Sarajevo: cosa vedere tra arte, street art e storia

Sarajevo è una città che ti cambia la vita.

Questa non è una frase fatta, anche se all’inizio pensavamo che lo fosse, perché quando abbiamo detto ad amici e conoscenti che avremmo visitato Sarajevo, la risposta è sempre stata:

“Sarajevo è una città stupenda, ha un posto speciale nel mio cuore”.

Così siamo arrivate cariche di aspettative, durante una soleggiata giornata di fine agosto, ma quando arrivi in un luogo carica di aspettative si fa presto a rimanerne delusi. Non è stato il nostro caso.

Sarajevo, che è la capitale della Bosnia, è una città davvero speciale e lo capisci subito dalla luce che ti accoglie e che si insinua tra le montagne fitte e verdi di questo paese che sembra ancora incontaminato.

La prima particolarità di Sarajevo è proprio questa: è immersa tra le montagne e percorrendo la strada che la raggiunge da est (venivamo da Belgrado), inizi ad intravederla solo quando entri in città.

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Prima di condividere con te che cosa vedere a Sarajevo e il nostro itinerario a base di arte contemporanea e storia, dobbiamo farti una rivelazione: se ci conosci già, saprai che viaggiamo sempre alla ricerca dell’arte e della creatività contemporanea. Se Belgrado in questo ci ha stupite e l’abbiamo definita come la nuova Berlino, siamo partite per Sarajevo con un grande dubbio, perché online non avevamo trovato grandi informazioni sulle produzioni artistiche contemporanee (musei, gallerie, street art).

Visitandola però abbiamo capito che la cosa più bella e importante che ti puoi portare a casa da questa città è la sua atmosfera viva, vibrante, ma soprattutto l’insegnamento che dà sull’importanza della memoria storica.

In questo articolo quindi cercheremo di raccontarti la nostra Sarajevo, quella città che ci ha cambiato la vita e che ci porteremo sempre nel cuore.

18 posti da non perdere a Sarajevo

In tanti ci avevano raccontato di Sarajevo come di una città triste, avvolta dal suo terribile passato, a tratti cupa. In realtà ci ha accolto una città viva, attiva, con un’atmosfera avvolgente: ci sono bastate 2 ore per capire che ce ne saremmo innamorate per sempre.

Dobbiamo farti anche un’altra doverosa una premessa: ci aspettavamo una città completamente al di fuori delle rotte turistiche, la Bosnia d’altronde non è ancora un paese molto battuto, eppure non è così. Negli ultimi anni Sarajevo e il suo centro storico sono meta di tantissimi viaggiatori da ogni parte del mondo, e questa evoluzione turistica ha portato con sé (come sempre) dei pro, ma anche tantissimi contro, come la spettacolarizzazione di Baščaršija, ma di questo te ne parliamo in seguito.

History Museum of Bosnia and Herzegovina

Partiamo con uno dei luoghi che più ci hanno toccato nel profondo: il museo di storia della Bosnia ed Erzegovina. Si trova nella parte nuova di Sarajevo, quindi è un ottimo punto di partenza per scoprire il volto più moderno della città. Il nostro tour è iniziato proprio da qui e nel suo cortile stavano allestendo un market di artisti indipendenti.

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Perché visitarlo?

Il museo raccoglie articoli, fotografie e documenti che raccontano la complessa e triste storia della Bosnia ed Erzegovina, quindi questo è il luogo perfetto per iniziare a prendere confidenza con il paese. Oltre a questo però abbiamo avuto la fortuna di visitare la mostra Spatium Memoriae di Aida Sehovic (terminata il 4 settembre 2022), con l’installazione costituita da tazzine da caffè bosniaco, ciascuna che rappresenta una vittima del genocidio di Srebrenica.

L’installazione è considerata a tutti gli effetti un monumento pubblico, è stata realizzata grazie ad un’azione collettiva (chiunque avesse un parente coinvolto nel genocidio poteva donare una tazzina) ed è stata esposta in ben 15 città del mondo.

