così spesso che Bolognano divenne, di fatto, una seconda casa.

Qui trovò terreno fertile per due progetti straordinari: la Piantagione Paradise, un progetto che prevedeva la piantumazione di oltre 7000 alberi rari per la tutela della biodiversità, e la discussione Difesa della Natura presso la Cantina Zaccagnini, durante la quale gli fu anche consegnata la cittadinanza onoraria. 

joseph beuys in abruzzo zaccagnini bottaia
@Travel On Art – Cantina Zaccagnini

Dell’azione di Beuys rimangono tutt’oggi segni tangibili proprio negli ambienti della cantina vinicola che custodisce un immenso patrimonio artistico: in primis la sua firma sul muro della bottaia, con la data del 13 maggio 1984, il suo cappello di feltro stilizzato e la firma, oltre ad una serie di fotografie storiche della dissertazione Difesa della Natura che documentano in modo poetico il tempo trascorso da Beuys in questo angolo di Abruzzo. 

Uno spazio accogliente per l’arte e il vino

L’incontro con Beuys fu un punto di svolta per Marcello Zaccagnini, fondatore dell’azienda agricola.
Da quel momento, la cantina divenne gradualmente non solo un luogo di produzione vinicola, ma anche di ospitalità e creazione, accogliendo artist* che qui hanno trascorso e possono trascorrere tutt’ora periodi di residenza
In realtà, il legame di Zaccagnini con l’arte era iniziato già prima del suo incontro con l’artista tedesco, nel momento stesso in cui ha scelto di rendere le sue bottiglie di vino uniche apponendo un elemento piccolo, ma fortemente simbolico: un tralcetto. 

I tralcetti vengono utilizzati negli innesti e uniti a viti già esistenti per crearne di nuove: sono quindi un simbolo di vita ed è con questo gesto apparentemente semplice, ma ricco di significato che Zaccagnini condensa in ognuna delle bottiglie a cui viene apposto a mano il tralcetto, il legame tra vino e territorio. 

“Un’opera d’arte che ha del vino dentro”

Così Joseph Beuys ha definito la bottiglia con il tralcetto di Zaccagnini, consapevole del valore di quel piccolo pezzo di ramo che ancora oggi viene apposto a mano seguendo una procedura precisa legandolo con la raffia.

Dal 1984 ad oggi, la Cantina Zaccagnini è diventata un punto di riferimento culturale, un luogo dove arte e vino convivono, dialogano e si contaminano.

E in effetti possiamo confermarti che è davvero così: da anni l’arte ci porta dove non avremmo mai pensato di arrivare e prima di visitare la Cantina Zaccagnini, non avremmo mai pensato di degustare calici di Cerasuolo e Montepulciano, circondate da opere di Pietro Cascella, Ettore Spalletti, Franco Summa, David Bade e ovviamente Joseph Beuys. 

joseph beuys in abruzzo zaccagnini
@Travel On Art – Cantina Zaccagnini

Il percorso artistico conta oltre 40 opere, distribuite tra i vigneti dove svettano il Pulcino di David Bade realizzato con materiali di recupero e il Traliccio Inno alla Vita di Franco Summa, e gli spazi interni della bottaia e della sala degustazioni.
Ad accompagnarci anche poster originali delle performance di Beuys e una collezione di bottiglie d’artista nate dal concorso Uvarte.

Perché Beuys scelse Bolognano?

Prima della visita, ci siamo chieste cosa avesse spinto Joseph Beuys a trascorrere gli ultimi anni della sua vita in un borgo di meno di mille abitanti nell’entroterra abruzzese.
Una scelta insolita per un artista già riconosciuto a livello internazionale.

Ma è bastato arrivare a Bolognano, respirare il silenzio tra la Majella e il Morrone e parlare con chi vive qui, per capire che non poteva esserci luogo migliore. La stessa Lucrezia De Domizio Durini, amica e “host” di Beuys a Bolognano ha scritto del perché l’artista avesse scelto proprio l’Italia e l’Abruzzo come luogo in cui trascorrere la maggior parte del suo tempo negli ultimi 15 anni di vita: 

“Credo che non sia stata casuale la continua presenza di Beuys in Italia, sono certa che la sua fu una precisa scelta culturale dove l’elemento umano e il materiale natura, nella loro reversibile disponibilità esercitarono una forte pressione intuitiva sull’uomo – artista. Joseph Beuys in Abruzzo trovò l’humus fertile per spandere il suo credo fatto di amore e di fraterna collaborazione tra uomini liberi e creativi.”

joseph beuys in abruzzo zaccagnini bottiglie d'artista
@Travel On Art – Cantina Zaccagnini

Come visitare la Cantina Zaccagnini e il percorso artistico

Chiunque può vivere questa esperienza unica: che tu ami il vino o l’arte, la Cantina Zaccagnini è the place to be.
Puoi scegliere tra diversi percorsi di degustazione e letteralmente entrare in una pagina di storia dell’arte contemporanea.

Se stai programmando un weekend in zona, ti consigliamo di aggiungere anche una passeggiata nel borgo di Bolognano, dove potrai ammirare altre opere d’arte pubblica, e magari una tappa naturalistica alla Grotta Scura, un luogo di grande fascino archeologico.


Articolo realizzato in collaborazione con Cantina Zaccagnini

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