In questo caso l’arte diventa veicolo di memoria storica ed è fondamentale per prevenire e curare i dolori causati dalla guerra.

Da non perdere all’interno del museo è anche la riproduzione di un tipico salotto bosniaco, che spinge i visitatori a riflettere sul concetto di rifugiato e sulla perdita di ciò che si ha di più caro, a causa della guerra.

Il museo ha un ticket di ingresso, non accettano il POS (come in gran parte della Bosnia, quindi preparati a viaggiare con i contanti!)

War Childhood Museum

Un altro museo da non perdere a Sarajevo è il War Childhood Museum, se il primo ci ha toccato nel profondo, da questo ne siamo uscite emotivamente devastate.

Il lavoro svolto dal team museale è eccezionale e non esageriamo quando diciamo che è uno dei musei più belli che abbiamo mai visitato in vita nostra.

Si trova in una zona residenziale di Sarajevo ed è molto bello perché puoi vedere scorci di vita vera, allontanandoti dalle rotte più turistiche. Quando l’abbiamo visitato, alcuni bambini stavano giocando a pallone proprio vicino allo stabile: dove un tempo qui cadevano granate e proiettili, oggi si possono udire le risate dei bambini e già questo è un viaggio nella storia che solo la Bosnia ti permette di fare.

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Il War Childhood Museum raccoglie oggetti e racconti dei bambini che hanno vissuto la guerra in Bosnia negli anni ’90, quindi persone nate tra il 1975 e il 1993.

Ogni oggetto esposto è stato donato dal proprietario o dalla famiglia al museo, così che non se ne perdesse traccia e le storie che accompagnano ciascun oggetto sono sconvolgenti.

Il lavoro svolto dal War Childhood Museum non si ferma però ai bambini della Bosnia ma raggiunge anche tutti i bambini che crescono in situazioni di guerra, anche negli anni più recenti (Crimea, Afghanistan, ecc.).

Anche in questo caso, il museo ha un ticket di ingresso e non ha il POS.

Cimitero Ebraico

Non so tu, ma noi quando viaggiamo amiamo visitare i cimiteri, perché ti permettono di capire molto della storia di un paese.

Il cimitero ebraico di Sarajevo è un luogo che per noi, non puoi perdere per vari motivi:

  • ha circa 500 anni, il che lo rende uno dei cimiteri ebraici più antichi in Europa ed è anche uno dei più grandi;
  • è stato uno dei luoghi cruciali della guerra bosniaca, qui sono state poste anche tantissime mine antiuomo, ma è stato ripulito del tutto nel 1996;
  • trasmette un senso di pace senza eguali e da qui hai una vista privilegiata su Sarajevo.

Il cimitero ebraico è visitabile liberamente, ti sembrerà in uno stato incolto e selvaggio, ma considera che è stato pesantemente bombardato durante la guerra, pertanto custodisce semplicemente i segni del tempo.

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Baščaršija, l’antico mercato

Questo è il centro focale di Sarajevo, il luogo più iconico e quello che tutti sognano di vedere. La fontana di legno Sebilj con le luci dell’alba o del tramonto e uno stormo di piccioni che si alza in volo è il sogno di ogni fotografo.

Eppure abbiamo fatto fatica ad apprezzarla, perché oggi è anche il luogo più turistico della città dove va in scena la spettacolarizzazione del folclore bosniaco. Architettonicamente è molto bello, il quartiere turco è ancora oggi sede di negozi, bazar, locali dove bere caffè bosniaco e mangiare pita, cevapi o burek.

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Quindi merita sicuramente un giro, ma il nostro consiglio è di rifugiarti lungo le vie in salita, come ad esempio Kovaci, dove si trovano diversi bar che servono bevande tipiche come il caffè, lo sherbet (acqua aromatizzata) o il tè turco.

Il nostro consiglio per un pranzo o una cene tipiche bosniache è di fermarsi al ristorante Nanina Kuhinja (ha anche proposte vegetariane).

Stari Grad

Lo stari grad è il centro storico di Sarajevo ed è qui che puoi vedere la varietà di architetture e di professioni religiose di Sarajevo, perché non devi dimenticare che ti trovi in una città in cui convivono musulmani, cattolici, ortodossi ed ebrei. Il suo cuore è proprio Baščaršija.

Biblioteca Nazionale di Bosnia ed Erzegovina

Altro luogo da non perdere è la Biblioteca Nazionale di Bosnia ed Erzgovina, che si trova in Zmaja od Bosne 8B (su Google Maps ne trovi 2, ma una non è visitabile). Conosciuta anche come Town Hall è un palazzo in stile moresco e al secondo piano si trova la collezione di arte contemporanea Ars Aevi (di cui ti parleremo più avanti): alt! Anche se non ami l’arte contemporanea, la collezione è da vedere per capire l’evoluzione storica di Sarajevo e della Bosnia.

Markale Food Market

Il mercato alimentare Markale non è esteticamente uno dei più belli che abbiamo visto, ad esempio il mercato di Zagabria è molto più scenografico, ma vale la pena visitarlo per alcuni motivi:

è molto autentico, non sempre infatti le cose vere sono per forza belle, questo è un luogo molto frequentato dai bosniaci che vengono a fare spesa principalmente di frutta e verdura

è stato il centro di due bombardamenti importanti durante la guerra, che avevano come obiettivo proprio i civili, conosciuti come i Massacri di Markale. Oggi a ricordo di questi orrori, si trova una delle rose di Sarajevo, se vuoi sapere a cosa ci riferiamo, lo scopri leggendo i successivi paragrafi!

Leggi anche: Zagabria in 2 giorni, guida di viaggio

Veliki Park

Durante il nostro soggiorno nella capitale della Bosnia abbiamo avuto la fortuna di alloggiare in un appartamento bellissimo in Branilaca Sarajeva, a due passi dal parco Veliki.

In questo bellissimo parco si trovano diversi memoriali che ricordano le vittime della guerra (principalmente bambini e ragazzi che allora, avevano 25-30 anni). Uno dei memoriali che più ci ha colpito però è la statua intitolata Nermine Dodi, a cura dell’artista Mensud Keco.

La statua ha una potenza espressiva disarmante, un urlo di Münch contemporaneo che rappresenta l’urlo disperato di un padre al proprio figlio durante la guerra, che lo invitava ad arrendersi alle truppe serbe dicendogli che non gli avrebbero fatto nulla.

Entrambi, il padre e il figlio, sono stati ritrovati anni dopo in una fossa comune.

Le rose di Sarajevo

Prima ti abbiamo menzionato le rose di Sarajevo parlando dei massacri del Markale, ma di cosa si tratta?

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Si possono definire monumenti o installazioni, sono sparse in diverse parti della città (tra cui Markale e davanti alla chiesa Cattolica del Sacro Cuore). Sono i buchi in cui sono cadute alcune granate durante la guerra che non sono stati chiusi, ma lasciati nell’asfalto come monito degli orrori che ha vissuto la città.

Alcuni artisti poi hanno creato intorno ai buchi delle macchie rosse con della resina, che ricordano una rosa mentre perde i petali.

Purtroppo con il corso del tempo le macchie rosse hanno perso il loro colore e oggi sono marroni, tendenti al nero, quindi le installazioni hanno meno impatto visivo, ma non perdono di certo il loro valore storico.

Avaz Twist Tower

È forse l’unico esempio di architettura contemporanea di valore internazionale in Bosnia: l’Avaz Twist Tower è il grattacielo più alto di tutta l’ex Jugoslavia, ospita la sede di un quotidiano locale ed è stata più volte inserita tra le architetture più belle al mondo.

La vedrai sicuramente da più angolazioni della città!

Il lungo Miljacka e i ponti

Sarajevo è attraversata dal fiume Miljacka, che non è bello quanto quello che attraversa Mostar (la Neretva), ma è comunque molto suggestivo. Il fiume attraversa tutta la città per il lungo e noi ti consigliamo di partire da un punto ad ovest e proseguire verso est (o viceversa) a piedi, seguendo il corso del fiume per poter ammirare tutti i ponti della città.

Sarajevo è una città piccola, percorrerne il centro a piedi richiede circa 20 minuti in totale.

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Sarajevo dall’alto

Vedere Sarajevo dall’alto ti permette di capire quanto la città sia inglobata tra le montagne e noi ti consigliamo di non perdere il panorama che hai dalla cima del monte Trebevic, che puoi raggiungere in auto o con la funicolare.

Da qui, hai una vista complessiva della città, oltre ad essere in un ambiente montano incredibilmente bello.

Il tutto a soli 18 minuti di auto dal centro di Sarajevo!

Mangiare a Sarajevo

A Sarajevo tra street food e ristoranti avrai solo l’imbarazzo della scelta, ma abbiamo un paio di indirizzi da consigliarti, uno per un pranzo o una cene tipica bosniaca, l’altro è se sei vegetariano come noi e cerchi un posto in cui fare un pasto sano, vegano e super gustoso:

  • ristorante Nanina Kuhinja a Baščaršija, è un tipico locale bosniaco gestito da ragazze nel cuore del mercato storico. Il menù propone una grande varietà di piatti bosniaci, molti vegetariani. Qui abbiamo perso la testa per le frittelle bosniache servire con panna acida;
  • Fit Bar, dallo stampo super europeo, è un bistrot e lounge bar che propone un menù vegano, ma è il posto perfetto per un pranzo o una cena detox, sana e super saporita.

Acquistare tè a Sarajevo

A Sarajevo capita spesso di sentirsi un po’ ad Istanbul, la cultura ottomana infatti è ancora molto forte qui, non è un caso che si trovino anche diversi locali che propongono il tè turco, come specialità locale.

Bene, se sei un tea lover, non puoi perderti il negozio Franz&Sophie che ha un’infinita scelta di tè sfusi da tutto il mondo. Noi siamo state accolte con canzoni di Fred Buscaglione e Iva Zanicchi perché il gestore Adnan è un personaggio piuttosto eclettico e un grande amante dell’Italia.

Fidati, Franz&Sophie è una tappa obbligata!

Arte contemporanea e street art a Sarajevo

Se Belgrado è la città più attiva ed esplosiva dei Balcani dal punto di vista artistico, Sarajevo sta ancora lottando con i fantasmi del suo passato ed è sicuramente più acerba, ma come ti abbiamo già detto all’inizio, di Sarajevo devi apprezzare la storia e l’atmosfera.

Non manca comunque una spinta al contemporaneo e qui te ne parliamo!

Ars Aevi

La collezione Ars Aevi è nata nel 1992 o meglio, l’idea dell’Ars Aevi è nata in quegli anni, in piena guerra. Questa collezione rappresenta il sogno, la spinta della Bosnia ad avere un museo di arte contemporanea: così 160 artisti tra i più famosi a livello internazionale, hanno donato le loro opere per costituire una collezione davvero interessante.

Il problema è che non esiste ancora un contenitore che la custodisca, così la collezione si è spostata da un edificio all’altro e oggi (2022) è ospitata nel secondo piano della Biblioteca Nazionale (Town Hall).

Il progetto dell’edificio è stato realizzato da Renzo Piano, ma al momento mancano i fondi per la sua realizzazione.

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Parte della collezione è anche l’installazione a cura di Daniel Buren che si trova di fianco all’History Museum of Bosnia and Herzegovina, intitolata 160 bandiere, pari al numero di artisti che hanno fondato la collezione.

Di fianco all’installazione di Buren si trova anche l’iconica statua Canned Beef dell’artista Nebojša Šerić Šoba che rappresenta, in formato gigante, una delle scatoletta di carne consegnate nei pacchi alimenti durante la guerra.

Ponte pedonale di Renzo Piano e Maurizio Milan

Sempre nella stessa zona del museo di storia e dell’installazione di Buren si trova anche il ponte pedonale progettato da Renzo Piano e Maurizio Milan nel 1994, in pieno assedio.

Anche questo ponte è stato teatro di sanguinosi combattimenti, ma rappresenta l’ingresso alla futura area dove sorgerà l’Ars Aevi.

Gallerie d’arte

Le gallerie d’arte sono un luogo prettamente commerciale per la vendita di opere, pertanto non è mai facile trovarle aperte o molte, richiedono di fissare un appuntamento. A Sarajevo comunque ci sono un paio di gallerie che vale la pena visitare:

  • Brodac Gallery, situata di fianco alla Town Hall, prende il posto del vecchio carcere e il suo obiettivo è quello di valorizzare e promuovere l’arte contemporanea bosniaca, trasmettendo il concetto che l’arte può essere un importante veicolo per la memoria storica;
  • Java Gallery, situata in centro, svolge un ruolo fondamentale per la promozione internazionale degli artisti bosniaci. L’architettura super contemporanea è sicuramente un plus per questa galleria.

Pista da bob delle olimpiadi del 1984

Una location davvero incredibile è la vecchia pista da bob realizzata per le olimpiadi invernali nel 1984, situata sul monte Trebevic.

È immersa tra i boschi ed è il luogo perfetto in cui avere un assaggio della natura bosniaca. Da ecomostro interamente costruito in cemento ed abbandonato (anche questa riporta le ferite di guerra), si è trasformata in una enorme tela per writer e street artist.

Oltre ad essere una location suggestiva, è anche il punto di partenza perfetto per avvicinarsi alla scena urban bosniaca.

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Sarajevo, dove si trova e come raggiungerla

Molti si chiedono dove sia situata Sarajevo nella zona dei Balcani, ma soprattutto come raggiungerla.

Sarajevo è la capitale della Bosnia ed è situata nell’omonima regione, a sud del paese si trova invece l’Erzegovina dove ha sede Mostar.

L’unico aeroporto italiano da cui è possibile raggiungere Sarajevo con un volo diretto è Venezia con Wizz Air, tutti gli altri aeroporti richiedono uno scalo.

Per noi, il modo migliore di raggiungere Sarajevo è in auto, in questo modo potrai muoverti agevolmente anche nei dintorni e scoprire meglio la Bosnia. La città è a circa 10 ore di auto dal nord Italia, ma è un viaggio molto bello che attraversa la Croazia e ti permette di avvicinarti di più all’anima del paese.

È importante sapere che la Bosnia al momento ha solo brevi tratti autostradali, la rete infatti è in via di costruzione, ma le strade normali sono comunque scorrevoli e hanno una buona manutenzione.

Il nostro itinerario nei Balcani

Abbiamo visitato Sarajevo durante un viaggio on the road nei Balcani insieme al nostro cane Thor (se cerchi informazioni sui Balcani come destinazione dog friendly scrivici, ti risponderemo con piacere!).

Ecco le tappe del nostro viaggio:

Da Sarajevo a Mostar

Se ti stai chiedendo quanto distano Sarajevo e Mostar e se è facile muoversi tra queste due destinazioni della Bosnia ed Erzegovina è importante sapere che le due città distano circa 2 ore su strada normale, il viaggio è molto piacevole e ti permette di vedere le differenze anche paesaggistiche tra la Bosnia e l’Erzegovina. Il tratto finale verso Mostar affianca il fiume Neretva, con le sue acque color smeraldo e il suo scorrere lento e malinconico.

Esistono però anche diversi bus che portano da Sarajevo a Mostar.

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